Quale impianto fotovoltaico scegliere per l'auto elettrica? Prezzi e kW

Creare un impianto fotovoltaico per l'alimentazione della casa e dell'auto elettrica può essere una soluzione fantastica, ma quanto costa? Cosa scegliere?

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La mobilità elettrica è ormai sulla bocca di tutti, sul mercato stanno finalmente arrivando modelli di tutti i prezzi e segmenti, inoltre i lavori sulle infrastrutture stanno portando colonnine di ricarica veloce a macchia di leopardo su tutto il territorio italiano ed europeo, preparando il terreno per uno switch di massa. Al di là della curiosità attorno alla nuova tecnologia elettrica, passare a un'auto a zero emissioni è cosa buona e giusta anche nei confronti dell'ambiente, soprattutto se si vive in una grande città.
Questo a patto che l'energia per la ricarica provenga da fonti rinnovabili certo, cosa che diversi distributori stanno già offrendo al pubblico, la migliore formula per il mantenimento di un'auto elettrica è però avere in casa un impianto fotovoltaico privato.
Con pannelli propri, si è capaci di azzerare i costi dell'energia necessaria alla marcia dell'auto elettrica, a seconda dell'impianto e del consumo è addirittura possibile cedere alla rete parte della produzione, il che rende un autentico capolavoro l'intero investimento. Ma quanto costa un impianto fotovoltaico utile al mantenimento di casa ed EV? Quali sono gli elementi fondamentali di un progetto simile? Proviamo a fare chiarezza.

Di quanti kW ho bisogno?

Partiamo da una domanda semplice: l'impianto fotovoltaico utile a caricare anche l'auto elettrica di quanti kW deve predisporre? In realtà non c'è una potenza minima, anche con un semplice impianto da 3-4 kW si può collegare la vettura, cosa cambia però sono i tempi di ricarica. Se con 3 kW ricarichiamo, per ipotesi, in 9-10 ore, passare a un impianto da 6-7 kW permette di fare il tutto nella metà del tempo, 4-5 ore, purché l'auto sia compatibile - e con gli ultimi modelli non avrete certo problemi.
Parliamo di ricarica in corrente alternata AC, per tempi ancora più stretti bisogna comunque fare affidamento alle colonnine pubbliche a corrente continua DC, da 11 kW a 250 kW. Il consiglio dunque, anche per essere preparati per gli anni a venire, è creare un impianto fotovoltaico da almeno 6-7 kW, così da alimentare senza problemi casa e auto elettrica in tempi accettabili. Per EV con batteria superiore ai 50 kWh è una scelta quasi obbligata, per non incappare in tempi di ricarica biblici.

Inverter e batteria

Per ottenere risultati ottimizzati, e capire quanta energia sia in grado di immagazzinare un impianto a energia solare, è bene fare attenzione alla latitudine in cui si vive, all'orientamento e l'inclinazione del tetto, dello spazio a disposizione per l'allocazione dei pannelli, qual è il consumo medio della propria abitazione in relazione agli occupanti. Tutti dettagli che possono essere discussi insieme a un installatore professionista in fase di preventivo. Ma che tipo di impianto è meglio installare?
Il nostro consiglio è di affidarsi a un inverter con batteria di accumulo, con la corrente prodotta che - dopo un primo passaggio in contatore - viene trasformata da continua ad alternata per l'utilizzo quotidiano. Subito dopo la stessa energia viene stoccata in una batteria, che poi la consegna in modo automatico in base alle necessità - dando comunque priorità all'utilizzo in tempo reale.

A batteria completamente carica e impianto a pieno regime, l'energia in più viene venduta alla rete, al contrario quando la produzione è ferma (di notte ad esempio) la corrente rimane a disposizione dell'abitazione e - eventualmente - dell'automobile. Nel caso in cui l'accumulatore principale si scarichi del tutto, il sistema può prendere energia dalla rete centrale, il rischio di rimanere "a secco" è dunque nullo.
Quest'ultima è ovviamente energia che verrà regolarmente pagata al gestore, grazie alla corrente ceduta durante il giorno però ci sarà un ottimo bilanciamento di costi. Nel prossimo futuro, nei sogni di Nissan, potrebbe essere la stessa batteria dell'auto a funzionare da accumulatore centrale per l'impianto fotovoltaico, la tecnologia V2G (Vehicle-to-Grid) è attualmente in fase di sperimentazione in Italia e potrebbe raggiungere il mercato nei prossimi anni.

Costi e detrazioni

Ma parliamo di costi. Difficile darvi un'idea precisa, i prezzi variano ovviamente in base al numero di pannelli solari, alla loro qualità, al tipo di inverter scelto e alla capacità della batteria di accumulo, il consiglio è dunque quello di rivolgersi a un installatore per un preventivo dettagliato. Possiamo però darvi un'idea generale: solitamente un impianto da 7 kW può costare attorno ai 14.000 euro IVA del 10% inclusa, è però possibile ottenere qualche sconto con gli incentivi statali o regionali riservati al fotovoltaico. Secondo l'Osservatorio FER ANIE, su un impianto da 3 KW è possibile risparmiare in media (e in totale) 3.000-4.000 euro, 300-400 euro l'anno.
Bisogna poi scegliere una batteria adeguata: ipotizzando un accumulatore da 14 kWh si deve aggiungere al conto altri 4.500 euro circa, spese di installazione e centralina di controllo escluse. Su questo fronte è molto interessante la batteria creata da Tesla per gli impianti casalinghi, in grado di dialogare con l'inverter, i pannelli e la rete di distribuzione, in pratica un pacchetto completo "All inclusive", che costa però 6.000 euro e richiede l'aggiunta di un inverter smart dal costo di altri 2.500 euro.

In totale, si arriva dunque attorno ai 20.000-22.000 euro, senza spese di installazione; lavori comunque detraibili dall'Irpef per il 50% nel 2019 e il 36% negli anni successivi. Un investimento a lungo termine a tutti gli effetti, con una produzione annuale di energia che si aggira in media attorno ai 7.700 kWh al Nord Italia, 8.750 kWh al centro e 9.450 al sud. Se avete qualche esperienza in merito, o state meditando l'installazione di un impianto fotovoltaico, fatecelo pure sapere nei commenti in basso.