Il coronavirus sta costringendo le concessionarie d'auto a cedere all'innovazione

Il coronavirus sta costringendo le concessionarie d'auto a cedere all'innovazione
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Il modello di business delle concessionarie d'auto è rimasto pressoché invariato per decenni. Ora qualcosa si sta muovendo, e la responsabilità è della pandemia che sta piegando il mondo.

Ovviamente negli anni non sono mancate le aziende che hanno tentato di cambiare le carte in tavola, a partire da Tesla con il modello di vendite dirette via internet. Negli USA un altro attore che si è mosso in questa direzione è il portale Carvana.

Secondo The Drive uno dei motivi per cui il settore delle concessionarie non è ancora stato stravolto radicalmente è la loro capacità di fare lobby, limitando le possibilità di innovazione ad esempio grazie alle leggi che impongono di finalizzare le pratiche di vendita di persona, attraverso la firma di contratti cartacei.

Secondo un articolo del Detroit Free Press, il modo in cui acquistiamo macchine potrebbe cambiare una volta per tutte. Le aziende, ma anche le concessionarie, stanno investendo sempre di più nelle vendite via internet. Per le case automobilistiche, più che di una rivoluzione, si tratterebbe di un'accelerazione di un processo già in corso: basti pensare che ormai la maggior parte dei preordini si fanno online, una scelta adottata da FCA anche per la nuova 500e.

Secondo il quotidiano, in futuro potrebbero prendere sempre più piede le consegne dei veicoli direttamente al domicilio del cliente. Ma non necessariamente le concessionarie verranno tagliate completamente fuori.

"Entro la fine dell'anno —dice Rhett Ricart, CEO del Ricart Automotive Group— tra l'80 e il 90 percento delle concessionarie americane avranno una piattaforma di e-commerce online, con la possibilità per il cliente di gestire tutto via internet, fuorché test-drive e, forse, la chiusura del contratto".

FONTE: The Drive
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