Quali auto possono usare l'etanolo al posto della benzina?

Quali auto possono usare l'etanolo al posto della benzina?
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I prezzi in salita per la benzina stanno portando molti cittadini a valutare le alternative per il futuro: meglio rimanere al combustibile tradizionale, passare all’elettrico, all’ibrido o, magari, provare l’etanolo? In quest’ultimo caso bisogna fare molta attenzione perché solo alcune auto possono usare l’etanolo al posto della benzina.

Recentemente sempre più persone stanno scoprendo che l’etanolo è molto più economico della benzina comune, ma funziona davvero? Prima di dare la risposta ci vuole una piccola precisazione: la benzina contiene già bioetanolo, ovvero alcol etanolo ottenuto dalla fermentazione di scarti vegetali, e la percentuale esatta viene indicata dalla cifra situata accanto alla E nell’etichetta delle pistole di erogazione. Dunque, l’etanolo normalmente è un ingrediente e non il carburante in sé.

Tuttavia, esistono carburanti come l’E85 composti all'85% da etanolo e dal restante 15% di benzina, e sono “apparentemente” molto più economici. La presenza di un numero di ottani maggiore, ovvero la garanzia di performance superiori del motore, e il prezzo più basso non devono ingannare: per la stessa quantità di energia si consuma più o meno il 50% di carburante in più con miscele ad alte quantità di etanolo rispetto alla benzina tradizionale.

L’utilizzo al posto della benzina, peraltro, è sconsigliato poiché solo i propulsori detti “Flex” ne sopportano la forza corrosiva senza troppi problemi. Con un motore comune, al contrario, i filtri vengono danneggiati assieme a componenti in plastica, gomma e metallo. Insomma, i soldi risparmiati nella benzina finiscono spesi nelle riparazioni.

Fermo restando, poi, che esistono alcune auto con il motore "Flex", compresa la Fiat Siena venduta tra 2006 e 2012 in Brasile, esse restano confinate al Sudamerica dove le temperature non rendono difficile avviare i motori a etanolo – poco resistenti al freddo – e dove il bioetanolo viene prodotto e venduto con successo, complice lo stato economico dei Paesi stessi.

Meglio quindi non farsi ammaliare dalla prospettiva di spendere meno con un carburante alternativo, più economico ma meno efficiente e, soprattutto, meno sicuro.

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