Tutti contro Tesla: polemiche su batterie, prezzi e tariffe Supercharger

Gli utenti italiani di Tesla sono sul piede di guerra: nel mirino ci sono batterie LFP, prezzi di listino e tariffe maggiorate ai Supercharger.

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Tesla è sicuramente un'azienda sui generis, l'unica al mondo in campo automotive ad aver deciso di tagliare tutti i contatti diretti con la stampa grazie a una costante e naturale pubblicità social. Per questo Elon Musk è stato spesso accusato di essere una sorta di despota, di temere il confronto con i giornalisti e quant'altro ma la questione è più complessa di così. Non approfondiremo il fenomeno in questa sede, ci sembra però un'ottima apertura per farvi capire quanto Tesla sia "oltre" i normali standard a cui siamo sempre stati abituati. Un'azienda "scheggia impazzita" che rischia, aggiorna i suoi modelli costantemente, lancia e taglia servizi dall'oggi al domani, modifica i listini senza preavviso, lancia massicce campagne di "svendita" per raggiungere obiettivi trimestrali e quant'altro, una filosofia e un modo di fare che spesso generano malumori e attriti con gli stessi utenti. Al momento infatti la società californiana è al centro di diverse polemiche, che il nostro amico Matteo Valenza ha raccolto per voi nel suo ultimo video.

La prima "shitstorm" relativa all'operato di Elon Musk e soci riguarda le nuove batterie LFP (litio ferro fosfato) prodotte in Cina per abbattere parzialmente i costi delle nuove Model 3 Standard Range Plus. Sono accumulatori dalla chimica differente rispetto alle classiche batterie prodotte da Tesla negli USA, una soluzione che sembra essere meno performante soprattutto alle basse e bassissime temperature. Sappiamo infatti che con il freddo ogni batteria tende a perdere parte della sua capacità, con le LFP di Tesla però il range perduto sembra essere davvero enorme.

Non è il solo problema di questi battery pack: il grande freddo può essere relativo e interessare un numero ristretto di utenti, mentre ogni cliente Tesla effettua costantemente ricariche rapide. Su questo fronte le LFP sembrano soffrire le alte potenze, con ricariche che vanno così a durare più del dovuto - un vero disastro per chi ha i minuti contati e non può permettersi imprevisti di questo tipo nel corso di un lungo viaggio. Il problema sembrava riservato al mercato cinese, è ormai qualche settimana però che Tesla esporta le Model 3 Standard Range Plus prodotte a Shanghai in Europa, dunque è diventato una gatta da pelare anche per noi italiani.

Il taglio dei listini

La seconda macro-polemica che riguarda i clienti italiani di Tesla è l'improvviso calo di prezzo della line-up Model 3. Qualche settimana fa, dalla sera alla mattina, le Model 3 Long Range e Performance hanno perso dal loro listino ben 5.000 euro. Un'ottima notizia per chi sogna di acquistare una Model 3 di questo tipo, poiché grazie a quest'ultimo taglio anche LR e Performance si possono acquistare con gli incentivi governativi - cosa che prima invece, per via del loro prezzo, non era possibile. Questa cosa, nei mesi e settimane passati, ha costretto molti utenti a optare per una Standard Range Plus, oppure a pagare una LR/Performance a prezzo pieno. Fra sconto Tesla e incentivi, si parla di ben 15.000 euro in meno con rottamazione, motivo per cui parecchi utenti della grande T sono alquanto infuriati con l'azienda - che cambia i listini senza alcun preavviso. Come se piovesse sul bagnato, la società californiana ha anche aumentato i prezzi delle ricariche Supercharger: prima Elon Musk e soci chiedevano agli utenti italiani 30 centesimi di euro a kWh, oggi ne servono 38.
Anche in questo caso non c'è stato nessun preavviso, altra scelta che ha alimentato il malumore generale. Chissà che il marchio americano non riesca a farsi perdonare in qualche modo, magari offrendo a chi ha acquistato una vettura di recente qualche kWh gratuito presso i Supercharger, al momento però nessuno ha parlato di campagne simili. Nel frattempo nel prossimo futuro di Tesla c'è sicuramente la messa in funzione della Giga Berlin, presso la quale verrà costruita la Model Y europea - e speriamo che questo faccia scendere ulteriormente i prezzi delle auto di Elon Musk. Difficilmente però il magnate vi avviserà prima, fate attenzione e magari aspettate il momento giusto...