Tesla inaugura il 2022 fra record e ritardi: una notte sotto tono?

Tesla ha tenuto la consueta conferenza annuale fra record di incassi e ritardi imprevisti nella roadmap originale: ecco cos'è successo.

Tesla inaugura il 2022 fra record e ritardi: una notte sotto tono?
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La lunga serata con cui Tesla avrebbe inaugurato ufficialmente il suo 2022 è infine arrivata, così come promesso da Elon Musk. L'appuntamento del 26 gennaio, che per noi italiani si è svolto durante la notte per motivi di fuso orario, ha regalato ai fan del produttore californiano più conferme che novità vere e proprie, ha dato forma a rumor che serpeggiavano da settimane e a risultati finanziari oltre le migliori aspettative. Partiamo proprio da questi ultimi, dal racconto del quarto trimestre dell'anno appena passato, anche detto Q4 2021.
La società ha fatto registrare 17,7 miliardi di dollari di entrate e utili, con le azioni a 2,54 dollari (Non-GAAP). Tesla ha generato oltre 2 miliardi di dollari di profitti nel corso del Q4 2021 e di oltre 5,5 miliardi di dollari nel corso dell'intero anno.

Un anno Tesla da record sporcato dalla crisi

Cifre eccezionali per il "piccolo" produttore californiano, che nel Q4 2021 ha anche raggiunto un margine lordo del 30,6% sui suoi veicoli - che scende però a 29,2% calcolando i crediti normativi, comunque un risultato eccezionale guardando a come versa il settore automotive in tutto il mondo.

Ovviamente non abbiamo solo cifre: nella serata di Tesla si è parlato anche di Cybertruck e Semi. Come purtroppo immaginavamo, vista anche la scomparsa delle date di consegna dal sito ufficiale, il Tesla Cybertruck è stato ufficialmente rimandato a data da destinarsi. La società ha incolpato l'attuale situazione di emergenza per quanto riguarda l'approvvigionamento dei materiali e la crisi dei semiconduttori - fattori che rendono molto vaga la nuova roadmap del pick-up. La notte della presentazione, Elon Musk aveva promesso che il Cybertruck sarebbe arrivato a fine 2021, ora invece a inizio 2022 non abbiamo neppure una vaga idea di quando inizierà la produzione di massa, un passo indietro che gli utenti Tesla non meritavano di certo - soprattutto chi ha prenotato il pick-up elettrico due anni fa. Il CEO ha anche confermato che quest'anno, purtroppo, non verrà lanciato alcun nuovo veicolo, sempre a causa delle crisi che stanno investendo il settore. "Speriamo nel prossimo anno" ha detto infine Musk, il 2023 dunque potrebbe essere l'anno decisivo per il Cybertruck e per la nuova Tesla "economica" da 25.000 dollari - nel frattempo guardate come sarà il Cybertruck di serie.

Un 2022 di attesa

Nonostante i suddetti problemi di approvvigionamento, Tesla continua a spingere sulle sue motrici elettriche Semi: è stata infatti svelata una nuova flotta di veicoli commerciali pronta all'uso, anche in questo caso però non ci sono notizie sulla messa in produzione a pieno regime.

In Nevada l'azienda ha già iniziato ad assemblare un ristretto numeri di Semi, è in questo 2022 però che i veicoli verranno davvero consegnati agli acquirenti, e fra questi c'è anche Pepsi. Infine, per chiudere una serata galvanizzante per i risultati finanziari ma non troppo esaltante per le novità, Tesla ha confermato che la produzione della Model Y è iniziata ufficialmente presso il nuovo impianto Giga Texas. Si è partiti a fine 2021 e ora si attende solo l'ok finale delle autorità. Tesla ha così rispettato la promessa di avviare la catena di montaggio entro la fine del 2021, a oggi però ancora nessun cliente sembra aver ricevuto Model Y con VIN texano, le consegne potrebbero comunque partire a breve. Versa più o meno nella stessa situazione la Giga Berlin tedesca, prima fabbrica di Tesla in Europa. Il governo locale ha autorizzato la costruzione di 2.000 Model Y pre-serie, manca però l'ok finale per la produzione a pieno regime. Tuttavia qualche crossover con VIN tedesco è stato già avvistato, al suo interno però si possono trovare celle 2170, non le nuove 4680.

Per ora, ha confermato Tesla, le avanzate celle presentate al Battery Day 2020 saranno soltanto nelle Model Y costruite in Texas. I primi clienti europei a comprare la Model Y di Berlino dovranno dunque fare i conti con una tecnologia di certo funzionale ma di fatto già sorpassata. Che sia il caso di aspettare, prima di ordinare una Model Y Made in Germany?

Difficile dirlo, visto che già ora i tempi di consegna sono biblici. Per avere una Model Y tedesca con celle 4680 potrebbero passare un paio d'anni da oggi, dipende molto da quanta fretta avete di guidarne una. Di certo i tempi sono alquanto bui e la luce in fondo al tunnel è ancora lontana, e neppure un outsider come Tesla sembra riuscire a dribblare pienamente una situazione di stallo. Non resta che attendere fiduciosi.