Usare lo smartphone alla guida ci mette davvero in pericolo? E quanto?

La Polizia Stradale vorrebbe ritirare subito la patente a chi usa lo smartphone alla guida: è davvero pericoloso utilizzare il cellulare in auto?

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Il 20 febbraio 2019 Santo Puccia, primo dirigente della Polizia Stradale, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: ritirare la patente a chi utilizza lo smartphone alla guida, anche se alla prima infrazione. A oggi, il Codice della Strada prevede il ritiro del documento solo in caso di recidiva, un provvedimento che evidentemente non funziona e non ha presa su quegli utenti che non sono stati mai pizzicati - e che dunque possono ancora giocarsi una carta "Esci gratis di prigione", come al Monopoly.
Fra utenti della strada a favore della proposta Puccia e altri contrari, proviamo a capire quale sia l'impatto reale dello smartphone alla guida, analizzando i dati Modus pubblicati nel report "Distracted Driving 2018".

Direttamente proporzionale

Partiamo subito col dire che all'interno della parola "distrazione" possono esserci mille cause diverse - mangiare durante la guida, gestire la musica, il navigatore, telefonare e quant'altro - è dunque molto difficile creare una statistica precisa degli incidenti causati dai cellulari. A meno che un conducente non lo ammetta in modo solare, o venga riferito da qualche testimone o da una registrazione video, non si hanno altri modi per capire se un sinistro sia stato causato dallo smartphone o da altri fattori.
Parleremo dunque di proiezioni, di stime, partendo da un presupposto davvero curioso: con l'aumentare degli smartphone nella società, sono aumentati anche gli incidenti e i prezzi assicurativi. Guardiamo agli USA: nel 2013 "appena" il 55% della popolazione possedeva uno smartphone, e gli incidenti per distrazione erano pari a 5,7 milioni. Nel 2014 siamo saltati a 6,1 milioni, con gli smartphone a quota 59%, dal 2015 al 2017 si è poi saliti da 6,3 a 6,4 milioni, con gli smartphone cresciuti dal 69% al 77%.
Di conseguenza, le assicurazioni hanno visto salire il tasso di incidenti per distrazione dal 5,57% del 2012 al 6,14% del 2016, con tariffe aumentate mediamente di 226 dollari a causa dell'incognita smartphone - un plus del 16%.

Errore umano

Nel mondo attuale si parla sempre più spesso di guida autonoma, che per molti automobilisti sembra un vezzo superfluo, una nuova moda nata dai sogni dei giovani della Silicon Valley. In realtà il progetto di avere su strada solo auto intelligenti prende tutt'altro significato se si bada a questo dato: il 94% degli incidenti stradali è oggi causato da un errore umano. Uno studio ha anche rivelato che sono circa 69 milioni i cittadini americani che utilizzano lo smartphone alla guida ogni singolo giorno, con l'88% degli spostamenti influenzati da questo comportamento.
Si è calcolato che i conducenti americani hanno guidato distratti dallo smartphone per 172 miliardi di chilometri nel solo 2017, a ogni lavoratore che fa regolare uso di un'auto aziendale la distrazione da cellulare è poi costata 1.680 dollari in più nel 2017 - fra giorni di lavoro persi (1,65 milioni nel 2017) e altri fattori.
Quella americana può sembrare una realtà distante, da europei tendiamo spesso a dissociarci in toto dalla vita esagerata che si fa oltreoceano, eppure anche i dati italiani non riportano buone notizie. Nel 2017 le vittime della strada sono aumentate di 45 unità, gli incidenti causati da distrazione sono il 40% del totale, inoltre parlano anche le sanzioni: sono state 65.104 quelle comminate nel 2017 per l'errato uso del cellulare alla guida, con automobilisti pizzicati senza vivavoce o auricolare.

Oltre a essere diventati totalmente dipendenti dagli smartphone, incapaci a staccarci da WhatsApp, Facebook, Instagram e chissà cos'altro anche in fase di guida (possono però aiutarci eventuali modalità "Non disturbare" di iOS e Android), il vero problema sembra prendere il fenomeno sottogamba. Come se in fondo distrarsi per pochi istanti alla volta, o guidare con una sola mano per tenere il cellulare all'orecchio o controllare le notifiche, sia qualcosa di poco conto. Al contrario dare una veloce occhiata allo smartphone comporta mediamente 10,6 secondi di distrazione, che ci portano a percorrere 150 metri al "buio totale", uno spazio in cui chi ci precede può frenare improvvisamente, un pedone può attraversare, un semaforo può diventare giallo e poi rosso. Badare esclusivamente alla strada, o usare i corretti dispositivi in fase di telefonata, può fare la differenza fra la vita e il vuoto.