Ateo riesce a farsi dare la targa "I'M GOD" dopo una dura battaglia legale

Ateo riesce a farsi dare la targa 'I'M GOD' dopo una dura battaglia legale
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Come è noto, in molti stati americani è possibile personalizzare la targa. Al netto dei caratteri disponibili, è possibile scrivere tutto quello che si vuole. O quasi, a quanto pare. Un uomo infatti si è vista rifiutata la richiesta di usare la targa "I'M GOG", io sono Dio. Si è sentito dire che sarebbe stata blasfema. La questione è arrivata davanti ai giudici.

La storia ha luogo in Kentucky, mentre il protagonista è un anziano ateo di nome Ben Hart. Ora può sfoggiare liberamente la sua targa I'M GOD sul suo Jeep Grand Cherooke, ma non è stato per nulla facile guadagnarsi questo diritto.

Hart aveva infatti portato la questione davanti i giudici statali del Kentucky che si sono rifiutati di dargli ragione. Da là ne è nato un nuovo appello, questa volta davanti ad un tribunale federale — con gli alti costi che questo comporta.

I giudici del Kentucky hanno sostenuto che la targa non fosse ammissibile, perché sarebbe rientrata nel divieto di scegliere vanity plate con contenuto "osceno, volgare o di cattivo gusto".

La fortuna di Ben Hart nasce dall'interesse per la questione dell'ACLU e della Freedom From Religion Foundation, due organizzazioni che hanno deciso di sostenere la battaglia dell'automobilista, dandogli sostegno e consulenza legale.

Il braccio di ferro con il sistema giuridico americano è andato avanti per ben 4 anni. Alla fine ha vinto Hart: può avere la sua targa con scritto "Sono Dio". "Lo Stato del Kentucky non può limitare in questo modo la sua libertà di parola", hanno deciso i giudici. La chiamano Land of the Free, non a caso.

Il conto delle spese legali dell'automobilista è invece stato indirizzato al dipartimento dei trasporti del Kentucky. Anche questo lo hanno ordinato i giudici federali.

Della possibiltà di introdurre le Vanity Plate, le targhe personalizzate, anche in Italia se ne parlava l'anno scorso. Alla fine non se ne è fatto nulla.

FONTE: The Drive
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