Obiettivo 3 milioni di colonnine: l'Italia chiamata a una nuova sfida

Un grande piano congiunto prevede l'installazione di 3 milioni di punti di ricarica per la mobilità elettrica - e l'Italia sarà grande protagonista.

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Il mercato delle auto elettriche è in rapida ascesa in tutta Europa, come dimostrano i dati di vendita ufficiali relativi al 2020 diramati proprio poche ore fa dall'ACEA, la European Automobile Manufacturers' Association. Anche l'Italia è parte attiva della rivoluzione, è infatti il settimo Paese nella classifica delle nuove immatricolazioni BEV/PHEV, il sesto per quanto riguarda soltanto le BEV, vale a dire le auto 100% elettriche alimentate da una batteria. Tutto delizioso, tutto fantastico, soprattutto per quei grandi produttori che hanno investito e hanno intenzione di investire ancora nell'elettrico (pensiamo a Tesla, Volkswagen, Renault, Stellantis, Ford per esempio, come ci suggeriscono le ultime notizie), per l'UE e per quei cittadini che sognano città più pulite e silenziose. Spesso però si finisce per dimenticare un aspetto molto importante: le stazioni di ricarica. Chi ha un box, un garage, un vialetto privato può benissimo installare una wallbox casalinga, cosa succede invece a chi vive in condominio e non ha questa possibilità? E quando si decide di partire per un lungo viaggio, chi ci assicura che troveremo sempre una colonnina disponibile? A oggi la situazione non è rosea, le cose però stanno per cambiare.

La sfida delle 3 milioni di colonnine

Già oggi in tutta Europa esistono centinaia di migliaia di colonnine pubbliche, anche se non tutte sono sempre funzionanti o in grado di erogare potenze sufficienti a ricariche veloci. La situazione non è drammatica ma neppure rosea come ci si aspetterebbe, motivo per cui la stessa European Automobile Manufacturers' Association (ACEA), la T&E (Transport & Environment) e la BEUC European Consumer Organisation hanno deciso di scrivere una lettera comune indirizzata alla Commissione Europea. La richiesta è molto semplice: chiedere ai vari Paesi membri di sfruttare tutte le leggi ambientali possibile per costruire in modo massiccio nuove colonnine di ricarica, così che ogni Stato raggiunga un determinato numero. L'obiettivo è di costruire 1 milione di punti di ricarica in UE entro il 2024, 3 milioni entro il 2029. Parliamo di un'espansione di proporzioni fantascientifiche a oggi, che poco o nulla ha a che vedere con le oltre 220.000 colonnine esistenti nel 2020. La lettera include anche una ulteriore richiesta: raggiungere nella UE le 1.000 stazioni di ricarica per l'idrogeno entro il 2029, dunque la particolare alimentazione non verrà messa da parte del tutto.

Obiettivo 350.000

Per la mobilità elettrica del vecchio continente sarebbe un vero passo in avanti, molte più persone sentirebbero meno il peso dell'ansia da ricarica, con quest'ultima che sarebbe inoltre garantita a tutti, senza grandi sacrifici e paure. Chi ha commissionato la lettera ha elaborato anche una particolare formula matematica per calcolare quante colonnine andranno costruite Paese per Paese. Ebbene l'Italia sarà uno degli Stati UE ad avere più colonnine in assoluto. Al primo posto troviamo la Germania, che entro il 2024 dovrà avere 398.733 punti di ricarica, entro il 2029 1.030.165. Subito dopo troviamo la Francia, con 206.587/552.464 punti di ricarica entro il 2024/2029, terza sul "podio" proprio la nostra Italia, con 54.662 punti di ricarica da costruire entro il 2024, ben 350.782 entro il 2029.
Siamo dunque chiamati a una sfida non da poco, da utenti (e non solo da addetti ai lavori) speriamo soltanto che il nuovo Ministero della Transizione Ecologica sia all'altezza del compito e che non ci sia un divario fra nord e sud, ma che la costruzione di colonnine di ricarica sia ben distribuita su tutto il territorio. In attesa dei primi risultati, seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda - ormai diventata chiave in tutta Europa.