BMW chiede che i Paesi poveri 'facciano il loro lavoro' prima di elettrificare la gamma

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Un paio di giorni fa alla COP26 di Glasgow i produttori di auto sono stati chiamati a promettere che avrebbero smesso di vendere veicoli con motore a combustione interna dopo il 2040, ma non tutte le compagnie hanno firmato la richiesta. Tra queste c'è BMW, la quale si è tirata fuori per più motivi.

In una intervista per Dezeen il leader della strategia di sostenibilità BMW, Thomas Becker, ha affermato che il produttore non ha ancora previsto una data per la dismissione circa la costruzione di autovetture a motore termico, poiché per riuscire a tagliare l'ambizioso traguardo ha bisogno che i "Paesi più poveri facciano la loro parte."

Insomma, se da una parte abbiamo nazioni come la Norvegia e i Paesi Bassi che stanno già accantonando la propulsione tradizionale a ritmi incredibili (in Norvegia le EV battono ogni record), dall'altra si registrano territori in cui le EV sono letteralmente inesistenti, sia per penetrazione di mercato che per mancanza totale di infrastrutture per la ricarica. Oltretutto non bisogna escludere le vie di mezzo, in quanto la stessa Italia non è ancora al passo coi Paesi più virtuosi. Ecco il suo commento:"Il lavoro è fatto in Olanda e Norvegia, per cui quei mercati saranno completamente elettrici e vi venderemo soltanto auto elettriche. Allo stesso tempo però, oggi non possiamo essere sicuri che le persone in Italia svolgeranno il loro lavoro correttamente."

Sullo Stivale in effetti la popolarità di veicoli completamente elettrici non è tra le più elevate riscontrabili in Europa (in Italia le EV crescono, tuttavia più lentamente del previsto), e le colonnine di ricarica rapida hanno ancora bisogno di svilupparsi pienamente. Dezeen sottolinea che Norvegia e Paesi Bassi mettono a disposizione dei cittadini da sette a nove stazioni per la ricarica ogni 1.000 EV, mentre in Italia il numero scende ad appena 0,4 stazioni per 1.000 EV. Becker punta il dito di questa rarefazione alla mancanza "leadership politica" locale e nazionale.

"Queste persone stanno semplicemente aspettando che qualcuno dia loro i soldi e faccia tutto il lavoro." Becker è piuttosto severo, e prosegue:"Non lo faranno. Dobbiamo disporre di obbiettivi costrittivi, che assicurino lo svolgimento del lavoro anche presso le nazioni più povere." Considerare l'ottava economia al mondo come "Paese povero" non è esattamente corretto, ma è fattuale che la situazione odierna ci vede arrancare pesantemente nell'ottica della transizione, soprattutto al sud. "Nessuno metterà un veto a tutti i veicoli esistenti, i quali per la media Europea sono stati costruiti 11 anni fa. Per questo motivo è meglio comprare un buon veicolo tradizionale, specialmente nel sud dell'Italia, che guidarne uno usato."

FONTE: carscoops
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