Stop ai diesel Euro 3 e 4 nel Nord Italia: l'era del gasolio è al capolinea?

Da oggi 1 ottobre scattano in Nord Italia i blocchi ai motori diesel Euro 3 ma non solo: vediamo regione per regione cosa sta succedendo.

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Per decenni, il mondo dell'auto è stato diviso in due metà quasi perfette: la prima alimentata dalla classica benzina, performante e potenzialmente "pulita", la seconda dal diesel, sinonimo di motori più durevoli e meno avidi di consumi, ma propensi a inquinare maggiormente.
Due vere e proprie scuole di pensiero, due fazioni, quasi due "modi di vivere" paralleli, che da tempo ormai hanno visto arrivare nuovi concorrenti su piazza. Pensiamo al gpl, al metano, alle soluzioni ibride, persino all'idrogeno e all'elettricità, con quest'ultima in pole position per accaparrarsi il prossimo futuro.
Marchi come Smart ad esempio hanno già annunciato lo stop alla produzione dei classici motori a scoppio, per tuffarsi a pesce soltanto sull'elettrico già dal 2020, così Volkswagen, che a partire dal 2025 vuole piazzare 1 milione di auto elettriche all'anno.
La questione è anche legale, non solo pratica, con Paesi come la Norvegia che hanno già annunciato il divieto di vendita di motori benzina e diesel a partire dal 2025, con la stessa Italia che segue a ruota dal 2040.
Non stupisce dunque il blocco attivo da oggi nel nord del nostro Paese, che coinvolge più di 1,1 milioni di autovetture diesel. Solo l'inizio di un cambiamento forse inarrestabile.

Fra regole e caos

L'Emilia Romagna, il Piemonte, la Lombardia e il Veneto hanno detto stop ai veicoli diesel più inquinanti, ovvero fino agli Euro 3, con regole che possono toccare anche gli Euro 4 e gli Euro 5 in determinate zone, creando non poco caos e dubbi fra gli automobilisti.
Partiamo da Torino, la città più severa rispetto ai motori diesel e allo stesso tempo "la più inquinata d'Europa" secondo Legambiente: oltre agli Euro 3, il municipio ha intenzione di bloccare gli Euro 4 merci nel caso in cui l'allerta arancione, nel sistema che determina la qualità dell'aria, venga oltrepassato per 4 giorni consecutivi.
Blocco anche per gli Euro 5 in caso venga raggiunto l'allerta viola, si tratta però di un provvedimento del solo comune, che verrà discusso giovedì prossimo e che ha fatto slittare di una settimana lo scatto del blocco in tutta la regione. Torino è forse l'emblema di un provvedimento alquanto frammentato in tutto il Nord Italia, con regole che variano da regione a regione.
In Emilia Romagna ad esempio, lo stop riguarda i diesel Euro 3 ed Euro 4, i benzina Euro 1 ed Euro 0 da oggi 1 ottobre 2018 al 31 marzo 2019, molte persone infatti saranno costrette a cambiare auto, motivo per cui la regione ha stanziato diversi incentivi. Fino a 10.000 euro per la rottamazione dei veicoli commerciali, mentre chi acquista un'auto ibrida può usufruire di un contributo fino a 191 euro annui per tre anni; esenti dal blocco quelle persone che si spostano per emergenza e assistenza, chi ha dei bambini da accompagnare a scuola, i lavoratori turnisti, chi condivide la propria auto e ha almeno 3 persone a bordo (in totale), chi ha un reddito ISEE annuo inferiore a 14.000 euro.

Un mercato che cambia

Nessun blocco Euro 4 in Lombardia, invece, dove devono restare in garage soltanto i diesel Euro 3 e inferiori, insieme alle auto benzina Euro 2. Per quanto riguarda il Veneto, fermi i veicoli diesel Euro 3 e inferiori, i benzina Euro 1 ed Euro 0. In queste regioni sono esenti i mezzi pubblici, gli artigiani, i medici, chi lavora o vive in zone mal collegate dai trasporti pubblici e chi è provvisto di tagliando "disabili", attenzione però perché queste categorie possono variare da comune a comune.
Anche gli orari sono diversi da regione a regione, in Lombardia il blocco va dalle 7:30 alle 19:30 (festivi esclusi), in Emilia Romagna si va dalle 8:30 alle 18:30 nei giorni feriali e la prima domenica del mese, in Veneto dalle 8:30 alle 18:30 nei giorni feriali, in Piemonte invece il blocco vige tutto l'anno 24 ore al giorno per i diesel Euro 0, i diesel Euro 1 ed Euro 2 per un anno dalle 8:00 alle 19:00, stessi orari dei diesel Euro 3 ma soltanto fino al 31 marzo 2019.

La situazione, dunque, non è delle più chiare, la sola certezza è che gli italiani dovranno dimenticare - e in fretta - la loro passione per i motori diesel. Nonostante l'avanzare dell'elettricità, comunque ancora indietro per quanto riguarda costi e infrastrutture nel nostro Paese, gli stop alle produzioni e quant'altro, il 2017 ha comunque segnato un +3,8% nelle nuove immatricolazioni di auto diesel, che hanno toccato una quota di mercato pari al 57%.
Questo per via dei consumi ridotti e del prezzo della benzina, sempre superiore di qualche centesimo ogni litro, senza contare gli incentivi dei costruttori che offrono a oggi anche fino a 9.000 euro di sconti per l'acquisto di nuove vetture diesel. Offerte che, per molti, si stanno rivelando armi a doppio taglio.