Volkswagen ID.3: la prova dell'elettrica dove la tecnologia regna sovrana

La nuova ID.3 fa da apripista alla nuova generazione di veicoli elettrici della casa tedesca, portando un carico tecnologico notevole ma accessibile.

speciale Volkswagen ID.3: la prova dell'elettrica dove la tecnologia regna sovrana
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Sta per iniziare una nuova era per Volkswagen. Questo non significa tagliare i ponti con il passato, vedremo ancora per molto tempo modelli a benzina e ibridi dell'azienda tedesca, quanto più aprire una porta verso il mondo della mobilità elettrica e sostenibile.
La ID.3 segna infatti un punto di rottura con il passato, a partire dall'utilizzo della piattaforma MEB, impiegata qui per la prima volta, fino agli interni, dove la strumentazione digitale regna sovrana, anche qui però con delle differenze rispetto a quanto abbiamo visto nella prova della Golf 8. Il risultato è una vettura che si differenzia da quelle che abbiamo visto fino a questo momento in casa Volkswagen, già pronta per arrivare sulle strade ma in continua evoluzione.

Design e interni

La Golf 8 ha visto il debutto di linee leggermente più tagliate rispetto a quelle utilizzate in passato, con la ID.3 invece Volkswagen è andata alla ricerca del miglior coefficiente aerodinamico possibile (il Cx è di 0.27), ecco perché sono le curve a farla da padrone. Proprio per migliorare questo aspetto sul frontale manca la calandra, che non avrebbe consentito una gestione ottimale dei flussi d'aria. Nonostante questo, la ID.3 è una Volkswagen a tutti gli effetti e lo si vede fin dal primo sguardo, che viene subito attirato dai gruppi ottici a LED, di serie su tutte le versioni, che vanno a riprendere le forme di due occhi proiettati sulla strada. Noi abbiamo provato gli ottimi fari LED Matrix, un optional che permette di illuminare in modo intelligente la strada, rilevando in tempo reale il traffico per proiettare un fascio di luce più alto e ampio quando non ci sono veicoli in arrivo nel senso opposto, rendendo più confortevole la guida notturna.

Spostandosi lateralmente a spiccare sono la linea affusolata della livrea e i cerchi in lega aerodinamici, disponibili dai 18 ai 20 pollici, anche questi pensati per ridurre al minimo l'attrito con l'aria. Il retrotreno invece offre un design decisamente più tagliato, con un piccolo spoiler a dare maggiore aggressività all'insieme, accentuata anche dalla colorazione a contrasto.

La ID.3 è più grande di quanto possa sembrare dalle immagini e il passo di 2.765 mm lo conferma. Questo è possibile grazie alle peculiarità della piattaforma MEB, caratterizzata da un posizionamento delle batterie nella zona centrale sotto al pianale, particolare che consente anche una distribuzione del peso equilibrata tra avantreno e retrotreno.
Il vantaggio di questa impostazione lo si vede nell'abitabilità interna, adatta a ospitare comodamente quattro persone, con uno spazio adeguato anche per le gambe dei passeggeri sul sedile posteriore. Si viaggia anche in cinque ma in questo caso si sta un po' più stretti (segnaliamo che la variante ID.3 Pro S è omologata solo per quattro passeggeri).

Il bagagliaio offre 385 litri, che salgono a 1267 abbattendo i sedili, non tantissimi ma in linea con quanto visto sulla Golf 8. Gli interni sono caratterizzati da linee moderne, senza però arrivare al minimalismo visto sulle Tesla. Molto particolare la plancia, con un doppio schermo per gestire l'infotainment e la strumentazione digitale. I tasti sulla scocca sono pochi, ne troviamo alcuni alla sinistra del conducente, per gestire i vetri elettrici, e altri per la configurazione dei fari, in questo caso tuttavia si tratta di pulsanti a sfioramento, che ritroviamo anche al centro della plancia, con scorciatoie che consentono un accesso più rapido alle impostazioni del condizionatore, degli assistenti di guida e della modalità di marcia (eco, sport, etc.).
Interessante la soluzione adottata sul volante, da dove è possibile gestire la riproduzione musicale, lo schermo davanti al guidatore e il cruise control adattivo: una volta premuto uno di questi pulsanti tattili si avverte una piccola vibrazione, molto pulita e precisa, probabilmente generata da un motorino aptico, che segnala l'attivazione del comando.
Non mancano poi porte USB Type C per tutti, disponibili sia per i sedili anteriori che posteriori, come anche un'ottima illuminazione RGB interna, configurabile a piacimento nel colore, che dona un'atmosfera ancora più moderna di notte. Nell'insieme gli interni della ID.3 convincono, peccato solo per qualche plastica di qualità più bassa di quanto dovrebbe essere su una vettura dal prezzo di partenza di 38.900 euro.

