Benzinai sul piede di guerra: nuove chiusure di protesta a fine novembre

Benzinai sul piede di guerra: nuove chiusure di protesta a fine novembre
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Nel corso di questo nefasto 2020 il Coronavirus ha piegato diversi settori. Uno dei più colpiti sembra essere quello dei carburanti, con perdite di rilievo su tutta la rete ordinaria. Per questo motivo molti distributori rischiano di non erogare più servizi.

Secondo Martino Landi, presidente della Faib Confesercenti, il calo delle vendite sulla rete ordinaria di distribuzione sarebbe del 40% nel 2020, con punte del 70/80% nei periodi di lockdown più restrittivo, ovvero marzo e aprile. In autostrada i danni maggiori, con perdite del 90/95% rispetto al normale. Non è difficile capire il perché, con la gente costretta a rimanere a casa e le auto ferme in strada o nei box. Anche ora, con le regioni divise per colori, tante persone lavorano da casa e utilizzano l’auto molto meno.

Per questo motivo i distributori chiedono aiuti immediati al Governo, nello specifico vorrebbero i benzinai del codice Ateco all’interno del decreto Ristori, che nella pratica dovrebbe fornire aiuti a tutti quei commercianti che hanno subito una drastica diminuzione dei fatturati a causa del virus. Gli stessi benzinai inoltre sono pronti ad azioni di protesta nel caso in cui non venga fatto nulla per loro in sede di governo: dal 27 novembre si fermeranno le aperture notturne dei distributori in autostrada, da lunedì 30 novembre invece sono a rischio anche le aperture notturne.

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