Ecco i benzinai più economici d'Italia, si risparmiano quasi 700€ all'anno

Ecco i benzinai più economici d'Italia, si risparmiano quasi 700€ all'anno
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Benzina sempre più cara, con quelle accise —che gravano per il 65% sul prezzo finale del carburante— sempre presenti, nonostante le promesse della politica. Eppure non tutti i distributori sono uguali: fare il pieno ad una certa altezza dello stivale, o in un'altra, può fare una grossa differenza. Altroconsumo rivela dove conviene fare benzina.

Il calcolo dell'associazione è tarato su una media di due pieni al mese, il consumo medio di un'automobilista italiano — ovviamente chi per lavoro si trova costretto a macinare molti chilometri ogni giorno avrà qualcosa da ridire, ma il risultato finale non cambia.

Altroconsumo ha studiato i dati dell'osservatorio Prezzi Carburanti del Mise, che raccoglie i prezzi della benzina di oltre 1.100 distributori diffusi in sei aree del Paese. Osservato speciale è l'area di Trieste, che deve fronteggiare l'agguerrita concorrenza dei distributori della vicina Slovenia (dove un pieno si fa con meno di 38 euro) e della Croazia.

Perugia risulta essere la città più conveniente dove fare benzina, a quanto pare grazie ai frequenti distributori fai da te nei pressi dei centri commerciali.

Dove non conviene fare benzina? Nelle isole: Palermo e Cagliari hanno i prezzi più cari, con un gap rispetto alla media che oscilla tra il 6% e il 7% rispettivamente per benzina e gasolio.

Un automobilista di Roma, scegliendo con cura i benzinai meno cari, riesce a risparmiare fino a 672€ all'anno facendo due pieni al mese nelle pompe self-service.

La differenza tra fai-da-te e pieno fatto dal benzinaio è disarmante in tutta la penisola.

La benzina in Italia, denuncia poi Altroconsumo, è più costosa che nel resto dell'Unione Europea, con uno scarto di 13 o addirittura 15 centesimi rispetto alla media degli altri Paesi. Ogni 10€ spesi in carburante, 6.30€ finiscono nei "serbatoi" dello Stato. Il fisco si mangia 1,6€ in più che nel resto d'Europa. Il 17% in più per la benzina, il 21% in più sul diesel. Poi va aggiunta anche l'IVA. Nel 2018 lo Stato italiano si è intascato 35,752 miliardi dalle tasse sul carburante.

Ma non finisce qui, dice Ivo Tarantino di Altroconsumo: "nel nostro Paese ci sono 21mila distributori, il doppio di quelli presenti in Francia o in Germania". E, quindi, continua: "non garantisce maggiore concorrenza e quindi prezzi più bassi ma, al contrario, una vendita minore di carburante per esercente, pari a un terzo rispetto a quello di altri Paesi europei generando così "prezzi più elevati".

FONTE: Ansa
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