Un nuovo modo di interagire

La prima cosa che colpisce salendo su una ID.3 è lo schermo davanti al guidatore, dalla forma molto particolare e più piccolo rispetto alla media. Sulla destra è integrata una manopola che serve a gestire il cambio automatico, sembra strana ma ci si abitua molto in fretta, mentre al centro è installato un piccolo display da 5.3 pollici.
Display che va a sostituire la classica strumentazione analogica ma, al contrario di quanto visto con Active info display, disponibile sugli altri modelli della casa tedesca, l'approccio alla gestione delle informazioni mostrate è molto diverso. Fino a questo momento l'obbiettivo era ricreare contagiri e tachimetro in digitale, offrendo allo stesso tempo altre informazioni (ad esempio il percorso da seguire sul navigatore, o i consumi) e un elevato livello di personalizzazione.

Con la ID.3 Volkswagen ha cambiato le carte in tavola, semplificando al massimo gli elementi visualizzati sullo schermo, che comprendono la velocità di crociera, l'autonomia, le informazioni sulla strada da seguire, un piccolo radar che mostra lo stato di funzionamento del Travel Assist e i veicoli sulla carreggiata.

L'interfaccia mostra tutto questo in tre zone molto pulite e chiare, accessibili davvero a tutte le tipologie di guidatori. La personalizzazione è minima, ma non si tratta di un difetto, la semplificazione dell'interfaccia rende le informazioni mostrate molto più chiare e distrae meno il guidatore, se c'è bisogno di maggiore complessità si passa direttamente allo schermo centrale da 10 pollici.

Non bastasse questo, davanti agli occhi del guidatore, senza bisogno di staccare lo sguardo dalla strada, ci sono altri due tipi di interfacce. Una è l'HUD, per ora in grado di mostrare solo informazioni basilari, dalla velocità alle indicazioni sulla rotta da seguire in base a quanto impostato sul navigatore, ma in futuro verrà rilasciato un aggiornamento che porterà in dote la realtà aumentata.

L'altra invece è la prima volta che la vediamo dal vivo e prende il nome di ID.Light. Si tratta di una striscia LED, integrata nella scocca tra il cruscotto e il vetro anteriore, che comunica con li guidatore attraverso la luce.

Un esempio? Arrivati a un incrocio, se il navigatore segnala di girare a destra, ID.Light emette un segnale luminoso, accendendosi in modo graduale, da sinistra verso destra, avvisando quindi della svolta. Altro impiego di questa tecnologia è quello della sicurezza. Nel caso in cui la vettura valuti un rischio elevato di impatto contro un oggetto in strada, ID.Light emette un avviso luminoso rosso, diminuendo così i tempi di risposta del guidatore.
Ancora, quando la ID.3 è in carica, la striscia si colora mano a mano per segnalare il livello della batteria, fino ad accendersi completamente al raggiungimento del 100% di carica. Si tratta di un metodo di comunicazione uomo-macchina molto intuitivo, non essenziale ma comunque funzionale e davvero ben progettato.

Tornando invece al display centrale da 10 pollici, questo ha un'impostazione più tradizionale, di fatto è lo stesso che ritroviamo sulla Golf 8. Da qui si possono gestire le telefonate, via Bluetooth, o con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless e cablata, la radio, il navigatore e il sistema di illuminazione interno.
Non mancano le statistiche, come anche impostazioni più tecniche sull'utilizzo degli assistenti di guida e un sistema di aggiornamenti in grado di espandere le potenzialità di questo sistema nel corso del tempo.
Volkswagen ha posto le basi per il futuro con questa ID.3, non è detto che vedremo presto queste tecnologie anche nelle altre vetture della gamma, ma di certo la nuova arrivata sta facendo da apripista per un nuovo modo di interfacciarsi con la propria auto.

