Tutti i problemi di una Tesla Model 3 italiana dopo 1 anno: un disastro?

Andiamo a scoprire quali problemi ha avuto Matteo Valenza con la sua Tesla Model 3 Performance dopo oltre 1 anno di utilizzo.

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Il nome Tesla, sin da quando è stata lanciata la Model S nell'ormai lontano 2012, è sinonimo di vetture elettriche ad alto tasso tecnologico, capaci di offrire al proprio pubblico motori elettrici compatti ed efficienti, autonomie al top del mercato rispetto alla grandezza delle batterie, un software di bordo estremamente avanzato, che comprende ovviamente anche l'assistente di guida Autopilot. Viste tutte queste feature, ancora oggi per acquistare una vettura di Elon Musk servono all'incirca 50.000 euro di partenza, un prezzo importante che dovrebbe garantire una qualità delle vetture estrema a 360 gradi, invece ancora adesso non mancano problemi di assemblaggio, difetti di produzione, bug e quant'altro.
Solitamente su queste pagine raccogliamo le testimonianze provenienti dagli USA in merito a vecchi e nuovi problemi di Model S, Model X, la nuova Model Y ma soprattutto di Model 3, autentico best seller di Tesla. Questa volta invece vogliamo fare qualcosa di diverso: abbiamo un proprietario italiano che ci racconta la sua esperienza dopo oltre un anno a bordo di una Tesla Model 3 Performance. Quel proprietario è Matteo Valenza, che su YouTube racconta da tempo il mondo Tesla (e non solo).

Primi problemi

Prenotata nel dicembre del 2018 e ritirata a marzo 2019, la Tesla Model 3 Performance di Matteo Valenza ha iniziato a mostrare i primi difetti a giugno dello stesso anno. Un bel giorno il finestrino posteriore ha deciso di alzarsi in totale autonomia a portiera aperta, andando così a rigare la parte cromata in fase di chiusura. Un piccolo incidente fortunatamente risolto da Tesla entro qualche giorno e in garanzia. I problemi con i finestrini però non sono finiti con quell'episodio: talvolta ancora oggi i finestrini anteriori non salgono automaticamente, pur lanciando il comando. Accade soprattutto in marcia che i finestrini scendano automaticamente e poi rimangano aperti.

Un problema purtroppo comune a moltissime Model 3, tanto che Tesla ha diffuso pubblicamente una procedura per resettare la gestione dei finestrini, anche se con Matteo i problemi sono continuati anche dopo il reset. Altra piccola epopea è arrivata con lo spoiler posteriore, staccatosi durante un lavaggio automatico; a quanto pare Tesla incolla i suoi alettoni con un biadesivo 3M, una soluzione davvero misera che infatti ha causato il distaccamento dell'alettone a moltissimi utenti sparsi per il mondo.

Altro problema ha riguardato la velocità massima della Tesla Model 3 Performance: pur portandola su una pista aeroportuale in disuso, Matteo Valenza non è mai riuscito a superare i 234 km/h - mentre la scheda tecnica parla chiaramente di 260 km/h per il suo modello. In mano ai tecnici è fuoriuscito un problema software: sembra che alcune Performance hanno bisogno di un aggiornamento per raggiungere la loro vera velocità massima, dunque anche in questo caso c'è stato bisogno di un intervento in garanzia.

Schermo nero

Continuando con questa purtroppo nefasta carrellata, arriviamo al problema dello schermo nero. A quanto pare sin dal giorno dell'acquisto lo schermo della Model 3 rimaneva talvolta nero fino a un suo riavvio. Per risolvere tale problema ci sono voluti 9 mesi e cinque visite al Service Center, là dove alla fine è stato sostituito lo schermo per intero. Risolto un guaio, se n'è creato un altro: al ritiro dell'auto, dopo la sostituzione del tablet centrale, il cassetto porta oggetti è rimasto bloccato. Parliamo di un cassetto a scomparsa che si apre via software, la mancanza di un connettore però ha determinato il suo blocco fino a nuovo intervento tecnico - dunque per una ventina di giorni Matteo Valenza non è stato in grado di accedere al libretto e al foglio verde dell'assicurazione. La nostra Black List purtroppo non finisce qui: sono arrivati infatti anche problemi relativi ad Autopilot. La Tesla Model 3 di Matteo Valenza ha la Guida Autonoma al massimo potenziale, pagata come accessorio in seguito all'acquisto ben 8.000 euro.

Della convenienza di questo acquisto abbiamo già parlato in un articolo dedicato, sarete ovviamente voi a valutare se valga la pena (o no) di spendere una tale cifra aggiuntiva (oggi per Autopilot avanzato ci vogliono 6.700 euro extra), sta di fatto che proprio Autopilot ha smesso di funzionare all'improvviso nella macchina di Matteo Valenza. Secondo il sistema le telecamere non erano più disponibili, ed effettivamente c'era la telecamera posta sulla freccia sinistra che non funzionava bene. Altro intervento tecnico, altra sostituzione, questa volta della telecamera. Tutto risolto per un po', con il problema tornato proprio in questi giorni di agosto 2020 alla stessa telecamera, con Matteo che sta ora aspettando un ulteriore intervento tecnico a domicilio.

Chiudiamo infine con i sedili, che verso lo scorso mese di dicembre hanno iniziato a scolorirsi, e con un piccolo "incidente" di ricarica, con l'auto che un bel giorno ha deciso di non ricaricarsi più e con l'assistenza telefonica che purtroppo non è stata in grado di fornire una risoluzione adeguata. Alcuni dei suddetti problemi sembrano essere comuni, ad altri utenti invece sono accadute sfortune diverse, insomma acquistare una Tesla oggi significa anche mettere in conto alcuni "peccati di gioventù" che Elon Musk e soci non hanno ancora risolto in modo definitivo. Chissà che con la nuova Giga Berlin in costruzione, che produrrà le nuove Model Y e Model 3 europee, la fattura delle auto sia effettivamente migliore delle attuali... lo sapremo a fine 2021/inizio 2022 se tutto procede come deve.