The Grand Tour: Ford GT e Kia Stinger protagoniste del secondo e terzo episodio

Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May sono tornati con due nuove puntate di The Grand Tour, le abbiamo commentare per voi .

speciale The Grand Tour: Ford GT e Kia Stinger protagoniste del secondo e terzo episodio
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I motori della scuderia di The Grand Tour sono ancora caldi, e Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May sono tornati con due nuove esuberanti e adrenaliniche puntate del vostro programma preferito sul mondo delle auto. Le abbiamo viste e commentare per voi. Vi siete persi la prima? Nessuna paura, trovate il nostro speciale a questo link.

2x01: I ragazzi delle cascate

La grande regina della puntata è la nuova Ford GT, o "la macchina più veloce, bella e costosa mai prodotta dalla casa automobilista americana" come viene definita dallo show. Questa volta The Grand Tour tenta, infatti, di rispondere alla grande domanda (che nessuno in realtà ha mai posto) se sia più veloce questo bolide da corsa ammaestrato per le strade urbane o i mezzi pubblici per raggiungere una meta prestabilita. Punto di partenza New York. Al nostro Jeremy Clarkson tocca l'onere di tentare la fortuna viaggiando a tutta birra verso i confini tra USA e Canada con la GT, mentre May e Hammond dovranno farsi strada verso l'aeroporto JFK, prendere un aero di linea e, quindi, un paio di bus per raggiungere il traguardo.
Ovviamente la domanda alla base dell'episodio sarebbe pressoché retorica, non fosse che una serie di ostacoli e di impedimenti (come il fatto di non prendere un volo diretto dovendo cambiare più volte mezzi) rendono la sfida molto più aperta e intrigante. Al povero James May tocca, inoltre, anche una bella palla al piede: Hammond è ancora infortunato dalla puntata precedente (il fuori pista con la Rimac, ricordate?) e, quindi, costretto a muoversi in stampelle e a farsi, poi, trascinare in sedia a rotelle. Come se i mezzi pubblici non fossero già vergognosamente lenti di loro, no? Se poi ci si perde pure le coincidenze è finita. E, infatti, è quello che puntualmente succede ai due sciagurati.
A questo si aggiungono i tiri mancini di Jeremy Clarkson che ha perfidamente deciso di contattare la compagnia aerea con cui hanno prenotato Hammond e May per spostarli dalla prima classe a quell turistica e, se questo non fosse abbastanza, per segnalare che i due sono appena usciti da un centro di riabilitazione. Insomma, per loro niente alcol a bordo.

Nei primi minuti della puntata facciamo conoscenza della Ford GT, con i suoi pregi e i suoi difetti: il portabagagli ha migliorato la capienza, sostiene Clarkson, e, finalmente, stiamo parlando di una super car in cui può entrare comodamente "anche una persona con una testa". La Ford GT spinge la bellezza di 655 cavalli, raggiungendo una velocità di 347km/h. Problemino: il sedile non è aggiustabile, a differenza dello sterzo e dei pedali che possono essere regolati a piacere; il problema, sostiene Clarkson, è che non è facile capire quando i pedali sono fissati alla distanza desiderata correttamente, con il rischio che si spostino mentre si è in movimento. Non il massimo.
Per gustare a pieno la potenza della macchina, chiaramente, bisogna aspettare che il giornalista inglese esca dalla "giungla di Manhattan". Una volta arrivato nelle strade statali del New Jersey (più larghe e meno affollate), la Ford GT è una vera meraviglia e vederla passare in assetto sportivo, con il motore che ruggisce man mano che si scatta da una marcia all'altra, è una pura goduria per gli occhi e per le orecchie; già perché come specifica Clarkson quello della Ford GT è un rombo vecchio stile ma comunque grintoso in quanto privo di aggiunte sonore sintetiche. Ad ogni modo la guida non deve essere molto confortevole, tant'è che il burbero presentatore di Doncaster la definisce una delle macchine più rigide che abbia mai guidato in vita sua.

Nel frattempo i due altri presentatori raggiungono il JFK, dove il povero Hammond viene perquisito (meticolosamente) nelle fasi dei controlli. Si tratta chiaramente di un espediente comico prestabilito, ma del resto come detto per la prima puntata, la formula di The Grand Tour funziona benissimo perché è "Auto + Intrattenimento". E intrattenimento spesso coincide con finzione. Del resto, per il "solo Auto" c'è la Formula 1.
In mezzo alla puntata abbiamo poi gli ormai classici intermezzi: il viale delle chiacchiere, la recensione di Clarkson e, quindi, il Celebrity Face-off. Su quest'ultimo c'è poco da dire, se non che vede fronteggiarsi rispettivamente un campione di baseball e uno di cricket (come sempre è USA vs UK), tutto fuorché entusiasmante insomma. La settimana scorsa ci aveva decisamente catturato di più. Per quanto riguarda la recensione, questa volta tocca alla Mercedes AMG GT R, una macchina che monta un V8 biturbo da 585 cavalli. "Una cosa che potrebbe piacere -per design, potenza e suono- solo ad una persona con una età mentale di un bambino di 8 anni", sottolinea Clarkson. Salvo poi aggiungere: "come me e qualsiasi altro uomo". Eppure c'è un ma: esistono V8 biturbo di generazione successiva e con potenza maggiore. Perché la GT R non monta quelli? Ovviamente a breve ne sarà presentata presto una più potente. Quindi perché comprare il modello oggi in commercio? "Io non lo farei", sentenzia il giornalista.
Si torna, quindi, alla gara. La puntata scorre con ritmi più rapidi e dinamici di quelli dell'episodio precedente, complice il fatto che non abbiamo più tre macchine a confronto, ma una sfida che vede coinvolti anche i trasporti pubblici come l'aereo. Mezzi e spazi diversi, dunque. Un espediente sicuramente non nuovo allo show, anzi, a dirla tutta già ampiamente collaudato in Top Gear. Eppure funziona alla grande regalando un'ora e 10 minuti di grande intrattenimento.

