Tesla e gli update software via internet: è legale aggiornare OTA?

Tesla è famosa per aggiornare spesso le sue auto over the air, via internet, migliorandole costantemente. Tutto questo però è legale?

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Chi conosce il mondo Tesla sa benissimo quale sia uno dei maggiori vantaggi dell'azienda di Elon Musk, una feature dal sapore futuristico che praticamente nessun concorrente ha ancora sviluppato e implementato alla stessa maniera: gli aggiornamenti software over-the-air. Grazie alla rete 4G integrata nelle auto americane, gli uomini di Musk possono apportare importanti modifiche, non solo andare a correggere errori e aggiungere funzionalità.
Basta un semplice update perché le Tesla riescano ad accelerare in maniera più scattante, a consumare meno e dunque a offrire maggiore autonomia, a raggiungere una velocità massima superiore e così via. Si va insomma a cambiare radicalmente l'esperienza utente, tutto questo però si può fare - dal punto di vista legale - su un'auto omologata? Si, è concesso, ma con dei limiti ben precisi. La pulce nell'orecchio ci è arrivata con la presentazione della nuova Volkswagen Golf 8, che non offrirà aggiornamenti OTA di primaria importanza e dovremo portare la vettura direttamente in officina per avere un nuovo software - gratuitamente. Online si potrà aggiornare l'interfaccia del sistema infotainment, per esempio, ottenere nuove funzioni minori o app, ma non avremo nessun miglioramento delle prestazioni, per intenderci. Per questo bisognerà andare in assistenza.

Una pratica borderline

Sembra infatti che Tesla stia giocando con un vuoto legislativo alquanto marcato, perché una volta omologata una determinata vettura - almeno in Europa - e ottenuto il certificato di conformità, non si potrebbero apportare modifiche sostanziali alle prestazioni tramite aggiornamenti software "fai da te". Ovviamente Tesla viene dalla "scuola americana", in cui vi è molta più flessibilità dal punto di vista legislativo, addirittura l'azienda americana modifica i dati relativi a velocità e autonomia di frequente sul proprio sito ufficiale, ogni volta che un modello viene migliorato (anche via OTA) o l'EPA conferma nuove autonomie. Da ormai 16 anni tutto viene perdonato all'azienda californiana per via della sua giovinezza, anche i nostri colleghi di TheDrive però hanno affrontato il discorso all'inizio di questo 2019, definendo i corposi aggiornamenti OTA di Tesla "illegali" in diverse zone del mondo.
Figurarsi in Europa, dove tutto è più stringente della media, come ci ha insegnato Autopilot. Se negli USA l'assistente alla guida di Tesla può esprimere tutto il suo potenziale, così come gli ingegneri lo hanno pensato, nel vecchio continente mancano molte funzioni e alcune autorizzate sono comunque limitate, pensiamo ad esempio all'angolo di sterzata automatica, decisamente castrato al di qua dell'oceano.

Un futuro ancora incerto

Volkswagen, che ha dotato la sua nuova Golf di tutte le ultime tecnologie e potrebbe perfettamente inviare nuovi aggiornamenti over-the-air per migliorare le prestazioni, ha preferito attenersi alle stringenti omologazioni UE e lasciare ai tecnici gli aggiornamenti software più tecnici delle vetture. Ogni update va di fatto a modificare la centralina generale e l'elettronica dell'auto, dunque per essere a norma al 100% è bene lasciare alle officine autorizzate l'aggiornamento. Inoltre questa non è certo una novità ma una pratica che i grandi costruttori europei fanno da anni.
Anche se il pubblico magari non lo sa, o non se ne accorge, ogni volta che una vettura di nuova generazione finisce in assistenza subisce comunque aggiornamenti software "dietro le quinte"; Tesla ha deciso di spettacolarizzare anche questo aspetto rilasciando videogiochi, funzioni di entertainment e altro assieme alle migliorie tecniche, ma di fatto gli update esistono già da anni nel settore automotive.

Se dunque sulla nuova Golf 8, così come su altre vetture di ultimissima generazione, non troverete gli aggiornamenti OTA "Tesla Style" non state comprando un'auto "vecchia", non al passo coi tempi, semplicemente gli update che l'azienda americana esegue di continuo andando a modificare esperienza di guida e prestazioni sarebbero formalmente al di fuori della legge in molti Paesi del mondo.

Perché le auto diventino come smartphone, interamente modificabili tramite semplici aggiornamenti software via internet, ci vorrà ancora del tempo, andranno colmati molti vuoti legislativi. Nel frattempo è possibile che qualcuno blocchi Tesla, se la questione diventasse di dominio pubblico (con polemiche, proteste, denunce e chissà cos'altro) l'azienda americana potrebbe solo fare un passo indietro ed evitare gli update più importanti, difficile però prevedere cosa accadrà nei prossimi anni. Ancora una volta Elon Musk si è dimostrato un po' troppo irruente nell'anticipare il futuro...