L'Arrival Van si guida da solo: primo tour di consegne senza conducente a Londra

L'Arrival Van si guida da solo: primo tour di consegne senza conducente a Londra
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Al di là di Tesla, la cui guida autonoma di livello 5 è comunque ancora molto lontana, non sono poche le aziende che lavorano a veicoli in grado di guidarsi da soli - Google compresa. Fra queste c’è anche Arrival, una startup che ha appena annunciato di aver completato un giro dimostrativo col suo furgone per le consegne.

L’Arrival Van sembra, almeno esteriormente, un furgone come tanti altri. Certo ha un design molto giocattoloso e rotondo, delle ruote abbastanza piccole, ma è in tutto e per tutto un van per le consegne. Ha una grande differenza però rispetto alla media: è in grado di guidarsi da solo. Arrival ha appena confermato di aver concluso il suo primo giro di consegne senza alcun conducente all’interno del veicolo e presto arriveranno nuovi test in strada, nel mondo reale.

Solitamente a spingere l’acceleratore su tecnologie simili sono aziende USA, e Arrival ha di fatto una sede a Charlotte, in North Carolina, la startup ha però anche una sede a Londra, segno che le sue innovazioni sono pensate anche per il vecchio continente. L’azienda progetta e sviluppa i suoi stessi componenti, un po’ come fa Apple per i suoi prodotti, in modo da ottimizzare tutti gli aspetti produttivi.

Questo modus operandi ha attirato l’attenzione di grandi aziende come UPS, che ha già ordinato diversi van elettrici. La città di Anaheim, in California, ha invece ordinato una serie di nuovi Arrival Bus, mentre lo scorso maggio è arrivata la notizia di una nuova partnership con Uber per una Arrival Car sviluppata appositamente per il traffico cittadino. Insomma, una startup già lanciata che guarda al futuro - e lo fa anche grazie al suo Automated Driving System (ADS), un sistema di guida autonoma che non richiede conducente.

Proprio grazie a questo software un Arrival Van è riuscito a completare un giro di consegne in maniera autonoma a Londra, senza che un conducente umano fosse all’interno dell’abitacolo. Queste tecnologie sono parte del progetto Robopilot di Arrival, il cui obiettivo è rendere il pubblico più consapevole delle possibilità e delle funzionalità della guida autonoma- ormai sempre più realtà.

FONTE: Electrek
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