Ma quindi, chi è più veloce? La Ford GT o aereo e bus? Vi lasciamo il gusto di scoprilo guardando la puntata.

Il Romb-ugatti

La terza puntata inizia con il botto, a James May il compito di recensire una Kia Stinger. In altre parole: "il primo tentativo della Kia di fare una berlina sportiva, invece che giudiziosa", parole di The Grand Tour. Una macchina interessante a partire dalle sue chiavi che, vagamente, ricordano il remote control di una base missilistica (ammesso che i missili militari abbiano un telecomando, a noi, ed evidentemente anche a May, piace pensare di sì). A questo si aggiunge una discreta potenza: un V6 biturbo da 3,3 litri. L'Audi S4 ne monta uno simile, racconta il presentatore. Ad ogni modo la Stinger fa da 0 a 100 in 5 secondi, con una velocità massima di 270 km/h. "Abbastanza veloce da battere uno dei missili di Kim Jong Un, non abbastanza per vincere su una super car", sintetizza efficacemente May. La vettura ha un prezzo di listino di 40.000 sterline, circa 5.000 in meno del modello equivalente della Audi, per capirci. Per testarla May ha scelto una distesa di ben 5 km che, tra curve mozzafiato vista mare, si diradano nella bellissima Isola di Maiorca. Il tutto sfidando in una gara a massima velocità un gruppo di skater professionisti con tavole modificate in grado di raggiungere i 120km/H. La gara è un tripudio di adrenalina, vedere gli skater scorrere a velocità semplicemente folli per le discese di Maiorca è uno dei momenti più belli di questa stagione fino ad adesso, e non stiamo esagerando. Anche la Kia sa il fatto suo, complice la guida chirurgica del buon May. Alla fine della competizione c'è un solo chiaro vincitore, ma è questione di pochi secondi, un numero che si conta sulle dita di una sola mano.

Si torna in studio per la rubrica "il viale delle chiacchiere", questa volta il clima è natalizio. Si parla ovviamente di regali a tema automobilistico. Ad esempio un set di tazzine da caffè brandizzate Bugatti: orribili, davvero. Per la nostra gioia Richard Hammond decide di farne saltare una con un martello. Giustizia è fatta. Ora si torna a parlare di auto? Una bella competizione tra i tre conduttori? Neanche per idea, questo viale delle chiacchiere sembra dover durare un'eternità infinita, al punto che presto si perde ogni entusiasmo. E pensare che soli pochi minuti prima avevamo visto una gara tra una macchina e degli skateboard. E le cose non sembrano nemmeno dover migliorare nell'immediato.

Hammond e May si trovano, infatti, dietro il volante di una Kia Picanto GT-Line in un intermezzo atroce apparentemente senza capo né coda. Per l'occasione i due organizzano una competizione tra due compagnie ambientata proprio nel viale dell'area commerciale dove hanno sede. Si parte con i giri di qualificazione per decretare i piloti che rappresenteranno le aziende nella competizione vera e propria. Quando alla fine si arriva al testa a testa trai due piloti selezionati nelle qualificazioni, finalmente cominciamo a vedere un po' di sana azione (dopo quasi 20 minuti dall'ultima volta). Siamo mezza spanna sopra il canonico Celebrity Face-off, del resto la ratio è la stessa: far gareggiare persone che non guidano a livello professionale e vedere come se la cavano. Celebrity Face-off che, comunque, viene riproposto anche a questo giro: protagonisti Casey Anderson e High Bonneville. Prima della gara si parla di orsi, il che basta per conquistare la nostra attenzione. Nessuno dei due fa granché impazzire alla guida, né nel bene, né nel male. Il Celebrity face-off sembrerebbe essere il punto debole della trasmissione, almeno per il pubblico nostrano, e questo si conferma vero anche in questa puntata. Il problema è che questa volta è inserito in un minestrone che già di suo non pare proprio voler spiccare il volo. Manca una cornice che faccia da collante per i quasi 50 minuti della puntata, le rubriche in studio e su strada sono tutte parentesi autoreferenziali slegate tra loro e messe in sequenza una dopo l'altra. Insomma, si sente la mancanza di un tema principale che faccia da pretesto alla canonica sfida tra i tre presentatori. Anche il fatto che si passi dell'esordio con la Ford GT della scorsa settimana, a quello con una Kia di questa è piuttosto eloquente.

Come detto ci è piaciuto davvero il secondo episodio, ma il terzo sembra gridare a squarcia gola: avete presente le due puntate precedenti? Ecco questa sarà due spanne e mezzo sotto. Menomale che a farci chiudere lo streaming con mezzo sorriso sulla faccia ci pensa l'ultima fase della puntata, con Clarkson chiamato a testare una bellissima Bugatti Chiron nelle strade di St. Moritz, delle Alpi e della nostra Torino. Certo, la prossima settimana ci aspettiamo molto di più, perché The Grand Tour ci ha già mostrato che può fare molto di meglio. E noi, ora, quel livello (alto) di intrattenimento ce lo aspettiamo in ogni episodio.