Stiamo costruendo nuove stazioni a idrogeno ma dove sono le auto? Il 2024 è a quota zero

Stiamo costruendo nuove stazioni a idrogeno ma dove sono le auto? Il 2024 è a quota zero
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Circa un anno fa il MIT, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con a capo il Ministro Matteo Salvini, ha finanziato la costruzione di 36 stazioni a idrogeno in tutta Italia con 103 milioni di euro, con la maggiore concentrazione al nord. Ma quali auto dovremo alimentare?

Dando una rapida occhiata ai dati UNRAE si scopre che in Italia sono state vendute appena due vetture a idrogeno (FCEV) nel corso di tutto il 2023, nel 2024 tra gennaio e febbraio siamo ancora a quota zero - e presumiamo che la situazione non cambierà nei mesi successivi. È assodato che come alimentazione l’idrogeno sia in crisi nera in tutta Europa, e non solo. In Danimarca hanno chiuso tutti i distributori H2 del Paese, anche in California - inoltre - le cose non vanno bene, con Shell che ha chiuso i distributori H2 dello Stato. Si potrebbe parlare di crisi globale e per intuire l’entità basta guardare al più grande mercato europeo, la Germania. Se nel 2022 nel Paese erano state immatricolate 835 auto FCEV, nel 2023 si è scesi a 263 unità, un crollo vicino al 70%.

Se le auto elettriche a batteria vengono spesso criticate per via di un numero di colonnine non sufficiente sul territorio italiano, con l’idrogeno cosa si dovrebbe dire? Al momento esiste un distributore H2 attivo a Bolzano e uno a Mestre di proprietà di ENI, alla cui inaugurazione eravamo presenti anche noi. A questi si aggiungeranno quelli finanziati dal MIT, anche se il pericolo che diventino delle “cattedrali nel deserto”, senza clienti, è molto alto. Parliamo ovviamente di clienti privati, poi tutt’altro discorso è il trasporto merci: pur rimanendo una minoranza, non sono pochi i mezzi pesanti alimentati a idrogeno che attraversano le principali arterie europee pieni di prodotti e beni di ogni genere, che dunque hanno bisogno di punti di rifornimento e di ristoro lungo le tratte commerciali, la situazione sul fronte privato però è - come abbiamo visto - disastrosa.

Nonostante questo i marchi giapponesi credono fermamente nell’alimentazione, tanto che Honda ha anche creato il primo veicolo Plug-in Hybrid batteria+idrogeno: si chiama CR-V e:FCEV e per il momento è riservato solo al mercato americano. Noi ovviamente non abbiamo alcun interesse nel sostenere una o l’altra alimentazione, in futuro batterie e bombole di idrogeno potrebbero tranquillamente convivere, la realtà dei fatti però - almeno per il momento - ci dice altro.

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