Tokyo Motor Show 2015: le concept bike di Yamaha e Suzuki

Nel nostro ultimo speciale sul Tokyo Motor Show 2015, diamo uno sguardo ai prototipi a due ruote sviluppati da Yamaha e Suzuki, che hanno realizzato dei concept davvero interessanti, tra cui anche un robot-pilota.

speciale Tokyo Motor Show 2015: le concept bike di Yamaha e Suzuki
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Il Tokyo Motor Show di quest'anno continua a riservare sorprese molto interessanti anche dal mondo delle due ruote. Dopo aver presentato le ultime novità di Honda e di Kawasaki continuiamo la nostra rassegna con le proposte decisamente all'avanguardia di Yamaha e Suzuki. La Casa dei 3 diapason presenta vari concept tra cui la propria proposta di moto sportiva a tre ruote e mette in mostra il suo sofisticato robot-pilota. Suzuki, invece, espone un pratico scooter, ideale per le strade trafficate delle città, un nuovo motore turbo dalle interessanti caratteristiche tecniche ed una singolare bicicletta con motore a scoppio.

Yamaha

Anche Yamaha ha colto l'occasione offerta dalla kermesse nipponica per mostrare al grande pubblico interessanti motociclette. Regina dello stand è stata sicuramente la MWT-9, una moto sportiva a tre ruote. Come la Honda, con la Neowing, anche Yamaha ha voluto sviluppare un interessante prototipo dal look decisamente aggressivo, ma in questo caso, non molto distante dai modelli di serie. La casa giapponese non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sul suo arrivo nelle concessionarie, ma analizzando le sue caratteristiche tecniche e la cura costruttiva, lo sbarco sul mercato non dovrebbe essere poi così lontano.
In generale un mezzo sportivo a tre ruote offre notevoli vantaggi, garantendo superiori prestazioni in curva rispetto alle moto tradizionali, con un angolo di piega particolarmente elevato, assicurando sempre un'ottima stabilità. Sviluppata sulla base della MT-09, utilizza lo stesso motore a tre cilindri da 849 cc con 115 CV. Il telaio è di tipo misto, con due tralicci in tubi, collegati ad una coppia di piastre in alluminio. Del tutto nuovo è l'avantreno, diverso da quello già impiegato in altri modelli Yahama a tre ruote (Tricity e 03GEN). In particolare le maggiori differenze le ritroviamo nelle due forcelle, esterne alle ruote, dotate di pinze freno ad attacco radiale. La Casa dei tre diapason ha presentato al Salone giapponese anche due interessanti concept elettrici.

Il primo, denominato PES2, è una piccola motocicletta sportiva, si tratta dell'evoluzione del prototipo PES1, presentato sempre a Tokyo 2 anni fa. La Passion Electric Sport 2 è dotata di un telaio monoscocca e rispetto al modello precedente sono stati apportati notevoli sviluppi tecnici. In particolare, la classica trazione sulla ruota posteriore (con motore brushless a corrente continua) è stata affiancata da un secondo propulsore alloggiato nel mozzo della ruota anteriore. Il pacco batterie, agli ioni di litio, è removibile dal pilota, semplificando le operazioni di ricarica. La sua potenza equivale a quella di un piccolo motore termico da 125 cc., con un peso complessivo della moto inferiore ai 130 kg. La PES2 ha una lunghezza di 1.920 millimetri, una larghezza di 680 millimetri ed un'altezza di 1060 millimetri.
Questo prototipo è equipaggiato con una coppia di telecamere disposte anteriormente e posteriormente, in grado di inviare le immagini su un casco "intelligente" sfruttando quelli che Yamaha definisce "Advanced Rider Assistance Systems". Il pilota grazie ad essi potrà accedere a vari tipi di informazioni, visualizzando eventuali ostacoli sulla strada, informazioni di navigazione, news dai social network e molto altro ancora.
Sulla base tecnica della PES2 Yamaha ha anche realizzato la PED2. La Passion Electric Dirt 2 ha un'impostazione da moto enduro, sempre con motore brushless e batteria agli ioni di litio removibile, ma con un peso inferiore ai 100 kg. La Yamaha PED2 è lunga 2.045 mm, larga 775 mm e alta 1.205 millimetri.

