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I crash test sono fondamentali per le auto, che se non passano la prova difficilmente vedranno la luce. Di solito assistiamo alle prove effettuate sui segmenti B e C, le vetture più vendute nel mercato europeo, ma i modelli sportivi e premium non sono esonerati dall’incarico, scopriamo quindi la top 10 dei crash test più costosi.

Per la maggior parte delle case costruttrici, effettuare un crash test significa inviare una dozzina di auto agli enti specializzati in questo tipo di prove, come l’Euro NCAP, che successivamente li utilizzeranno per simulare le varie tipologie di incidente, come gli urti frontali e laterali, e per valutare anche tutti i sistemi di sicurezza di assistenza alla guida. Capite bene che più è costosa l’auto, più diventa importante la spesa per realizzare questi test.

Grazie a questo video realizzato da Thansis1997, possiamo scoprire alcuni dei crash test più costosi di sempre, organizzati in una top 10 che nelle posizioni più alte vede i casi più dispendiosi. Vi elencheremo le varie posizioni, soffermandoci su alcuni modelli per cui bisogna spendere alcune parole in più.

Nelle ultime due posizioni vediamo quindi Range Rover Velar e Audi Q8, anticipate dalla Tesla Model S, che mostra un comportamento davvero degno di nota grazie alla sua natura elettrica. L’auto infatti riesce a smorzare ottimamente l’urto frontale data l’assenza del motore termico, e il baricentro molto basso riduce al minimo il rollio durante gli urti laterali, che oltretutto vengono dissipati in maniera quasi perfetta lungo tutta la carrozzeria.

Davanti a Tesla si piazza un’altra elettrica, ossia la Porsche Taycan, a sua volta anticipata da due Mercedes, rispettivamente la Classe G e la SLS AMG, che oltre ai test normali è stata sottoposta anche al test del cappottamento. La supercar tedesca infatti ha le iconiche porte ad ali di gabbiano, e in caso di ribaltamento ha un sistema che stacca in automatico le portiere per favorire la fuoriuscita degli occupanti.

Subito fuori dal podio c’è la Lamborghini Murcielago, mentre al terzo posto troviamo la Veyron, l’incredibile auto marchiata Bugatti, che per l’occasione ha sfruttato un modus operandi totalmente personalizzato per valutare le capacità di resistenza agli impatti.

La casa francese infatti utilizza un unico modello che viene ogni volta riparato prima di effettuare il test successivo, così da limitare al massimo i costi altrimenti altissimi. Inoltre Bugatti sfrutta un avanzatissimo software che simula ogni tipo di incidente replicato dalla vita reale: un sistema avanzatissimo e molto costoso, che risulta comunque più economico rispetto alla distruzione di numerosi modelli.

Medaglia d’argento per la Koenigsegg Regera, su cui vengono effettuati numerosi test riguardanti la rigidezza strutturale dei suoi pannelli in fibra di carbonio, anche se non risultano mai eccessivamente distruttivi. All’apice della classifica c’è invece l’esclusiva Pagani Hauyra, la più costosa in assoluto, ma anche capace di offrire una sicurezza degna di un’auto da corsa: l’urto frontale viene dissipato in maniera ottimale e l’abitacolo rimane praticamente intatto e privo di deformazioni.

Il costo necessario a garantire standard di sicurezza sempre più elevati è decisamente rilevante, ma è un ottimo investimento guardando il livello raggiunto. Prima di lasciarvi però, vi segnaliamo un altro crash test decisamente costoso, che è sfuggito all’analisi dello youtuber: si tratta della hypercar costruita dalla Scuderia Cameron Glickenhaus. Evidenziamo anche il recente incidente che ha visto coinvolta la SSC Tuatara, anche se in questo caso non si può parlare di vero e proprio crash test...

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