Alfa Romeo Sprint 6C, il gioiello del Biscione per il Gruppo B che non corse mai

Alfa Romeo Sprint 6C, il gioiello del Biscione per il Gruppo B che non corse mai
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Esattamente 40 anni fa Alfa Romeo fu ad un passo dal competere con le mitiche Gruppo B, il campionato di rally più estremo che la storia ricordi. La vettura scelta dal Biscione per il grande evento fu l'Alfasud Sprint 6C ma il progetto non venne mai completato.

Dopo l'Alfa Romeo 75 Castagna, oggi vi parliamo di un altro interessante concept partorito dalle geniali menti italiane. Rispetto al modello di serie, l'Alfasud rally aveva dei passaruota molto più larghi, ma anche prese d'aria e uno spoiler a labbro, oltre ad un vistoso alettone posizionato sul posteriore.

La trasmissione utilizzata era invece quella della GTV6, messa dietro i sedili anteriori, una soluzione che venne adattata all'epoca anche dalla Renault 5 Turbo. Anche il motore, con una potenza da 220 cavalli, fu lo stesso della GTV6, auto che si era già dimostrata valida nella serie europea turismo, di conseguenza la scelta sembrò alquanto logica.

Alfa Romeo presentò il primo prototipo nel 1982, prima all'autodromo di Monza e poi al Salone di Parigi dello stessi anno: si mormora comunque che fosse solo una vettura da esibizione, non funzionante, e i sospetti degli addetti ai lavori sarebbero stati confermati dal fatto che il contachilometri segnava ancora zero alla data della presentazione.

Alfa Romeo realizzò in seguito un altro prototipo, questa volte funzionante, che aveva delle leggere modifiche rispetto a quello da esibizione e che presentava un motore montato centralmente, il cambio longitudinale posteriore e una nuova configurazione delle sospensioni posteriori con un doppio ammortizzare in stile rally.

Il motore aveva una cilindrata da 2.503 cc, mentre il peso era di soli 990 kg. Alla fine comunque, (non è ben chiaro il motivo), nonostante l'auto fosse esteticamente superlativa e meccanicamente valida, il consiglio di amministrazione di Alfa Romeo dell'epoca decise di non portare avanti il progetto Sprint 6C, optando invece per l'omologazione dell'Alfetta GTV Turbodelta Gruppo 4 del 1980 nel Gruppo B.

Molto probabilmente, si mormora, che il progetto naufragò per via degli alti costi di conversione derivanti dalle 200 vetture da produrre per ottenere l'omologazione. Niente da fare quindi, quel gioiello che per molti sarebbe stata la R5 Turbo Italiana, rimase relegato ai libri di storia, negando quindi agli appassionati una vettura fantastica.

La Sprint 6 sarebbe potuta entrare nella classifica delle 10 auto più iconiche della storia del rally? Nessuno può dirlo fatto sta che i rimpianti, a leggere la storia del progetto, sono decisamente tanti.

Alfa Romeo Sprint 6C, il gioiello del Biscione per il Gruppo B che non corse mai