Chrysler Turbine Car, il folle prototipo a turbina è ora in vendita

Chrysler Turbine Car, il folle prototipo a turbina è ora in vendita
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La storia dell'automobile è intrisa di concept fututiristici e prototipi fuori di testa. La Chrysler Turbine Car è probabilmente la stramberia più vicina alla produzione in serie mai realizzata. L'azienda di Detroit ad inizio anni '60 credeva ciecamente nella propulsione a turbina come alternativa al classico motore a pistoni.

Furono costruiti 55 esemplari della Turbine Car, tra questi solo nove non vennero successivamente distrutti. Oggi sette di essi sono proprietà di musei e soltanto due sono giunti nelle mani dei privati. Una delle due Chrysler a turbina è ora in vendita tramite Hemmings. Ha il numero di telaio 991231 e, come ogni esemplare raro, ha alle spalle una storia insolita. La berlina ha passato gran parte della sua vita operativa nella West Coast americana, utilizzata come "auto VIP": in breve veniva prestata da Chrysler a dirigenti o a personalità di spicco che volevano provare la futuristica tecnologia. Una volta concluso il programma Turbine Car l'auto fu venduta, insieme ad un motore di scorta, al magnate immobiliare William Harrah. Alla sua morte, avvenuta nel 1978, la vettura passò nelle mani di Tom Monaghan, fondatore di Domino's Pizza, per poi confluire nella Kleptz Collection.

Il motore sfrutta i concetti dei propulsori a turbina noti in campo aeronautico. Se la potenza massima di 132 CV può sembrare bassa, non si può dire lo stesso della coppia, di ben 576 Nm. Al minimo il propulsore oscilla tra i 18.000 e i 22.000 giri al minuto ed è capace di spingere, silenziosamente e senza vibrazioni, la berlina firmata da Ghia fino a 193 km/h. Quando si tocca la velocità massima il regime di rotazione arriva a 60.000 giri al minuto!

Ma cosa portò Chrysler a puntare su di una tecnologia così ambiziosa? Per prima cosa il motore aveva meno parti in movimento, elemento che lo rendeva più affidabile sul piano teorico, inoltre ogni liquido combustibile poteva essere sfruttato come carburante. Il comfort di marcia era garantito dall'assenza di vibrazioni e dalla silenziosità della turbina. Molti punti di forza che tuttavia vennero vanificati dall'elevato costo di produzione e dall'impossibilità di superare le nuove e stringenti normative sulle emissioni.

La Chrylser Turbine Car offerta da Hemmings non ha un prezzo pubblico di vendita: immaginiamo che la cifra in ballo non sia bassa. Restando in tema auto americane vi consigliamo di dare un'occhiata a questo rarissimo esemplare di Ford GT40 Roadster. Il titolo di Mustang più costosa di sempre invece va al prototipo di Shelby GT350R, venduto a circa 3 milioni di euro. (immagini Hemmings)

FONTE: TheDrive
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