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La Marina statunitense si prepara ad ampliare la propria flotta con due tipologie di navi drone, senza equipaggio e comandate da remoto. La più grande delle due avrà capacità d'attacco, e sarà equipaggiata con missili.

La categoria di dimensioni più contenute servirà invece per operazioni di ricognizione, dotata di sensori ad alta capacità, idealmente anticiperà il resto della flotta, viaggiando davanti e identificando possibili minacce prima che possano costituire un pericolo. In questo scenario avremmo una fregata incaricata di controllare a distanza la nave drone.

La nave drone più grande, come detto, potrebbe invece essere equipaggiata con silo in grado di permettere il lancio verticale di missili Mk. 41. Il fatto che la nave sia priva di equipaggio umani, riporta Popular Mechanics, garantisce alla marina americana una flessibilità, nelle fasi di ingaggio, che normalmente non avrebbe.

I droni potranno, quindi, essere usate in acque e scenari troppo rischiosi per una nave con equipaggio a bordo. Il programma dietro alla nave drone sperimentale Sea Hunter è di recente passato da pubblico a classificato, il che implica che per un bel po' la Marina non fornirà più dettagli sul suo sviluppo.

Lo sviluppo di nuove tecnologie di questo calibro si inserisce all'interno dell'ambizioso programma della marina americana per fronteggiare l'avanzamento militare della marina cinese e di quella russa. Attualmente stiamo assistendo a sforzi simili anche dal settore privato, con sempre più aziende attive nella progettazione di veicoli commerciali senza equipaggio controllabili da remoto.

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