Tasse sulla benzina al 71%: la situazione fra scioperi e petrolio a picco

Il prezzo del petrolio è a picco, lo stesso però non si può dire di benzina e diesel, carburanti martoriati dalle tasse. Analizziamo la situazione.

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Come molti altri settori, purtroppo, anche quello dei carburanti è stato messo in ginocchio dal lockdown relativo al Coronavirus. Il prezzo della benzina è infatti in picchiata libera, ormai al Self Service un litro di verde si può trovare al di sotto di 1,4 euro. A dirlo sono i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha attestato come il prezzo della verde Fai da Te in Italia sia arrivato in media a 1,362 euro/litro, ancora in calo rispetto all'1,374 della scorsa settimana (4-10 maggio 2020). Il gasolio invece è sceso a 1,252 euro/litro secondo la media nazionale, opposto all'1,267 euro/litro dello scorso 4 maggio. Nonostante la Fase 2 dunque il prezzo alla pompa continua a scendere, forse però non abbastanza, fra polemiche e manifestazioni.

Un settore in subbuglio

L'intero settore della distribuzione è in pieno subbuglio, dalle 22:00 di ieri 12 maggio le stazioni autostradali hanno chiuso i battenti - che resteranno serrati fino alle 22:00 del 14 maggio. I rappresentanti di categoria denunciano un preoccupante silenzio del Governo in merito agli aiuti economici e rispetto alle condizioni igienico-sanitarie dei dipendenti, che a oggi non avrebbero ancora ricevuto dispositivi adeguati per proteggersi dal COVID-19 nelle ore di lavoro - secondo quanto si legge nelle note ufficiali.

Al di là degli scioperi, non mancano comunque le polemiche relative al prezzo del petrolio e a quello dei carburanti "venduti al dettaglio", che calano a velocità differenti. Contro questo fenomeno paradossale si è scagliato il Codacons, che ha sottolineato come il -74% delle quotazioni al barile non combacino assolutamente con i -11%/-12% dei carburanti sulla rete. Il dito è puntato ovviamente contro le tasse anziché i distributori veri e propri, che hanno in ogni caso margini risicati per ritoccare in modo sensibile i prezzi. Sul prezzo attuale di 1,362 euro al litro, le accise si prendono 0,728 euro, mentre l'IVA corrisponde a 0,245 euro.

Parliamo del 71% del prezzo finale (cifre ufficiali pubblicate da ANSA.it) che si trasforma magicamente in tasse. Significa che su 1,362 euro che paghiamo al distributore per ogni litro di benzina, 0,973 euro sono tasse, mentre il bene di consumo viene pagato appena 0,389 euro - cifra dentro cui deve starci anche il margine di guadagno della compagnia che vende il carburante. Con il gasolio la situazione è un po' più morbida ma comunque rilevante: il 63% del prezzo finale diventa tasse.

Risolvere un rebus complicato

Una situazione simile farebbe davvero venir voglia di acquistare un'auto elettrica nel giro di un pomeriggio, anche su questo fronte però c'è chi intravede nuvole nere all'orizzonte. Con la vendita di carburanti in fase decisamente calante, diminuiscono anche le entrate generate da accise e IVA, c'è dunque chi è pronto a scommettere in corpose revisioni del prezzo dell'energia elettrica - che ovviamente potrebbero mandare a monte tutti i vantaggi relativi all'acquisto di una BEV (auto elettrica a batteria).

Oltre il danno, dietro l'angolo potrebbe dunque anche esserci la beffa, poiché magari abbiamo speso 10-12.000 euro in più per acquistare una variante elettrica rispetto a una tradizionale versione a benzina. Il Coronavirus dunque non ha fatto che accentuare tutta l'incertezza che già aleggiava sul mercato automotive da tempo, che il futuro degli spostamenti sia davvero la micromobilità? Almeno a livello urbano. Oppure l'energia auto-prodotta grazie ai pannelli fotovoltaici? È comunque presto per rispondere, aspettiamo almeno la fine dell'emergenza COVID-19 per tirare qualche somma, il 2020 in ogni caso sarà un anno di svolta, anche se ancora non sappiamo quale.