Ufficiale: FCA invia proposta di fusione a Renault, cosa sta succedendo?

Dopo settimane di rumor e indiscrezioni, il Gruppo FCA ha ufficialmente inviato proposta di fusione a Renault, ecco cosa sta succedendo.

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Ciò che nei mesi passati sembrava pura fantascienza, sta ora avvenendo sul serio: il Gruppo FCA ha presentato in via ufficiale una proposta di fusione con Renault, al fine di "creare uno dei più grandi gruppi automobilistici del mondo". Una notizia che sta facendo tremare (in positivo) le borse e (in negativo) la concorrenza, poiché potrebbe davvero dare una sferzata al settore.
Con una singola mossa bilaterale, il marchio francese metterebbe mano sullo sterminato mercato nord americano, dove FCA detiene una larga fetta della torta generale; dall'altra parte FCA si ritroverebbe di colpo una nuova piattaforma elettrica da sfruttare per i suoi veicoli, cancellando così con un colpo di spugna anni di ritardi e strategie errate. Ma come verrebbe gestito, in termini pratici, l'accordo?

50/50

Tecnicamente si parla di fusione, che avverrebbe sotto la "benedizione" di una società capogruppo olandese. Il nuovo Consiglio di Amministrazione della Società sarebbe inizialmente composto da 11 membri, la cui maggioranza formata da consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri in rappresentanza di FCA e Renault, più uno designato da Nissan. Già perché, è bene ricordarlo, sono decenni che Renault non gioca più in solitaria: come sottolineato più volte dallo scandalo Ghosn, che comunque sembra già acqua passata, è dal 1999 che esiste la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance, controllata in egual misura proprio da Renault e Nissan.
Un gruppo enorme, fino a ieri il terzo nel mondo dopo General Motors e Volkswagen, che collega i Paesi Bassi, la Francia e il Giappone - e che adesso, con l'ingresso a gamba tesa di FCA, potrebbe allungare i tentacoli anche sull'Italia e sulla sterminata America.

È però ancora presto per festeggiare, ora che la proposta è arrivata in via ufficiale sui tavoli di Renault, che nelle ultime settimane aveva ingaggiato un duello a distanza con Peugeot per accaparrarsi FCA, bisogna conoscere tutte le condizioni del caso e vedere quando e come il marchio francese accetterà.
Nel frattempo il governo transalpino si è detto assolutamente favorevole alla fusione e la incoraggia, anche se - appunto - attende di conoscere i dettagli della proposta. A Piazza Affari invece non si aspetta di certo: la pre-apertura di FCA è data questa mattina a +17,3%, in crescita anche la controllante Exor del 13,4%, segno che - come previsto - i mercati sono assolutamente d'accordo con la fusione da un punto di vista meramente finanziario.

Certo le due società resteranno comunque autonome, come ha ricordato l'AD di FCA Mike Manley in una nota inviata ai dipendenti: "Io e il CDA rimaniamo fiduciosi nella nostra strategia indipendente e guardiamo a questa fusione da una posizione di forza, dopo un 2018 eccellente, l'anno con la migliore situazione finanziaria dalla costituzione di FCA". Al momento non c'è ancora la certezza di accordo dunque, lo stesso Manley però spera si possa "chiudere tutto in fretta e in modo definitivo con Renault", anche se la formazione della nuova società potrebbe comunque richiedere più di un anno di tempo. Il manager è anche convinto che i benefici toccheranno in maniera indiretta anche Nissan e Mitsubishi, che dunque a loro volta dovrebbero guardare positivamente all'accordo - e non temere uno sbilanciamento verso l'Europa, almeno dal punto di vista societario.

Ora la palla è nelle mani di Renault, che questa mattina dovrà appunto discutere il da farsi, se accettare o meno la proposta di fusione "al 50/50" fra le due realtà. Nel caso in cui tutto andasse per il meglio, parleremmo di un mostro industriale da 8,7 milioni di veicoli presente nei territori chiave del mondo, con oltre 5 miliari di euro all'anno di sinergie messe in campo da FCA insieme a quelle di Renault-Nissan-Mitsubishi.

Una mossa dovuta

Dal punto di vista giornalistico, senza conoscere i dettagli dell'operazione, non possiamo che guardare positivamente all'accordo. Già nelle ultime settimane avevamo detto di come il Gruppo FCA fosse praticamente "costretto" a trovare una nuova alleanza forte e poco importava che fosse Peugeot, Renault o chissà quale altro grande attore del panorama.
Negli ultimi tempi il settore automotive ha accelerato in maniera brutale verso l'elettrico e la crisi di FCA, da questo punto di vista, è finita sotto i riflettori anche a causa dei recenti Ecobonus ed Ecotassa varati dal governo, che hanno mostrato un gruppo incapace di offrire ai clienti italiani (ma non solo) auto a 0 o a basse emissioni e con svariati modelli tassati per via delle loro emissioni.
La questione "emissioni di CO2" ha spinto FCA anche ad acquistare quote di Tesla per non incappare nelle violente sanzioni europee che scatteranno nel 2020 - secondo le quali ogni produttore dovrà garantire una line-up generale di veicoli al di sotto di una certa soglia di inquinamento.

In definitiva un panorama desolato e desolante, cui l'accordo con Renault potrebbe mettere una definitiva pezza. Il marchio francese è decisamente più preparato sul fronte elettrico e ha già diversi modelli a listino, con nuove auto EV in arrivo nel corso dei prossimi mesi; l'esperienza FCA invece aiuterà Renault nella costruzione dei SUV, dei Pick-up e dei veicoli commerciali, categorie chiave soprattutto in Nord America.
I Gruppi PSA e Volkswagen sono avvisati: una nuova guerra commerciale è alle porte, ne vedremo - in ogni caso - delle belle, nella speranza di una sana concorrenza che porti benefici anche agli utenti, in termini di abbattimento dei costi e nuovi servizi.