Pick-up contro Tesla ed EV: alle origini di un fenomeno fuori dal tempo

Negli USA continua la guerra senza cervello fra pick-up, Tesla ed EV in generale: alle origini di una battaglia fuori tempo massimo.

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Il mondo dell'automotive sta cambiando in fretta, l'ingresso a gamba tesa sul mercato delle auto elettriche ha creato moltissimi dubbi e tanta confusione. Le nuove tecnologie però hanno generato anche tanta sana concorrenza fra i maggiori produttori del mercato, spingendo persino i governi dei principali Paesi (soprattutto europei) a collaborare e stringere accordi comuni, per la costruzione di nuove infrastrutture e impianti.
Al di là del fermento, sia fra gli utenti che fra i brand più prestigiosi, si è però venuto a creare anche un fenomeno preoccupante che forse ci racconta più di quanto di quanto vorrebbe. La perfetta metafora di un mondo fatto di leoni da tastiera (che si trasformano poi in leoni da acceleratore sulle strade), in cui l'odio verso gli altri è stato ormai sdoganato anche ai livelli governativi più alti, con il popolo che si sente in diritto di abbandonare qualsiasi freno inibitore, sia sui social network che nella vita reale.
Parliamo della guerra senza quartiere che sta avvenendo negli USA fra proprietari di grossi e ingombranti pick-up e conducenti Tesla, chiamata ormai Coal Rolling - dalla moda che molti automobilisti hanno di modificare il proprio veicolo per sprigionare fumo nero dai loro scarichi.

Hit & Run

La storia ha inizio nell'autunno del 2018, quando alcuni proprietari di pick-up iniziano a occupare negli USA, in segno di protesta, gli stalli riservati alla ricarica delle Tesla. Parliamo delle famose stazioni Supercharger, molto diffuse negli Stati Uniti come nel vecchio continente, costruite da Elon Musk e soci per fornire un servizio di ricarica ad alta velocità ai propri clienti.
Al grido di protesta "F*ck Tesla", neppure poi troppo elaborato, i grossi bestioni americani a carburante tradizionale (fra i modelli più venduti e osannati del mercato oltreoceano) hanno iniziato ad alzare la voce chiedendo a loro volta dei parcheggi dedicati, come se negli USA poi mancassero sterminate aree di sosta in ogni dove.
La questione è poi degenerata con il passare dei mesi: dalla protesta pacifica degli stalli occupati siamo passati ad atti di vero e proprio bullismo sulle strade, atti di vandalismo, episodi "Hit & Run", in cui i pick-up urtano le Tesla a velocità sostenuta per poi scappare. Uno degli ultimi episodi pubblicati sul web vede protagonista un pick-up che - alla vista di una Tesla - impazzisce e inizia a fare slalom su un'autostrada trafficata, inondando di fumo nero la berlina elettrica e non solo.

Senza quartiere, senza buon senso

È ormai chiaro che non si tratta più di una semplice protesta, il tutto è sfociato nella stupidità più profonda: occupare uno stallo di ricarica può avere anche una valenza simbolica, con un minimo di fantasia, ma perdere la testa su un'autostrada trafficata, o addirittura urtare con violenza una vettura mettendo a rischio l'incolumità altrui, ci porta ai confini dell'omicidio stradale, per non parlare del tentato omicidio.
Il fenomeno del Rolling Coal poi, la pratica di modificare il proprio motore diesel per sprigionare fumo denso e nero dagli scarichi, probabilmente per affermare una mascolinità altrimenti repressa, è l'ennesimo simbolo sbagliato di una battaglia senza senso. Un qualcosa di profondamente arcaico e fuori dal tempo, almeno a vedere tutte le battaglie che si stanno portando avanti a livello mondiale contro l'inquinamento, a favore di un rispetto dell'ambiente attivo e consapevole.

Mentre governi (soprattutto nel vecchio continente) e attivisti spingono sempre più per un mondo green, gli Stati Uniti di Donald Trump cercano di mettere i bastoni fra le ruote alle nuove auto elettriche, simbolo opposto di un "nuovo mondo rinnovabile". Perché citare il presidente americano ha perfettamente senso, nella vicenda pick-up contro EV? Perché la politica ha anche il compito implicito di dare il buon esempio, e quando questo non avviene la gente si sente legittimata a perdere la ragione, a comportarsi senza morale.

Trump si è sempre dimostrato freddo in merito alle auto elettriche, dopo il suo insediamento ha lavorato per diminuire (e in alcuni casi chiudere del tutto) gli incentivi (sotto forma di tax credit) relativi alle EV, rimuovendo allo stesso tempo le penali sui modelli più inquinanti. Buon amico dei petrolieri, il presidente-imprenditore ancora oggi nega l'esistenza del surriscaldamento globale, tentando inoltre di fare lo splendido acquistando la Groenlandia, motivo per cui una buona fetta del suo elettorato si sente praticamente in dovere di continuare a inquinare senza freni.

Il cattivo esempio

Non è soltanto una questione politica, anche culturale - anche se i due aspetti sono correlati. Chiaramente non tutti i proprietari di grossi pick-up sono uguali, chi però si è reso protagonista negli ultimi mesi di episodi di "bullismo" nei confronti delle auto elettriche è spesso caduto in contraddizione con se stesso: parliamo di persone fieramente americane, fino al midollo, gente sovranista che metterebbe le proprie mani nel fuoco pur di proteggere il proprio Stato.
Eppure, ostacolando le Tesla, vanno contro un'azienda americana al 200%, e fiera di esserlo. Il brand, come moltissime altre realtà della new & green economy, è nata nella Silicon Valley, quartier generale di un'America "diversa", globale e aperta alle nuove tecnologie. In quella California che ha contrastato apertamente il presidente Trump in merito alle emissioni.
Elon Musk e soci hanno da subito evitato la delocalizzazione per costruire le proprie auto direttamente sul suolo americano, sfruttando materiali ed elementi autoctoni lungo l'intera catena di montaggio. Ancora oggi le vetture importate in Europa arrivano via mare dagli Stati Uniti, mentre l'enorme Gigafactory 3 di Shanghai, prossima a entrare in funzione, è stata costruita quasi ed esclusivamente per servire i dinamici mercati asiatici, non per sopprimere la produzione a stelle e strisce.

Siamo dunque di fronte a un paradosso assoluto, che accentua una scarsa furbizia nell'ala più feroce dei conducenti di pick-up. Fortunatamente le auto di Elon Musk hanno a bordo videocamere in grado di registrare qualsiasi evento attorno a loro, sia in fase di marcia che di parcheggio. Ogni atto vandalico o di bullismo ai loro danni viene impresso su una memoria digitale, molti conducenti di pick-up sono stati infatti denunciati e condannati. Speriamo che questo sia un primo, immediato deterrente di questo assurdo, incredibile fenomeno, ancor prima che una profonda rivoluzione culturale faccia il resto. L'alternativa è tossire all'interno di una fitta, oscura coltre di fumo, all'interno della quale è impossibile intravedere un degno futuro.