BMW vuole chiudere i negozi Mini: le piccole inglesi schiacciate dai SUV

BMW vuole chiudere i negozi Mini: le piccole inglesi schiacciate dai SUV
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Negli ultimi anni, SUV e Crossover non hanno conosciuto mai crisi. Impossibile però vendere tutte queste auto "muscolose" senza che nessuno ne paghi le conseguenze, come ad esempio le auto premium di taglia inferiore come le Mini. Il marchio sta avendo non pochi problemi e BMW sta pensando di smantellare i negozi dedicati.

Quando il marchio tedesco ha acquistato Mini, nell'ormai lontano 2000, la strategia per il gruppo era molto chiara: mettere la minuscola macchina inglese su un piedistallo, venderla come in gioielleria, in show-room dedicati, un po' come Mercedes ha fatto per la sua Smart.

Del resto parliamo sì di un'auto dalle dimensioni ridotte, se escludiamo la Countryman o la Clubman, ma anche assolutamente Premium, dal prezzo tutt'altro che contenuto, sempre pronta a offrire buone prestazioni e materiali di prima qualità. Oggi però sono sempre meno le persone che scelgono di investire molto denaro in auto di piccola taglia, meglio andare su SUV e Crossover.

I piani di BMW infatti sono tutti saltati: il brand puntava a vendere 100.000 Mini all'anno entro il 2017, la migliore annata invece è stata quella 2013 con 66.500 unità vendute. In questo 2018 siamo a quota 37.359, ed è difficile che in meno di due mesi BMW riesca a piazzare più di 60.000 Mini.

I dati parlano dunque chiaro, si vende troppo poco per mantenere in vita ben 127 negozi sparsi per il mondo. Il marchio sta dunque pensando di "accorpare" i Mini Store all'interno degli show-room BMW, ospitando in aree apposite le piccole vetture inglesi. Talmente piccole da essere schiacciate da SUV e Crossover, ormai re incontrastati del mercato.

FONTE: TheDrive
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