ADAS e prova su strada

La ID.3 è la punta di diamante della casa tedesca a livello tecnologico e di sicurezza. Lo dimostra la ricca dotazione di assistenti alla guida di serie: su tutte le versioni troviamo infatti il Cruise Control Adattivo (ACC), Lane Assist, Front Assist, Park Pilot e riconoscimento della segnaletica, mentre in tema di sicurezza un'aggiunta gradita è l'airbag centrale a tendina, utile in caso di urti laterali. Una menzione particolare va al Travel Assist, disponibile nel pacchetto Assistenza Plus e che integra al suo interno anche l'ACC, che abbiamo provato sia in autostrada che in statale. In autostrada il sistema funziona davvero bene, regolando la velocità e la distanza dalle altre auto in modo totalmente autonomo. Le mani vanno tenute sempre sul volante, la ID.3 ha una guida assistita di secondo livello (qui il nostro speciale su tutti i livelli di Guida Autonoma), l'attenzione del guidatore non deve mai venire meno, ma il comportamento in questo contesto è davvero impeccabile.

In statale il discorso si complica molto, tuttavia la ID.3 ci ha stupito, riuscendo a mantenersi bene in carreggiata anche in assenza di segnaletica sull'asfalto. A tal proposito, la regolazione della velocità di crociera può essere impostata in due modi. Nel primo il software rileva i limiti di velocità dai cartelli stradali, regolando di conseguenza l'andatura. Il sistema funziona bene ma ci sono dei limiti, derivanti soprattutto dalla segnaletica stradale stessa, non sempre precisa.

Il secondo metodo invece prevede che siano i sensori e la telecamera frontale a valutare la velocità, insieme alle informazioni disponibili sul navigatore satellitare. In questo modo il sistema garantisce maggiore precisione e sicurezza, con una regolazione fine della velocità in base alle caratteristiche della curva che si deve affrontare, applicando anche variazioni minime, ma necessarie, per ottenere una traiettoria più confortevole. La ID.3, insieme alla Golf 8, stanno dimostrando un buon passo in avanti nella qualità degli assistenti alla guida di casa Volkswagen, e i futuri aggiornamenti software non potranno che migliorarli ulteriormente.
Sul fronte delle prestazioni, la nuova arrivata è in grado di raggiungere i 160 Km/h, auto limitati, e di scattare da 0 a 100 Km/h in 7.3 secondi, per una potenza complessiva di 204 cavalli. La trazione posteriore non deve ingannare, la ID.3 non è un'elettrica super sportiva, nonostante uno spunto notevole si guida facilmente, merito anche di un software di gestione dell'accelerazione ben calibrato che mantiene sempre la vettura stabile e controllata.
Anche l'assetto predilige il comfort alla sportività, mai troppo rigido e in grado di assorbire bene le asperità del terreno. Sotto questo aspetto la ID.3 è una vettura che si adatte bene a tutti, da chi cerca una guida più briosa a chi invece predilige un maggiore comfort, che è poi anche il modo migliore per consumare meno batteria possibile.

Autonomia, prezzi e allestimenti

Tra la fine dell'anno e il primo trimestre del 2021 arriveranno sette allestimenti differenti per questa ID.3, che potete consultare nel nostro articolo dedicato. Per ora è possibile acquistare solamente le versioni con batteria da 58 e 77 kWh, il prossimo anno arriverà anche una versione da 45 kWh, con prezzi a partire da 38.900 euro per la versione da 58 kWh con allestimento Life. Tutti i modelli con batterie da 58 e 77 kWh hanno una potenza di 204 cv. L'autonomia dichiarata è di 330 Km per la ID.3 da 45 kWh, 426 Km per quella da 58 kWh e 549 Km per quella da 77 kWh, con questo modello che è però omologato per 4 passeggeri.
Come sempre con le elettriche l'autonomia varia molto in base al contesto e allo stile di guida. In autostrada i consumi salgono molto se si superano i 110 Km/h, il veleggio è necessario per ottimizzare al meglio i consumi e l'acceleratore nel nostro caso da Trento a Verona abbiamo avuto un consumo medio di 21 kWh per 100 Km, che scende a circa 16 kWh per 100 Km in città. Un buon risultato, che può migliorare ulteriormente adottando uno stile di guida più adatto a una vettura elettrica.