La TV attacca le auto elettriche senza conoscerle: abbiamo un problema!

La TV generalista italiana ha appena ridicolizzato le auto elettriche, un colpo che potrebbe tornare indietro a mo' di boomerang.

La TV attacca le auto elettriche senza conoscerle: abbiamo un problema!
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Ognuno di noi possiede oggi uno smartphone. Immaginiamo di voler intraprendere una sfida proprio con uno di questi, andando da Roma a Reggio Calabria con il telefono ancora in funzione una volta arrivati. Per il test scegliamo non un top di gamma ma un modello medio, con buone prestazioni ma non il meglio che il mercato abbia da offrire, e di uscire di casa con la batteria al 65%. Nella prima fase del nostro viaggio, in treno magari, portiamo la luminosità dello schermo al massimo e iniziamo a giocare con qualche titolo di grido, così da scaricare quasi del tutto il terminale dopo appena qualche ora. Colleghiamo così il dispositivo alla lenta presa USB del convoglio, per accorgerci immediatamente che la ricarica è lentissima, non veloce come con il caricabatterie che abbiamo dimenticato sul comodino.
Scendiamo dal treno a Salerno e iniziamo a usare il navigatore, facciamo qualche telefonata, in albergo vediamo qualche serie TV ma senza connettere lo smartphone alla rete. Il mattino successivo è ancora scarico, usciamo così alla ricerca di una porta USB di fortuna per ripristinare un po' di energia, anche questa volta però la ricarica non è prestante come quella casalinga.

Dopo ore di attesa siamo di nuovo al 100% e finalmente possiamo puntare alla meta finale del nostro viaggio, dopo aver passato un'esperienza terribile e dedotto che gli smartphone non sono un granché per viaggiare. È proprio ciò che è successo con Piazza Pulita di La7 e le auto elettriche, ma chi avrebbe mai utilizzato un telefono odierno come abbiamo raccontato appena sopra? È evidente che ci sia un problema (e facciamo già uno spoiler: non riguarda le EV).

La7 racconta le auto elettriche (ma senza conoscerle)

Prima di continuare apriamo una piccola parentesi: fra Roma e Reggio Calabria, il tratto di strada scelto da La7 per raccontare l'esperienza di viaggio con un'auto elettrica (per vedere il servizio originale: Roma-Reggio Calabria in auto elettrica in 52 ore), di certo la rete di ricarica non è sviluppata come dovrebbe. Fosse stata Milano la destinazione finale, sarebbe andata sicuramente molto meglio.

Al sud le cose devono cambiare e anche di parecchio, il servizio mostrato dalla TV nazionale però ha evidenti problemi strutturali. La conoscenza delle auto elettriche da parte della redazione del programma si è rivelata pari a zero e questi sono gli indizi: la Renault Zoe (per saperne di più: la nostra prova della Renault Zoe elettrica) è una delle migliori EV cittadine del momento, in ambito urbano infatti può percorrere anche più di 400 km ma non è adatta ai lunghi viaggi in autostrada. E ancora: chi possiede un'auto elettrica sa benissimo che le ipotetiche tappe di un viaggio devono essere funzionali, in zone con almeno 2-3 colonnine ravvicinate così da sopperire a possibili disservizi (a meno che non ci si affidi ai Supercharger di Tesla che presto saranno aperti a tutti).
Nel servizio poi si vede chiaramente come la giornalista protagonista abbia dormito per ben due volte in albergo, senza mai ricaricare la vettura di notte: sbagliato e folle, un possessore di EV sceglie i suoi hotel in base alla disponibilità di colonnine, così al mattino si è pronti per ripartire con la massima carica.

Per destreggiarsi con le ricariche poi i conducenti di EV hanno sempre almeno un abbonamento con un gestore di rete, così da affidarsi in maniera rapida e veloce ai suoi servizi in tutta Italia - anche per non avere sorprese in fattura. Attenzione però, perché il servizio di Piazza Pulita non è tutto da buttare, anzi.

(Dis)informazione

Più che dimostrare l'inutilità delle auto elettriche, la giornalista di La7 ha inconsapevolmente evidenziato come l'utente medio italiano non sappia ancora nulla su come destreggiarsi con una vettura a zero emissioni alimentata a batteria. Per un lungo viaggio la scelta dell'auto sarebbe dovuta essere diversa, anche perché non basta vedere l'autonomia massima possibile: ogni auto elettrica ha caricatori di bordo differenti, che assorbono meno e più energia.

La Renault Zoe, non citata direttamente ma facilmente riconoscibile, è una vettura cittadina e può raggiungere di serie massimo i 22 kW AC presso colonnine compatibili (50 kW con la carica DC opzionale); colonnine compatibili per l'appunto, se la si collega a stazioni da 3 kW o 7 kW i tempi di ricarica diventano ovviamente biblici. Altre EV calibrate per viaggiare possono toccare i 100/150/250/350 kW e caricare centinaia di chilometri in pochi minuti di connessione. Per questo motivo non ci si può affidare alla prima auto che si trova e alla prima colonnina che si incontra: bisogna sapere a quale potenza si può ricaricare e scegliere una colonnina adeguata, sono le basi dell'esperienza elettrica. Abbiamo inoltre già sottolineato l'errore madornale di non ricaricare mai la notte durante il servizio: a casa come in viaggio, la notte è fondamentale per riportare la nostra BEV al 100%, è tutto tempo morto durante il quale non ci sposteremmo comunque, è quindi essenziale scegliere una struttura che offra la ricarica notturna, anche lenta, in questo caso non importa perché le ore a disposizione saranno diverse e senza grandi sacrifici. Quando siamo in viaggio, del resto, chi di noi non ricarica il proprio smartphone mentre dorme?

La morale della favola dunque non vede le elettriche sconfitte, più che altro è l'informazione del nostro Paese che ne esce con le ossa alquanto rotte. Le nuove tecnologie elettriche devono chiaramente maturare ulteriormente, assieme all'infrastruttura di ricarica che soprattutto da Roma in giù è da costruire quasi da zero.

Prima di sparare sulle EV però sarebbe stato opportuno informarsi prima e magari impostare il servizio in maniera diversa, mostrando come l'esperienza potesse cambiare andando allo sbaraglio oppure preparandosi in maniera corretta, scegliendo la giusta vettura e le giuste colonnine di ricarica. La strada per informare a dovere i nostri cittadini è ancora molto lunga, ci vorrà ben più delle 52 ore impiegate per andare da Roma a Reggio Calabria - e servizi come quello andato in onda su La7 non faranno che allungare i tempi.