Il Tesla Cybertruck sarà il primo passo falso di Elon Musk?

In Tesla, Elon Musk non ha sbagliato praticamente nulla, almeno sino al lancio del Cybertruck: il pick-up sarà un cortocircuito per l'azienda?

Il Tesla Cybertruck sarà il primo passo falso di Elon Musk?
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Dalla sua fondazione, avvenuta nel luglio del 2003, Tesla ha sbagliato davvero poche cose - applicando alla perfezione, passo dopo passo - il "grande piano" (Masterplan) di Elon Musk. Ovvero: iniziare a vendere una supercar (la Tesla Roadster) per generare profitti tali da sviluppare vetture premium di alta fascia (Tesla Model S e Tesla Model X), le quali a loro volta avrebbero finanziato vetture da commercializzare su larga scala.
Queste ultime sono ovviamente Tesla Model 3 e Tesla Model Y, due successi commerciali che ancora oggi dominano le classifiche di vendita in tutti i Paesi in cui Tesla è presente (la Tesla Model 3 è l'EV più venduta in Italia a novembre 2023). Il piano, arrivati a questo punto, non è certo finito: le vetture mass market avrebbero dovuto finanziare un modello ancora più compatto, così da rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti.
Parliamo della famosa Model 2 da 25.000 dollari, il cui nome è ancora fittizio e il cui sviluppo è ancora "in alto mare". Musk l'ha solo annunciata, poi però ha fatto spazio ad altro, a quello che potremmo definire "il cortocircuito" di Tesla: il Cybertruck. Un pick-up elettrico da quasi 6 metri di lunghezza era davvero ciò di cui aveva bisogno Tesla in questo preciso momento?

Un capriccio chiamato Cybertruck

Più che una reale necessità, il Tesla Cybertruck ci appare - oggi più che mai, dopo le prime consegne ai clienti americani - più un capriccio di Elon Musk che un reale bisogno del mercato. Possiamo tranquillamente sorvolare sul design del veicolo, anche se rispetto al resto della gamma Tesla va in tutt'altra direzione e genera una sorta di spaesamento.

Ciò che più ci colpisce sono le sue dimensioni, l'impossibilità di venderlo - di fatto - al di fuori di Stati Uniti e Canada, il suo peso e di conseguenza la sua efficienza, tutti elementi che vanno in controtendenza rispetto al lavoro fatto da Tesla dalla Roadster alla Model Y. Partiamo dal primo punto: il Tesla Cybertruck è un colossale pick-up elettrico lungo 5.680 mm, dunque quasi 6 metri, largo da 2.000 a 2.400 mm, alto 1.790 mm. Il peso a secco della variante AWD si attesta attorno ai 2.995 kg, mentre la variante top di gamma Cyberbeast arriva a 3.104 kg. Tale massa si deve anche alla mostruosa batteria che Tesla ha installato nel suo pianale, da 123 kWh a 800 V; per fare un veloce raffronto, la nuova Tesla Model 3 2024 a trazione posteriore monta una batteria da appena 57,5 kWh e promette fino a 400 km di autonomia. Il Cybertruck a trazione integrale arriva a 547 km dichiarati con una batteria grande più del doppio della berlina RWD, del resto i consumi sono di base molto più alti; se poi ci si aggiunge un traino, l'efficienza diminuisce ulteriormente, rendendo forse l'utilizzo del pick-up elettrico un po' più complicato. Tornando alle dimensioni, poi, al di fuori dei grandi spazi aperti presenti negli USA, in Canada e in Messico, gestire un veicolo simile (molto più simile a un furgone, formalmente) è alquanto difficile, in Europa non sapremmo neppure dove parcheggiarlo, in questo caso però il problema è stato strozzato sul nascere.

Niente Cybertruck in Europa

Per stessa ammissione di Tesla, infatti, molto probabilmente il Cybertruck non arriverà mai in Europa. Il mercato dei pick-up è realmente diffuso soltanto in Nord America, nel vecchio continente si vendono auto decisamente differenti. Anche SUV e Crossover muscolosi, ma quasi mai oltre i 5 metri e soprattutto non pick-up. Al di là della potenziale domanda, il più grande ostacolo sarebbe in ogni caso la regolamentazione europea, dove l'omologazione dei veicoli è più stringente rispetto al Nord America. Come ha detto giustamente Lars Moravy, Vice President of Vehicle Engineering di Tesla, in Europa è "richiesto un arrotondamento di 3,2 mm sulle parti sporgenti dell'auto", mentre il Cybertruck utilizza lastre di acciaio inossidabile da 1,4 mm.

