Tutti contro Tesla: quanto manca alla concorrenza per eguagliare Elon Musk?

In questi anni Tesla si è dimostrata avanti su diversi punti nel settore elettrico, con la concorrenza che ha annaspato. Il gap però potrebbe ridursi.

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Il 2019 di Audi è stato particolarmente importante, visto il lancio in mercati chiave del SUV elettrico Audi e-tron. Dalla vettura ci si aspettava vendite da fuori classe, anche perché modelli di medesima stazza completamente elettrici ce ne sono davvero pochi a disposizione - il Mercedes EQC ad esempio sta muovendo solo adesso i suoi primi passi verso la commercializzazione globale, correndo inoltre gli stessi rischi di e-tron, mentre la Model X di Tesla è letteralmente schiacciata dalla Model 3.
La realtà dei fatti invece ci racconta qualcosa di molto diverso: in Europa c'è stato un sensibile picco a marzo, poi le vendite sono calate e ora sono tornate ai livelli precedenti, attorno alle 1.700 unità mensili. Negli USA invece i grafici sono calanti: dopo la curiosità di maggio 2019, di mese in mese e-tron è andato a perdere sempre più unità, arrivando a un settembre 2019 in cui sono stati appena 500 i modelli venduti. In tutti gli Stati Uniti.

Dal debutto, il SUV EV tedesco ha venduto oltreoceano 3.540 unità, poca roba se guardiamo le vendite della Tesla Model X nei primi 9 mesi del 2019: 13.725. La colpa di Tesla però potrebbe essere alquanto marginale in tutto questo, siamo certi che non tutto vada attribuito a Elon Musk.

Sottovalutare il problema

Il grande errore iniziale di diversi produttori europei è stato pensare che per contrastare il potere di Tesla, comunque conquistato sul campo a suon di innovazioni tecnologiche, si poteva improvvisare, infilare un motore elettrico all'interno di un pianale tradizionale per entrare nelle grazie del pubblico 4.0, il più curioso rispetto all'elettricità.
Questo ha portato al flop commerciale di vetture come BMW i3 e i8, che infatti verranno dismesse nel giro di un anno, alla marginale diffusione di e-Golf e e-up!, solo per fare qualche esempio. Vetture "riconvertite alla buona" ma senza carattere. Audi e-tron appartiene già a una famiglia di veicoli diversa, creata appositamente dal produttore tedesco guardando al futuro, paga però ancora lo scotto di svariati anni passati a inseguire le migliori tecnologie del mercato in modo un po' raffazzonato e affannoso.

Anni che hanno lasciato segni importanti, pensiamo ad esempio all'efficienza poco ottimizzata proprio di e-tron, che percorre 400 km con una mega batteria da 95 kWh (disponibili 83,6), quando una Model S Long Range ha un'autonomia di 610 km con un accumulatore da 100 kWh. Linee e pesi completamente differenti, è vero, come diverse sono le filosofie a monte.

Un gap sempre più stretto?

Il gap che si è andato a creare fra le Tesla e le elettriche europee è comunque destinato a svanire. Nonostante la debacle e-tron, il Gruppo Volkswagen è stato il primo a capire che l'unico modo per controbattere in modo adeguato bisognava fermarsi un attimo a respirare, rivedere a tavolino una strategia solida, creare una piattaforma elettrica da zero e riconvertire gli impianti.

La nuova Volkswagen ID.3 incarna tutto ciò che un'elettrica competitiva dovrebbe avere: è riconoscibile a livello di design, il suo brand ha avuto pieno supporto dal reparto marketing, mostra carattere e tecnologia senza compromessi - oltre a partire da un prezzo poco al di sotto dei 30.000 euro in Europa. Lo stesso si può dire della Porsche Taycan, che per alcuni aspetti è riuscita ad anticipare persino Tesla, pensiamo alla ricarica a 800 Volt fino a 350 kW - che arriverà prossimamente con un aggiornamento.

Volkswagen ha inoltre importanti piani di elettrificazione anche per Skoda e SEAT, oltre a voler rifondare la stessa line-up di Audi - che prossimamente potrà sfruttare una nuova piattaforma "consumer" ingegnerizzata in collaborazione con Porsche (la e-tron GT dovrebbe infatti avere la piattaforma della Taycan).

Chi invece rischia grosso a oggi è il Gruppo FCA, solo per dirne uno visto che ci riguarda da vicino in quanto italiani. Con Maserati bisognerà fare un "re-branding" dalle fondamenta, proprio per evitare la sensazione di avere nuovi modelli raffazzonati, figli della moda del momento.
La sola Fiat 500 Elettrica potrebbe poi non bastare alla casa torinese per svettare fra la concorrenza, sono invece sulla buona strada Renault e Peugeot, che hanno rispettivamente al loro arco la nuova Zoe e la e-208. Purtroppo il mercato auto difficilmente perdona, sbagliare una strategia può significare vivere in un limbo per svariati anni, ciò che è davvero importante però è uscirne.