Con il Coronavirus finisce l'era del petrolio e del carbone? L'UE tenta il colpo di grazia

Con il Coronavirus finisce l'era del petrolio e del carbone? L'UE tenta il colpo di grazia
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Il Coronavirus ha di sicuro accentuato una crisi del petrolio già iniziata nei mesi scorsi. Con le auto ferme in gran parte del mondo occidentale, le vendite dei carburanti sono colate a picco, così il prezzo del greggio e c'è qualcuno che vorrebbe approfittarne per tirare la volata finale alle fonti rinnovabili.

Il commissario UE per l'energia Kadri Simson vorrebbe realizzare un Green Deal come parte degli accordi per la ripartenza post-Coronavirus. Ha infatti dichiarato: "Sbarazzarci dei combustibili fossili abbassando allo stesso tempo le tasse sull'elettricità potrebbe spingerci verso la giusta direzione, senza esercitare troppa pressione sui consumatori". Proprio nel vecchio continente l'Unione Europea sta analizzando i "costi-benefici" dei 200 miliardi di euro spesi ogni anno per il supporto dell'industria del petrolio, del carbone e del gas naturale, sussidi che potrebbero rallentare tutti gli sforzi fatti in merito rispetto alla riduzione delle emissioni - parte di questo denaro potrebbe dunque essere spesa per nuovi incentivi in ambito rinnovabile.

Del resto la crisi dei carburanti fossili è chiara a tutti, molti investitori hanno abbandonato il vecchio petrolio per tuffarsi nelle energie rinnovabili sul lungo termine in seguito al crollo del greggio, e questo potrebbe essere solo l'inizio della rivoluzione. A remare contro sono rimasti soltanto gli Stati Uniti, con il Presidente Trump che negli anni appena trascorsi ha cercato il più possibile di bloccare incentivi per l'acquisto di vetture elettriche e supportare l'industria dei carburanti fossili. Una politica "isolata" ostacolata anche internamente, come ha dimostrato la California, che non potrà durare per sempre...

FONTE: Electrek
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