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Durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti volevano a tutti i costi essere tecnologicamente superiori ai sovietici, e viceversa. In tal modo si investì tantissimo in soluzioni assolutamente spettacolari come le auto volanti.

Uno degli esempi più interessanti è sicuramente stato presentato da Curtiss-Wright, che progettò vetture assurde che sembravano uscite direttamente da Fallout. Le carrozzerie di queste macchine avevano uno stile unico e raramente presentavano un tettuccio, e nonostante tutto il loro scopo finale era quello di essere utilizzate per andare al supermercato o dai parenti ma, all'occorrenza, dovevano poter anche invadere la Kamchatka.

I primi prototipi, finanziati dalle forze armate degli Stati Uniti, ebbero un successo clamoroso, almeno a livello superficiale. Bastò poco però per capire le problematiche che queste macchine portavano in essere: l'affidabilità era scarsissima, e la maggior parte dei prototipi si guastava in pochi giorni.

La Curtiss-Wright Air Car, al contrario di altri modelli, resistette per un bel po' nella mente dei più ostinati. L'auto nacque dal desiderio di realizzare una "Jeep volante". In sintesi, l'esercito statunitense voleva un veicolo volante capace di portare con sé lo stesso carico di una Jeep e di librarsi in cielo più agilmente di un elicottero. Ovviamente, le cose sono andate malissimo.

L'esercito non era per niente soddisfatto del risultato, ma la divisione di ricerca sulla logistica delle forze armate ne acquistò ugualmente due esemplari per valutazioni ingegneristiche nel 1960. Grazie al video in fondo alla pagina potete di sicuro colmare la vostra curiosità.

In questa epoca l'abitudine è quella di restare coi piedi per terra, forse per la maggiore consapevolezza tecnica e ingegneristica dei produttori di auto. A ogni modo il prossimo futuro pare essere dominato dalle auto elettriche, che vanno dall'economicità della nuovissima Dacia Spring Electric alle prestazioni stratosferiche dell'imminente Lotus Evija.

FONTE: thedrive
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