Crisi dei chip: le auto in riparazione restano bloccate per settimane

Crisi dei chip: le auto in riparazione restano bloccate per settimane
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Da circa un anno a questa parte stiamo assistendo ad una problematica piuttosto grave nel mondo della tecnologia: la scarsità di processori utili al funzionamento di computer, di console da gioco, di strumenti smart e, ovviamente, di autovetture.

Una serie di fattori concomitanti hanno portato ad un forte calo produttivo (In Italia la crisi dei chip ha colpito fortissimo) e, contemporaneamente, ad un'esplosione della domanda di semiconduttori a livello globale. Ad oggi è estremamente difficile per i consumatori mettere le mani su un'auto nuova di zecca in poche settimane e persino Tesla, che tra le compagnie automotive è stata la più virtuosa in tal senso, ha rinviato alla metà del 2022 le consegne di quasi tutti i suoi modelli.

Allo stato attuale delle cose non sembra che la problematica sia in fase distensiva, e in effetti dagli Stati Uniti arrivano notizie ancora peggiori: le officine sono costrette a trattenere veicoli in riparazione per settimane mentre attendono l'arrivo delle parti necessarie per completare il lavoro. Ovviamente i clienti non sono affatto contenti, e lo stesso vale anche per i proprietari delle officine meccaniche.

L'assurdo circolo vizioso si sta traducendo in un inevitabile incremento di prezzo delle vetture nuove, ma il conseguente ripiego in massa su modelli usati ha causato un aumento del costo anche per questi ultimi. Bryan Kelley, gestore di una officina della periferia di Seattle, ha fatto sapere che per la consegna di alcuni elementi ci sono stati ritardi di 60 o addirittura di 90 giorni. Nello specifico Kelley ha parlato delle difficoltà di approvvigionamento di un sensore a manovella per l'albero motore, il quale fino a poco tempo fa era sempre disponibile presso il centro di distribuzione più vicino. Il proprietario di un Dodge Ram 1500 si è scoraggiato al punto di aver pensato di acquistare un altro pickup.

Purtroppo la situazione non verrà risolta nel breve periodo. I più importanti produttori di processori al mondo stanno tirando su nuovi impianti in ogni dove per potenziare notevolmente l'output (TSMC vuole mettere fine alla crisi), ma gli effetti concreti di queste manovre non diverranno tangibili in una manciata di mesi.

FONTE: autoblog
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