Plug-in, Full o Mild Hybrid: quale auto ibrida comprare?

Quale auto ibrida comprare? Una Plug-in, una Full, una Micro oppure una Mild Hybrid? Cerchiamo di fare chiarezza.

Plug-in, Full o Mild Hybrid: quale auto ibrida comprare?
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Le auto ibride stanno certamente ottenendo un grande successo commerciale, anche perché rappresentano l'anello di congiunzione fra le auto tradizionali e le 100% elettriche, con queste ultime ancora complicate da gestire per via delle poche colonnine disponibili nel nostro Paese. Tuttavia non esiste una sola tecnologia ibrida, come vi abbiamo spiegato tempo fa in uno speciale dedicato, possiamo differenziarne almeno quattro, che elenchiamo in ordine di efficienza: Micro Hybrid, Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-in Hybrid. In questa sede però non vogliamo spiegarvi cosa differenzia le quattro tecnologie perché lo abbiamo già fatto nell'articolo sopracitato, vogliamo fare un passetto in più e consigliarvi quale delle tecnologie acquistare in base a diverse esigenze. Partiamo dal Micro Hybrid: si tratta della tecnologia meno costosa, solitamente implementata su piccole city car e utilitarie. La troviamo ad esempio a bordo delle nuove Fiat Panda Hybrid e Fiat 500 Hybrid, anche la Suzuki SWIFT Hybrid sfrutta questa soluzione. Persino Renault ha scelto il Micro Hybrid per la sua nuova Arkana TCe a benzina.

Auto Micro Hybrid

Un impianto Micro Hybrid non è molto invasivo, solitamente aggiunge soltanto una cinghia/starter da 12 V al motore termico e non porta grandissimi vantaggi a livello pratico. Sia dal punto di vista dei consumi che da quello delle emissioni, il 12 V porta pochi benefici però può essere utile per accedere a incentivi e vantaggi green. È una soluzione che tendiamo a consigliare soltanto a chi possiede un budget limitato, poiché le altre tecnologie sono sì più efficienti ma anche più costose, e a chi utilizza il proprio veicolo per percorrere pochi chilometri l'anno. Il "secondo step di prezzo" è rappresentato infatti dal Mild Hybrid: in questo caso l'intero sistema elettrico è da 48 V e porta qualche vantaggio aggiuntivo in termini di start/stop, accelerazione elettrica da fermi (con diversi Nm di coppia aggiuntivi), in fase di veleggio e di recupero dell'energia in fase di frenata. È una delle soluzioni più diffuse e garantisce solitamente un buon rapporto qualità/prezzo, con vantaggi leggermente maggiori rispetto a consumi ed emissioni; se il modello che avete adocchiato offre questa tecnologia, potrebbe essere un buon modo per entrare nel mondo ibrido senza dar fondo al portafogli.

La vera esperienza ibrida

Con un budget superiore ai 30.000 euro, la musica cambia radicalmente. Full Hybrid e Plug-in Hybrid rappresentano la vera esperienza ibrida, grazie a modelli che integrano anche un motore elettrico autonomo oltre a quello termico. Il Full Hybrid è meno costoso e richiede il motore termico quasi sempre in funzione, poiché questo sistema non prevede batterie sufficienti a percorrere decine e decine di chilometri in Full Electric. È la soluzione migliore se vivete in appartamento e non avete accesso a un box con ricarica, oppure a un vialetto privato e così via.

Il Full Hybrid garantisce estrema silenziosità in città e abbatte in maniera sensibile emissioni e consumi a bassi regimi - a regimi più alti subentra il motore termico e dunque poi dipende tutto dalla motorizzazione che avete scelto. L'ultima vettura dotata di questa tecnologia che abbiamo guidato è stata la nuova Hyundai Tucson 2021, un modello che offre un comfort di guida eccellente. Sono molti però i modelli che arrivano sul mercato con questa soluzione, anche la Renault Arkana E-Tech presentata ufficialmente ieri 22 marzo 2021 sarà Full Hybrid, una versione certamente più interessante della normale TCe.

Attenzione al Plug-in Hybrid

Arriviamo così a parlare del Plug-in Hybrid, tecnologia dopo la quale si arriva al 100% elettrico. Rispetto al Full Hybrid, abbiamo in genere motori elettrici leggermente più potenti e batterie agli ioni di litio sufficienti a percorrere decine di km, i migliori modelli oggi arrivano anche a 70 km di autonomia WLTP (come la nuova Mercedes-Benz Classe B 250 EQ che stiamo provando proprio in questi giorni, restate "sintonizzati" perché a breve arriveranno diversi articoli a riguardo). Una Plug-in Hybrid permette di spegnere totalmente il motore termico e viaggiare in elettrico, abbattendo di fatto consumi di carburante ed emissioni di CO2. Attenzione però: modelli di questo tipo richiedono almeno una ricarica della batteria al giorno, se utilizzate costantemente la vostra auto, altrimenti diventano vetture termiche come tutte le altre. Consigliamo dunque questa tecnologia esclusivamente a chi possiede un garage, dove installare una wallbox, o a chi può aggiungere una piccola colonnina nel vialetto di casa, magari anche collegata a un impianto fotovoltaico.

Le colonnine pubbliche sono ancora poche e costose, una ricarica completa inoltre può durare anche 4-5 ore (e non è possibile lasciare una vettura collegata per un'intera notte a una colonnina pubblica perché scattano tariffe extra, bisogna spostarla a ricarica conclusa), senza la ricarica casalinga dunque una Plug-in Hybrid può diventare scomoda e frustrante. Avendo invece il giusto budget e uno spazio privato dove ricaricarla quotidianamente, un'auto di questo tipo è perfetta per abbattere i costi del carburante. In città potete muovervi tranquillamente a zero emissioni, mentre per i lunghi viaggi potete affidarvi alla classica benzina. Se avete domande in merito all'argomento "tecnologie ibride" scrivete pure nei commenti in basso, vi risponderemo nel più breve tempo possibile.