Come mai negli anni '70 Mercedes si è buttata sui diesel? La colpa è del motore rotativo

Come mai negli anni '70 Mercedes si è buttata sui diesel? La colpa è del motore rotativo
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Il motore rotativo è ormai diventato, secondo una prospettiva moderna, una tecnologia lasciata indietro dal processo innovativo. Il propulsore è infatti rimasto nella mente di pochi appassionati e resistenti fan di Mazda, che continuano a sperare in una sua eventuale resurrezione attraverso un modello futuro della casa automobilistica giapponese.

Il motore Wankel è stato nei piani di tanti produttori di auto, quali General Motors o Citroen, che hanno progettato e sviluppato alcune concept cars con tale propulsione tra gli anni '60 e '70. Un solo concept però è risultato essere una chiusura definitiva e un andamento verso una direzione opposta: la Mercedes-Benz C111 del 1969.

La storia del rotativo parte dalla mente di Felix Wankel negli anni '20, e trova sfogo grazie ad alcuni produttori negli anni '50 con la promessa di importanti innovazioni, tanta semplicità, giri elevati e ottimo rapporto potenza/peso. I problemi però si fecero subito presenti: nei primi anni questi motori richiedevano costi di manutenzione stratosferici a causa del consumo di olio e di carburante rispetto a tecnologia parallele. Anche i guasti dei Wankel hanno man mano portato al loro abbandono e, piccola chicca, la casa che ci aveva creduto di più era stata NSU, che a causa degli enormi investimenti e degli scarsi risultati è stata poi acquistata da Volkswagen nel '69.

Contemporaneamente anche Mercedes-Benz pianificava un miglioramento del rotativo, e immaginò la sua C111 motorizzata proprio in questo modo. La sua estetica aerodinamica e l'apertura delle portiere ad ali di gabbiano protendevano la vettura verso il futuro, e lo stesso doveva sembrare anche per l'implementazione del motore rotativo. Alla fine però anche gli sforzi di Mercedes non hanno pagato, e in conclusione hanno spinto la casa tedesca ad abbracciare quella che in futuro sarebbe diventata un'alimentazione estremamente apprezzata: il diesel.

Le ultime propaggini di quei tentativi di innovazione sono confluite poi nella Mazda RX-7 la quale rappresentò la vettura a motore rotativo più venduta della storia, con tre generazioni differenti a dominare persino i circuiti motoristici internazionali. Adesso però Mazda è concentrata sulla propulsione elettrica e sugli e-fuel (carburanti sintetici). Anche Porsche e Volkswagen puntano su questi ultimi, sperando che "i motori termici non moriranno".

Per concludere vogliamo rimandarvi alla fantastica Mazda 9: una impressionante vettura renderizzata alcune settimane fa dall'artista Joseph Robinson.

FONTE: thedrive
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