Omologare un enorme e spigoloso pick-up da circa 3 tonnellate realizzato in acciaio è praticamente impossibile per Tesla, dunque tutto il mercato europeo (e forse non solo) è tagliato fuori dalla commercializzazione: soldi che vanno in fumo. Il terzo punto della nostra analisi poi è quello più "doloroso", moralmente parlando: il mondo sta cercando in tutti i modi di generare meno emissioni di CO2 possibili, per questo motivo sta puntando anche sulla mobilità elettrica - che ha effetti benefici solo quando i veicoli sono leggeri ed efficienti, dunque quando con una batteria di piccole o medie dimensioni si percorrono centinaia e centinaia di chilometri. Il Cybertruck va esattamente nella direzione opposta, là dove molti iniziano a evitare di andare: gli enormi SUV inquinanti stanno diventando sempre più "fuori moda", qualcuno vorrebbe addirittura escluderli dalla Patente B, oppure fargli pagare tasse extra nei centri cittadini.

Per rimanere negli USA, il recente Hummer EV ha attirato parecchie critiche a causa della sua scarsa efficienza: ricaricare la sua batteria da 200 kWh per percorrere 560 km può arrivare a costare quasi 200 euro. Tesla non è arrivata a questi livelli, e riesce a essere un tantino più efficiente, il Cybertruck è in ogni caso un veicolo gigantesco che ha bisogno di tantissima energia elettrica per funzionare, la stessa che alimenterebbe decine di abitazioni per una settimana, forse non proprio il modello perfetto da lanciare nel 2023 quando governi e industria stanno cercando in tutti i modi di decarbonizzare il pianeta.

Tempismo imperfetto

Sia chiaro, anche il Tesla Cybertruck ha sorbito i suoi effetti positivi: dopo l'annuncio a fine 2019, altri colossi dell'automotive si sono lanciati nella creazione di pick-up elettrici al fine di convertire la difficile platea americana.

Pensiamo a veicoli come il Ford F-150 Lightning visto dal vivo a Torino, il suddetto Hummer EV, il Rivian R1T, tutti modelli che però stanno vendendo pochissimo anche per via dei prezzi di gran lunga superiori alle controparti termiche (negli USA i grandi pick-up elettrici sono un flop). Se le BEV sono praticamente ovunque nei grandi centri della West e della East Coast, il cuore centrale dell'America che utilizza maggiormente i pick-up è probabilmente lo zoccolo di popolazione più duro da convincere a fare il salto all'elettrico. Parliamo di gente che molto spesso sovralimenta i propri pick-up a gasolio per produrre appositamente fumo nero quando si schiaccia l'acceleratore, altro che salvaguardia dell'ambiente. Persone che per protesta contro i parcheggi riservati alla ricarica degli EV hanno parcheggiato per anni i loro pick-up di traverso per non permettere l'accesso alle elettriche bisognose di energia. Presto o tardi anche per Tesla sarebbe arrivato il momento di lanciare un pick-up elettrico, ciò che contestiamo è il momento: Elon Musk avrebbe forse fatto meglio a concentrare le sue energie sulla Tesla compatta negli ultimi 4 anni, un modello da vendere in tutto il mondo a prezzi accessibili, per poi magari passare a un gigantesco transatlantico da offrire a una platea più abituata alla mobilità elettrica.
Neanche a dire che lo sviluppo del Cybertruck sia stato semplice, e che dunque Musk e soci abbiano voluto togliersi questo sfizio per poi passare subito ad altro: la lavorazione del pick-up è stata un incubo per Tesla, per i pesi e per la carrozzeria in acciaio, motivo per cui è arrivato sul mercato solo 4 anni dopo la sua presentazione.

In un periodo storico in cui gli automobilisti chiedono a gran voce elettriche accessibili e compatte per viaggiare a zero emissioni in città, Tesla ha scelto di andare nella direzione opposta per un desiderio del suo CEO, che ora potrebbe collezionare il primo passo falso in anni di incredibili traguardi e scommesse impossibili (tutte praticamente vinte). È vero che il Cybertruck ha già ordini vicini ai 2 milioni, bisognerà vedere però quante persone confermeranno davvero l'acquisto e quanto tempo impiegherà Tesla a portare a regime la produzione; chissà di quanti milioni avremmo parlato con una ipotetica Tesla Model 2 venduta allo stesso prezzo della nuova Citroen e-C3. Lo sapremo soltanto fra qualche anno, nella speranza che non sia troppo tardi per la grande T.