Approvato il nuovo Codice della Strada: autovelox, smartphone e la scure sui monopattini

Approvato il nuovo Codice della Strada: autovelox, smartphone e la scure sui monopattini
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La Camera dei Deputati ha ufficialmente approvato il nuovo Codice della Strada voluto dal ministro Matteo Salvini con 163 voti favorevoli e 107 contrari, non sono mancate però le polemiche da parte dei parenti delle vittime della strada. Cerchiamo di capire perché.

Secondo la Lega, che ha votato con “Sì convinto”, questa riforma punta ad avere “più controlli sulle strade, più educazione e più rigore”. Avremo infatti Tolleranza Zero per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, inoltre chi verrà pizzicato a guidare con il telefono in mano rischia fino a 1.000 euro di multa e la sospensione della patente in caso di recidiva. Bisogna invece segnalare quello che secondo molti è un “passo indietro” per quanto riguarda gli autovelox, non si potranno infatti prendere più multe nello stesso tratto stradale entro un’ora di tempo - se gli autovelox interessati appartengono allo stesso comune. In casi di questo tipo, si paga soltanto una sanzione. La maggiore critica è che in questo modo dopo la prima multa si potrà guidare senza curarsi dei limiti di velocità per altri 59 minuti...

Nella riforma è poi presente un vero e proprio “muro” nei confronti delle Città a 30 km/h, mentre i neopatentati potranno guidare auto leggermente più potenti rispetto al passato, in barba ai proclami del ministro Salvini in seguito alla tragedia di Casalpalocco in cui una Lamgorghini Urus guidata ad alta velocità ha ucciso un bimbo di 5 anni per una sfida su YouTube. Chi ha appena conseguito la licenza di guida potrà infatti mettersi al volante di auto fino a 75 kW/t nei primi tre anni (ora il limite è 55 kW/t).

Per bici e monopattini dovrebbero arrivare nuove ciclabili (ma solo quando il Ministero dei Trasporti varerà regole comuni...), allo stesso tempo le vetture dovranno mantenere una distanza di 1,5 metri dai ciclisti. Per i monopattini è poi molto probabile che la loro “storia commerciale” sia arrivata al termine: per loro ci sarà infatti obbligo di targa, casco e assicurazione, “salve” invece le biciclette.

FONTE: ANSA

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