Roma blocca i motori diesel Euro 6: fermato il mostro sbagliato?

Il Comune di Roma ha deciso, in questi giorni di allerta smog, di bloccare i motori diesel fino a Euro 6 e i benzina fino a Euro 2. Giusto o sbagliato?

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Il 2020 delle maggiori città italiane è purtroppo iniziato sotto una coltre di smog davvero allarmante, anche a causa del freddo che sta facendo girare senza sosta gli impianti di riscaldamento. I dati dei vari enti che tengono sotto controllo l'aria che respiriamo hanno spinto alcuni amministratori a bloccare il traffico in maniera corposa, come a Roma ad esempio, che anche oggi 15 gennaio e domani 16 sarà impossibile circolare con auto benzina fino a Euro 2 e a diesel fino a Euro 6.
Un provvedimento che sta facendo discutere e su cui anche noi vogliamo dire la nostra, perché bloccare anche le nuove vetture a gasolio Euro 6 potrebbe essere una soluzione totalmente inefficace, superflua, capace di creare soltanto disagi ai cittadini. Cerchiamo di capire perché.

Giusto bloccare i motori diesel Euro 6?

Sono ormai anni che varie amministrazioni (non solo italiane eh) ce l'hanno con il gasolio e i relativi motori, accusati di essere tremendamente inquinanti. Questo allarmismo, spesso ingiustificato, sta facendo calare a picco le vendite delle nuove motorizzazioni diesel, con diversi produttori che hanno già deciso di cancellare l'alimentazione dai loro listini. Del resto non è la prima volta che parliamo di questo enorme "misunderstanding", che colpevolizza anche motori che hanno emissioni pari se non inferiori alle controparti a benzina. Ebbene con i diesel Euro 6 (dal 2014) sta accadendo la medesima "follia", poiché parliamo di propulsori che per la prima volta nella storia sono riusciti praticamente a pareggiare le emissioni dei "colleghi" a benzina in quanto ad agenti NOx, sigla che raccoglie tutti gli ossidi di azoto e le loro miscele.

Parlando di polveri sottili PM invece, è addirittura dalla certificazione Euro 3 (2000) che le emissioni del gasolio tendono allo zero, quasi nulle con l'Euro 6. Euro 6 che vanta il 95% in meno di agenti NOx rispetto all'Euro 0, il 96% in meno di polveri sottili.
Dunque si fa davvero fatica a comprendere ordinanze come quelle proposte nelle ultime ore dal Comune di Roma, l'ipotesi che ci si accanisca sul diesel solo per partito preso, perché "per sentito dire" è il carburante più inquinante, è purtroppo realistica.

Soluzioni alternative?

Chiaramente, ci teniamo a specificarlo, non siamo contro alcuna amministrazione, né "partigiani" di un carburante anziché un altro, ci atteniamo soltanto ai fatti. Di conseguenza commentiamo un'ordinanza che nel caso specifico porta davvero disagi superflui alla popolazione. Anzi critiche come questa dovrebbero servire agli amministratori per correggere il tiro nel prossimo futuro, evitando soluzioni che potremmo definire "superficiali".
Un blocco fino ai motori diesel Euro 3 può anche essere ragionevole, tanto che nella Fascia Verde romana lo stop è attivo tutto l'anno; in condizioni di emergenza si può arrivare agli Euro 4, anche se con gli Euro 5 le differenze sono marginali, ma bloccare i nuovi propulsori a gasolio Euro 6 è uno sbaglio in piena regola, senza possibilità di appello.

Bisognerebbe bloccare anche le auto a benzina Euro 6, che più o meno hanno le medesime emissioni NOx, cosa che invece non accade perché considerate vetture meno inquinanti. Una soluzione alternativa sarebbe regolamentare in modo più efficiente l'utilizzo delle caldaie per il riscaldamento, che secondo i dati del 2015 hanno generato 3.105 tonnellate di PM10. Il traffico cittadino? 1.021 tonnellate, un terzo quasi esatto. Si potrebbe poi pensare a incentivi per il ricambio del parco auto cittadino, che a Roma ha una media di anzianità di 12,4 anni, andando così a sostituire le vecchie (e sì inquinanti) alimentazioni con le più efficienti nuove... se però si bloccano anche queste, il sistema va totalmente in tilt. Qualcosa che una capitale europea non può e non deve permettersi.