Continuiamo la nostra rassegna dei prodotti Yamaha con la Resonator 125, una motocicletta completamente diversa rispetto ai modelli precedenti. Si tratta di un prototipo dallo stile retrò, che dovrebbe rivolgersi, secondo le intenzioni della casa giapponese, ad un pubblico giovane. Lo stile generale è curato in ogni minimo dettaglio con chiari riferimenti ai numerosi tipi di strumenti musicali realizzati da Yamaha. Troviamo, infatti, diversi pannelli verniciati che riprendono direttamente le venature ed i colori del legno impiegato, ad esempio, sulle chitarre fabbricate dall'azienda giapponese. Inoltre sono state realizzate alcune incisioni sulle fiancate e sul tappo del serbatoio, per ricordare gli strumenti a fiato. Ovviamente anche il nome della moto, "Resonator", è di chiara derivazione musicale. Particolari classici come il faro anteriore circolare sono affiancati, però, da elementi decisamente più moderni, come le funzioni della strumentazione, inviate direttamente allo smartphone. Dal punto di vista tecnico, questo modello utilizza un tradizionale telaio tubolare con un propulsore monocilindrico a quattro tempi raffreddato ad aria, dotato di alimentazione ad iniezione elettronica, da 125 cc.
Ricordiamo anche la YPJ-MTB Concept, una mountain bike a pedalata assistita, con motore elettrico brushless posizionato al centro del telaio, con una potenza di 250 W e batteria agli ioni di litio da 400 Wh.
Concludiamo la panoramica delle novità di Yahama non con un ulteriore modello di moto, ma con un Robot, denominato Motobot. Realizzato grazie al lavoro di un team di sviluppo interno, composto da ingegneri della Casa di Iwata, la prima versione di Motobot è capace di pilotare su un circuito una moto R1m, opportunamente modificata, ad una velocità 200 km/h. Questo è un robot decisamente sofisticato, in grado di compiere rapidamente movimenti anche molto complessi ed estremamente precisi, necessari a pilotare una moto sportiva da 1000 cc. ad elevate velocità.
"La tecnologia e il know-how, adottati in questa incredibile sfida, verranno applicati alla creazione di sistemi elettronici avanzati per la sicurezza e per il supporto al pilota e costituiscono anche il primo passo per esplorare nuovi segmenti di mercato" ha dichiarato Yamaha.
Concludiamo con una nota curiosa: nel video realizzato per la presentazione del Motobot, il robot giapponese lancia il guanto di sfida a Valentino Rossi: "Io sono Motobot, sono stato creato per sorpassarti".

Suzuki

Anche Suzuki ha voluto essere presente alla manifestazione nipponica con diverse proposte. La prima è la concept GSX, non una vera e propria moto ma un modello che anticipa le forme delle prossime super sportive della casa di Hamamatsu. L'aspetto generale è, ovviamente, avveniristico, con le ruote senza mozzo. Notiamo, scendendo nel dettaglio, un frontale tondeggiante con il bel faro centrale e le due nervature presenti sul cupolino. Speriamo di vedere qualche soluzione più concreta della casa giapponese al prossimo EICMA.
Suzuki ha mostrato anche un simpatico scooter, denominato Hustler. Questo ha lo stesso nome di un minivan venduto sul mercato asiatico, da cui riprende anche le forme originali e la ricerca della massima praticità. Caratteristica principale di questo mezzo a due ruote è la sua capacità di carico. L'Hustler è dotato, infatti, di un ampio vano sottosella capace anche di ospitare oggetti particolarmente lunghi. Nella parte posteriore troviamo un pratico portapacchi, inoltre, un piccolo baule può essere posizionato sulla pedana, tra le gambe del guidatore. Questo può essere facilmente rimosso ed utilizzato come una normale valigia.

Il design di questo prototipo è molto originale anche grazie alla particolare colorazione arancione. La meccanica è, invece, di tipo classico, con un propulsore monocilindrico raffreddato ad aria da 50 cc.
Feel Free Go è tra i modelli più singolari di tutta la manifestazione nipponica, si tratta di un ibrido tra una bicicletta ed una moto. Si ispira direttamente al primo prodotto fabbricato da Suzuki nel 1952, la Power Free, una bicicletta a cui era stato aggiunto un motore a scoppio a due tempi da 36 cc.
La Feel Free Go per ora è solo un prototipo e non ci sono informazioni sul suo arrivo sul mercato. Le soluzioni impiegate sono in parte derivate da una normale bici con la forcella non ammortizzata, il manubrio ripreso da una mountain bike e la sella singola, triangolare. Inoltre troviamo un motore quattro tempi da 49 cc , con cambio manuale a 4 marce, azionabile tramite la manopola di sinistra del manubrio. L'impianto frenante utilizza freni a disco su entrambe le ruote mentre la sospensione posteriore monta un ammortizzatore singolo collegato direttamente sul forcellone, con la trasmissione del motore a cinghia.
Molto moderno il cruscotto, sostituito da un supporto per smartphone, in grado di ricevere le immagini catturate da una videocamera posizionata posteriormente.

Concludiamo la nostra rassegna con il motore sovralimentato EX7. Al momento non ci sono moltissime informazioni su questo propulsore, ma visto l'attuale livello di sviluppo potrebbe essere presto impiegato su nuovi modelli di Suzuki. Secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere utilizzato sulla versione definitiva della Recursion, la moto turbo della casa di Hamamatsu, presentata a Tokyo due anni fa.
Dal punto di vista tecnico si tratta di un bicilindrico parallelo di 600 cc , con sovralimentazione turbo, dotato di raffreddamento a liquido e doppio albero a camme in testa. Dovrebbe avere una potenza di 100 CV a 8.000 giri/min ed una coppia di 100 Nm a 4.500 giri/min.

Tokyo Motor Show L’edizione del Tokyo Motor Show 2015 è stata sicuramente la migliore degli ultimi anni, riportando questa manifestazione ai fasti del passato. Numerosissime le novità presentate sia tra le auto, sia nel mondo delle due ruote. In questo settore particolarmente interessanti sono state le proposte di modelli sportivi a tre ruote con la Neowing di Honda e la MWT-9 di Yahama. Infine molta attenzione è stata data anche ai nuovi motori sovralimentati come l’EX7 di Suzuki, capaci di offrire ottime prestazioni. Tra le novità più originali citiamo il robot di Yahama, in grado di pilotare una moto super sportiva alla velocità di 200 km/h.