Il 70% delle colonnine di ricarica europee si trova in tre Paesi: com'è messa l'Italia?

Il 70% delle colonnine di ricarica europee si trova in tre Paesi: com'è messa l'Italia?
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La scorsa settimana ha fatto molto discutere il piano dell’Unione Europea di non vendere più auto a benzina e diesel (termiche in generale) a partire dal 2035. Da questa data in poi i produttori potranno vendere solo auto elettriche - ma quanto lavoro ci sarà da fare sulle colonnine di ricarica?

Il tema delle infrastrutture di ricarica è il più complesso dell’intera sfida. Le auto elettriche infatti migliorano di anno in anno, i prezzi continueranno a scendere, la tecnologia a evolversi, questo però per merito dei vari produttori che hanno investito fior di milioni di euro per l’elettrificazione. La costruzione delle colonnine di ricarica richiederà l’intervento dei singoli Stati, motivo per cui sarà quasi certamente un processo più lento.

Nel frattempo la fotografia in tempo reale della “situazione colonnine” è questa: il 70% di tutte le colonnine esistenti in Europa è concentrato in appena tre Paesi, i Paesi Bassi possiedono il 29,7% (66.665), la Francia il 20,4% (45.751), la Germania il 19,9% (44.538). Noi italiani non siamo fra i peggiori, anzi, siamo al quarto posto appena fuori dal podio, il divario con la Germania è comunque rilevante: siamo fermi a 13.073 punti di ricarica. La Top 5 è chiusa dalla Svezia con 10.370 Charging Point.

Arriviamo così ai peggiori Paesi d’Europa in termini di colonnine di ricarica: Cipro ne ha appena 70, Malta 96, scusate soltanto per la loro dimensione limitata, poi abbiamo la Lituania a 174, la Bulgaria con 194 e la Grecia con appena 275 punti di ricarica. Riusciremo a prepararci a dovere per lo switch elettrico?

FONTE: RideApart
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