30 marzo 1980, il terribile incidente di Clay Regazzoni: 'Non dovrebbe succedere mai...'

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Il 30 marzo del 1980, esattamente 44 anni fa, si scrisse una delle innumerevoli pagine drammatiche della Formula 1 di quegli anni: a Long Beach, negli Stati Uniti, il pilota Clay Regazzoni fu protagonista di un incidente che gli cambiò per sempre la vita.

In California, 44 anni or sono, si correva la quarta tappa del campionato mondiale di Formula 1, con una Ferrari che rispetto all'anno prima (campione del mondo), era di fatto inesistente, e con un Nelson Piquet, storico rivale di Nigel Mansell, in grande spolvero.

Quella domenica, però, viene ricordata soprattutto per un tragico evento, quello che vide appunto Regazzoni andare a sbattere a 250 km/h, restando poi paralizzato. Al 50esimo giro del Gp degli Usa del 1980, il 41enne pilota elvetico si trovava a bordo della Ensign, scuderia con cui aveva firmato per concludere la sua carriera in Formula 1, quando successe qualcosa che ha dell'incredibile: si ruppe la pedalina del freno.

In poche parole Regazzoni non era più in grado di stoppare la propria vettura e all'altezza della Queen's Hairpin non poté fare altro che andare dritto, lasciando che l'inerzia bloccasse la sua monoposto.

L'impatto fu terribile visto che il pilota di Mendrisio sfondò i muri di gomma per poi andare a sbattere violentemente contro un muro di cemento. La vettura prese fuoco, ma le fiamme non rappresentarono il principale problema per Regazzoni: lo stesso aveva infatti preso un durissimo colpo alla schiena, che regalerà poi un esito tremendo.

Lo svizzero rimase intrappolato per mezz'ora, con la moglie Maria Pia, in angoscia a casa mentre assisteva impotente alla scena guardando il marito in tv vivere attimi drammatici. Portato in ospedale dopo un ritardo inspiegabile da parte dei soccorsi, Clay Regazzoni venne trovato con la frattura della dodicesima vertebra, cosa che non gli permise più di muovere le gambe e che lo obbligò a restare per il resto della sua vita su una carrozzina.

“La rottura del pedale di un freno - commenterà il compianto ingegner Mauro Forghieri, leggenda di Ferrari e Lamborghini, ad un documentario Rai - è una cosa che non dovrebbe succedere mai anche se le corse sono pericolose, e a lui è venuta meno la possibilità di fermarsi”.

Così invece Regazzoni subito dopo il ricovero in ospedale: “Durante l'incidente sono rimasto intontito per qualche minuto, sentivo un forte dolore ai fianchi per la vettura accartocciata e all'ospedale ho realizzato che non avevo nessuna sensibilità alle gambe”.

Un destino beffardo ha voluto che un successivo intervento chirurgico, che avrebbe dovuto risolvere la situazione, peggiorò ulteriormente le condizioni fisiche del buon Clay. Regazzoni resterà impossibilitato a camminare fino al 2006, quando subì un altro incidente alla guida, questa volta mortale.

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