Ufficiale la Dacia Spring Electric: l'elettrica economica che mancava?

Il Gruppo Renault ha da pochi giorni presentato la nuova Dacia Spring Electric, auto a zero emissioni che potrebbe cambiare il mercato.

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Il Gruppo Renault sta per iniziare un nuovo capitolo della sua storia - e sta per farlo con uno dei suoi brand ormai simbolo, Dacia, che ha appena presentato la sua nuova Dacia Spring Electric. Un modello che mira senza fronzoli a cambiare il mercato automotive così come lo conosciamo adesso, e in questo articolo vogliamo spiegarvi come tenterà di farlo e perché ha ottime chance di riuscita. Partiamo dall'analizzare la strategia Dacia: svelato il modello di serie, destinato ai privati cittadini, della Dacia Spring Electric esisteranno anche due declinazioni inedite: una adatta al mondo del car sharing a zero emissioni, l'altra del tutto commerciale chiamata Cargo, destinata ai professionisti.
Abbiamo dunque a che fare con un'estrema versatilità, che va a toccare sia il settore privato che quello pubblico, con auto in condivisione nelle grandi città. Ma perché si parla già di "rivoluzione", anzi di "r-EV-oluzione", e di "nuovo capitolo"? La Dacia Spring Electric non è certo la prima vettura a zero emissioni che arriva sul nostro mercato. No, non lo è, ma è la prima che punta a un prezzo di listino di partenza al di sotto dei 20.000 euro - e questo rappresenta sì un primato, in rapporto all'offerta.

Una Dacia Spring Electric per tutti

Sono sempre di più gli automobilisti italiani interessati alla mobilità elettrica, soprattutto per l'utilizzo urbano, dunque neppure spaventati più di tanto da autonomie potenzialmente ridotte rispetto alle classiche termiche. Nell'equazione ha sicuramente maggiore peso la praticità di poter guidare un'elettrica anche nelle zone a traffico limitato, di poter sfruttare svariati vantaggi in termini di tasse, parcheggi blu e quant'altro, sfruttare incentivi e liberarsi per sempre dalla schiavitù del carburante - ricaricando magari in tutta semplicità a una Wallbox casalinga installata in garage. Il vero scoglio che frena lo switch è ancora il prezzo: acquistare oggi una buona auto elettrica, ben bilanciata dal punto di vista dell'efficienza e della tecnologia di bordo, significa spendere non meno di 30.000/35.000 euro. D'accordo, con gli attuali incentivi (comunque limitati) si può scendere a circa 20.000 euro, l'affare però sarebbe ancora più allettante nel caso in cui scendesse attorno ai 10.000 euro. Guardando ai listini attuali, sfruttando gli incentivi è già possibile scendere sotto i 15.000 euro, per avere però in cambio una Smart EQ a due posti, una SEAT Mii Electric o una Volkswagen e-up!, vetture pensate quasi ed esclusivamente per un uso cittadino, che richiedono di sicuro qualche compromesso. Proprio ciò che non vuole Dacia: i compromessi.

Animale urbano

Anche la Dacia Spring Electric è ovviamente pensata per la città, ha però un accattivante design da SUV ed è lunga 3,73 metri, larga 1,62 e alta 1,51. Il suo passo è di 2,4 metri ed è alta da terra 150 mm. Ha un motore elettrico da 33 kW (equivalente a 44 CV) e monta una batteria da 26,8 kWh, che non è affatto male per il segmento di riferimento. L'accumulatore agli ioni di litio è infatti in grado di offrire fino a 295 km di autonomia secondo il ciclo WLTP City, 225 km con il WLTP standard - e in Europa il percorso medio di una citycar è di 31 km al giorno. Raggiunge senza problema alcuno i 125 km/h, inoltre si può risparmiare energia utilizzando la modalità Eco e limitando il motore a 23 kW di potenza e 100 km/h di velocità massima. Si ricarica anche in maniera abbastanza veloce: fino a 6,6 kW a casa, a corrente alternata, oppure fino a 30 kW presso le colonnine DC.

Secondo i dati diffusi da Renault, basta meno di un'ora per portare la batteria all'80% presso una colonnina DC, in pratica il tempo di una spesa al supermercato più o meno, meno di 8 ore e mezza per una ricarica al 100% su una Wallbox casalinga da appena 3,7 kW. Sulla carta è anche divertente da guidare, con 125 Nm di coppia elettrica subito disponibile, in modo da sgusciare agilmente ai semafori. La nuova Dacia Spring Electric verrà poi venduta abbinata a 3 anni di garanzia o 100.000 km, mentre la batteria è garantita per 8 anni o 120.000 km.

Cambiare il mercato

Com'è facile immaginare, Renault non ha limitato in modo eccessivo tecnologia e sicurezza. Grazie all'app gratuita MY Dacia possiamo connettere il nostro smartphone alla vettura e conoscere in tempo reale i dati sul livello della batteria, l'autonomia restante in chilometri, avviare in anticipo la climatizzazione dell'abitacolo e di localizzare in tempo reale il veicolo. Sulla plancia abbiamo poi a disposizione il sistema multimediale Media Nav con touch screen da 7", navigatore, radio DAB, Bluetooth, presa USB e piena compatibilità con Apple Carplay e Android Auto. Presente anche il riconoscimento vocale, che si può attivare tramite un pulsante presente sullo sterzo. La Dacia Spring Electric prevede di serie anche un comodo display digitale da 3,5 pollici, chiusura centralizzata da remoto, quattro finestrini elettrici, sterzo ad assistenza variabile al 100% elettrico. Il gruppo francese è riuscito anche a creare un bagagliaio da 300 litri, che si può raddoppiare abbattendo i sedili posteriori - arrivando così a ben 600 litri. Completano il pacchetto un dispositivo di assistenza al parcheggio, opzionale però, che offre aiuti visivi e sonori grazie a tre radar a ultrasuoni situati sul paraurti posteriore, e una parking camera, le cui immagini sono trasmesse sul display principale con linee guida dinamiche in base alla sterzata. A tal proposito l'angolo di sterzata è parecchio ridotto, appena 4,8 metri, il che rende ancora più confortevole guidare la vettura in città.

In termini di sicurezza bisogna certamente citare la presenza di Cruise Control, ABS, ESP, ripartitore elettronico di frenata, 6 airbag, chiamata d'emergenza eCall, accensione automatica delle luci e frenata d'emergenza automatica - attiva da 7 a 170 km/h. Arriviamo così al nodo del prezzo: Renault sta per vendere la sua nuova Dacia Spring Electric a 17.770 euro in Ungheria, che grazie agli incentivi diventano appena 10.925 euro. Anche in Italia dovremmo restare al di sotto dei 20.000 euro di partenza, e in questa cifra si concentra tutto il suo potenziale successo - che potrebbe essere travolgente. Non resta che aspettare il listino ufficiale.