Parte il Cashback in autostrada: in ballo 250 milioni di euro ma non per tutti

Parte il Cashback in autostrada: in ballo 250 milioni di euro ma non per tutti
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Negli ultimi anni quanto tempo avete passato in coda in autostrada a causa di lavori, senza vedere mai le tariffe venire ridotte a causa dei disagi? Ebbene l’Antitrust ha deciso che Autostrade per l’Italia dovrà risarcire i propri utenti per 250 milioni di euro.

Risarcire ogni singola tratta passata è quantomai impossibile, motivo per cui la società ha pensato a un Cashback per risarcire gli automobilisti. Come detto in apertura, sul piatto ci sono 250 milioni di euro che andranno restituiti agli automobilisti. Andiamo dunque a vedere subito come funziona, del resto il meccanismo non è proprio semplicissimo: per ottenere il Cashback è fondamentale aver subito un rallentamento di almeno 15 minuti.

Il ritardo però dovrà essere rapportato all’intera durata del viaggio. 15 minuti di ritardo dovuti ai lavori di un cantiere autostradale su un viaggio totale di 30 minuti, ad esempio, renderanno il Cashback legittimo; se invece questi 15 minuti sono spalmati su un viaggio di 5 ore, non si avrà alcun diritto a ottenere il risarcimento.

Un meccanismo poco pratico che prevede una serie di dati da incrociare da parte della Società Autostrade, che dovrà controllare la reale presenza di cantieri nella tratta percorsa da ogni utente in base ai caselli di entrata e di uscita - grazie ai quali verrà calcolato il tempo impiegato e l’effettivo ritardo.

Il rimborso arriverà poi in unica soluzione alla fine del 2021 all’interno dell’app Free to X di Aspi. Si tratta di una sperimentazione che andrà avanti da ora fino a fine anno, poi nel 2022 sarà tutto ufficiale.

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