Seggiolini anti-abbandono nel caos: una legge da rimandare?

Dal 7 novembre 2019 siamo obbligati a usare seggiolini anti-abbandono per tutti i bambini al di sotto dei 4 anni di età, regna però ancora il caos.

speciale Seggiolini anti-abbandono nel caos: una legge da rimandare?
Articolo a cura di

Nella giornata del 7 novembre 2019 è scattato, in tutta la penisola italiana, il nuovo obbligo relativo ai seggiolini anti-abbandono per i bambini con meno di quattro anni d'età, dall'alto però il quadro generale sembra quantomai caotico, motivo per cui le associazioni dei consumatori che si occupano soprattutto delle famiglie hanno già richiesto una moratoria per l'applicazione delle sanzioni previste. Ma procediamo con ordine, cerchiamo di capire una volta per tutte cosa prevede la nuova legge e cosa si rischia nel caso in cui non ci si adegui nel più breve tempo possibile.
A partire dal 1998 sono stati 8 i casi accertati in cui dei bambini dimenticati in auto hanno purtroppo perso la vita, l'ultimo nel 2017, l'evento che poi ha scatenato il dibattito politico e ha portato a questo nuovo obbligo nel 2019. Obbligo che prevede la dotazione da parte dei genitori di nuovi seggiolini smart in auto, in grado di comunicare con lo smartphone, oppure di cuscini e altri dispositivi intelligenti che mettano in regola i seggiolini classici.

Il nodo della questione

Non sempre, dunque, è necessario acquistare un nuovo seggiolino per intero, sono molti i dispositivi in grado di riadattare i classici, con prezzi che variano solitamente da 35 a 80 euro. Cifre ridicole se paragonate alle sanzioni previste: venire pizzicati dalla Polizia Stradale senza seggiolino smart significa oggi incappare in una multa fino a 326 euro e la perdita di 5 punti sulla patente.
Della legge si parla ormai da oltre un anno, perché dunque le associazioni dei consumatori - Forum Famiglie in primis - chiedono una moratoria e tempo aggiuntivo per la messa in regola? Il nodo della questione sono i mancati incentivi promessi dal Governo, a proposito dei quali si conoscono pochissime informazioni e nessuno sa come accedervi. Inoltre tutti i dispositivi per essere regolari devono essere "a norma" e c'è caos anche su questo fronte, con gli stessi rivenditori che hanno acquistato pochissime scorte poiché incapaci di capire quali modelli fossero omologati secondo il Governo e quali no.
Secondo l'Aci, il provvedimento riguarda 1,8 milioni di bambini al di sotto dei 4 anni di età, i seggiolini/dispositivi smart disponibili alla vendita sarebbero invece soltanto 250.000, siamo dunque di fronte a un chiaro problema logistico.

Nulla è immediato

Nel frattempo il Ministro Paola De Micheli ha cercato di chiarire la situazione, confermando inoltre di essere disponibile a ritardare l'emissione delle sanzioni, partite di fatto assieme all'obbligo il 7 novembre. "Le sanzioni previste dalla legge 117 sono scattate insieme all'obbligo, per concedere una proroga bisognerà fare un nuovo intervento di legge, dunque inserire l'emendamento in un nuovo decreto da votare in Parlamento" ha detto la De Micheli. Non è quindi un processo così immediato, ci vorrà pazienza.

Nel frattempo sempre l'Aci, per bocca del suo presidente Geronimo La Russa, ha detto che sarebbe stato meglio far partire il provvedimento il 6 marzo 2020, così da lasciare il tempo a "produttori, venditori e utenti di attrezzarsi in maniera adeguata". Al momento abbiamo dunque poche certezze, molta confusione, con diverse polemiche che infuriano su vari canali: dalla messa in discussione dell'intero provvedimento, poiché si va a condizionare la vita di milioni di famiglie a fronte di 8 casi di cronaca in 21 anni, alla suddetta proroga delle sanzioni, che di fatto sposterebbe anche la necessità dell'obbligo. Come sempre, continueremo a seguire la vicenda con attenzione, poiché riguarda milioni di automobilisti.