Tesla contro XMotors: qualcuno ha davvero copiato Autopilot?

Secondo Tesla, un suo ex dipendente avrebbe dato preziose informazioni relative ad Autopilot a un'azienda rivale: ecco come stanno le cose.

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Immaginate di possedere un'azienda, di aver passato gli ultimi 16 anni della vostra vita a investire denaro ed energie nel ricercare i migliori ingegneri presenti su piazza e sviluppare un avanzato software di Guida Autonoma (o comunque di assistenza alla guida) che l'intero settore vi invidia, per poi trovare di punto in bianco caratteristiche estremamente simili su vetture di un'azienda nata da poco tempo, subito pronta a mettervi i bastoni fra le ruote dal punto di vista commerciale. Quasi certamente sareste furiosi e "fuori di voi", fareste di tutto per trascinare i vostri rivali in tribunale.
Bene, è proprio così che si è sentito (e si sta sentendo ancora oggi) Elon Musk con la sua Tesla, che dallo scorso anno è in guerra con un suo ex dipendente oggi in forze alla XMotors, sussidiaria americana della Xpeng cinese. Scopriamo tutti i dettagli di una guerra legale che ha molte ombre e poche certezze, almeno nel momento in cui scriviamo.

Tesla contro la XMotors

La XMotors fa parte della più grande Xpeng Motors, un'avanzata compagnia cinese che produce auto elettriche. La cosa non sorprende più di tanto perché nel Paese asiatico ci sono ormai decine e decine di compagnie simili, parliamo del resto del più grande mercato EV del mondo, le start-up si stanno moltiplicando come funghi. Questa Xpeng ha proprio da poche ore lanciato gli ordini della sua nuova berlina elettrica P7, splendida vettura a zero emissioni che offre oltre 700 km di autonomia NEDC e Guida Autonoma di Livello 3 grazie a numerosi sensori, telecamere e all'hardware proposto da NVIDIA. A indispettire Tesla c'è però il software di assistenza alla guida sviluppato dalla Xpeng, chiamato XPILOT 3.0, con la società di Elon Musk che non si è accanita contro l'intera azienda ma ha citato in giudizio un suo ex dipendente, Guangzhi Cao, passato dall'azienda californiana alla XMotors/Xpeng, sulla cui testa pendono accuse estremamente gravi: l'ingegnere infatti sarebbe reo di aver copiato il codice di Autopilot e averlo passato ai rivali, almeno secondo le idee di Tesla.

Gli avvocati di Elon Musk hanno iniziato questa crociata legale già lo scorso marzo 2019, con Cao rimasto sostanzialmente in silenzio per oltre un anno, ora però l'ingegnere ha rotto ufficialmente il silenzio supportato dalla sua azienda. Cao ha confessato soltanto una manovra borderline, ovvero l'aver effettivamente scaricato il codice sorgente di Autopilot per conservarlo sul suo account iCloud, ha però anche assicurato di averlo cancellato e di non aver passato alla XMotors neppure una riga. La compagnia cinese sta ora fornendo pieno supporto al suo dipendente, intenta a dimostrare come in realtà XPILOT abbia un funzionamento sostanzialmente differente da Autopilot, andiamo dunque a vederle queste differenze.

Autopilot e XPILOT

Secondo XMotors, XPILOT sfrutterebbe 4 telecamere surround e diversi sensori U/S per effettuare un parcheggio automatico, mentre Tesla non avrebbe telecamere surround, basandosi solo sulla percezione dei sensori U/S. In fase di guida XPILOT sfrutterebbe una copertura a 360 gradi con radar Bosch di quinta generazione e 8 telecamere, mentre Tesla avrebbe solo un radar frontale e 8 telecamere per una visione a 360 gradi. XPILOT si avvarrebbe poi anche dell'utilizzo delle mappe HD per determinare la posizione dell'auto nel mondo reale, mentre sappiamo bene come Tesla non utilizzi l'appoggio alle mappe.
L'azienda di Elon Musk ha poi sviluppato da zero tutto il suo computer di bordo, compresi i due potenti chip presenti su tutte le Tesla costruite a partire dall'aprile 2019, mentre la XMotors (e dunque la Xpeng) sfrutterebbe la tecnologia Xavier di NVIDIA con funzionalità 30TOPS e QNX. Le auto cinesi possono anche contare su un sistema di rilevamento interno, in grado di riconoscere il volto del conducente, mentre le Tesla non hanno telecamere nell'abitacolo.

XMotors afferma dunque di usare per tutte le sue funzionalità avanzate la bellezza di 14 telecamere, 5 radar, 12 sensori U/S, 1 modulo GPS a doppia frequenza con RTK, un IMU ad alta precisione e mappe HD, mentre Tesla avrebbe dalla sua appena 8 telecamere, 1 radar, 12 sensori U/S, un GPS a singola frequenza e un IMU " a basso costo" secondo XMotors (il che può sembrare poco ma bisogna calcolare che gli uomini Tesla posso vantare un'ottimizzazione e una mole di dati "neurali" senza paragoni, motivo per cui può impiegare meno elementi). Come possono dunque due piattaforme hardware così diverse sfruttare un codice sorgente simile e magari "scopiazzato" qua e là?

XMotors ha anche ribadito di non esser venuta mai a conoscenza di codici sorgente Tesla, di non aver incoraggiato Cao al download, di non aver assunto l'ingegnere al fine di ottenere informazioni di questo genere, di non aver carpito mai alcuna informazione da Cao rispetto al mondo Tesla, di non aver beneficiato di alcuna informazione sottratta in modo fraudolento all'azienda californiana. L'appropriazione indebita di proprietà intellettuali, in ambito industriale per giunta, è una questione molto seria. Tesla ha investito centinaia di milioni di dollari nello sviluppo di Autopilot e ovviamente non vuole che un'azienda rivale ne sfrutti le potenzialità senza sforzi, alla luce dei fatti però sembrano esserci davvero poche prove di colpevolezza da parte della XMotors, che paga lo scotto di aver assunto un ex ingegnere Tesla.

Inoltre la Xpeng non è la sola società cinese ad avere software di assistenza alla guida di questo tipo, gli uomini di Elon Musk però si sono fiondati su di lei per via della questione Cao. L'uomo ha comunque commesso un errore madornale, non avrebbe dovuto scaricare il codice sorgente di Autopilot e di certo pagherà per questo, sarà però interessante vedere cosa decideranno i tribunali americani. Nel frattempo sappiamo tutti quanto Tesla sia in vantaggio dal punto di vista software, con Volkswagen che ha ammesso di rincorrere con non poca invidia, fra non molto però tutte le auto di nuova generazione avranno avanzati software di Guida Autonoma, anche oltre il livello 3, sarà sempre più difficile capire "chi ha ispirato chi". È però indubbio come Tesla abbia spianato la strada a un nuovo settore, un primato che mai nessuno riuscirà a togliere a Elon Musk e soci, pionieri ormai d'altri tempi.