Non solo Purosangue: 10 SUV che hanno riscritto la storia di brand sportivi

Dalla Porsche Cayenne alla Lotus Eletre: tutte le sorelle della Ferrari Purosangue eleggono il SUV come la nuova frontiera del lusso sportivo

Non solo Purosangue: 10 SUV che hanno riscritto la storia di brand sportivi
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Il grande Enzo Ferrari sul finire degli anni Cinquanta di fronte alle vetture inglesi che cominciavano a trionfare grazie al motore posteriore affermò: "Non si è mai visto un carro davanti ai buoi". Nel 1960 l'ing. Chiti lo convinse a produrre la prima auto da corsa a motore posteriore e, già l'anno successivo, la "bizzarria" ingegneristica ricompensò il Drake con l'alloro mondiale. Qualche anno più tardi sempre il grande Enzo, scioccato dalla livrea rosso-bianco-oro della rivale Lotus marchiata Gold Leaf (marchio di tabacco dell'Imperial Tobacco Group), pronunciava la frase "non ho mai visto una macchina fumare sigarette, semmai olio". In seguito, la Ferrari stessa finirà per stringere una durevole e strettissima partnership con il marchio Marlboro.
Dalla pista alla strada la storia dell'auto è costellata di innovazioni (anche sconvolgenti) per il pubblico: la diffusione del cambio automatico, dei sempre più utili ma anche invasivi sistemi infotainment di bordo, la marginalizzazione del motore a scoppio in favore di powertrain elettrici. Di recente il pubblico e il web sono stati agitati di recente dalla notizia dell'uscita della supercar V12 da 725 CV Purosangue, il primo SUV Crossover della storia marchiato Ferrari.

Una delle innovazioni più sconvolgenti degli ultimi anni è infatti, pur in mezzo a tanti stravolgimenti dell'industria dell'automobile, non tanto tecnica quanto culturale. Si ripropone pertanto lo storico "problema" di conciliare l'heritage di un marchio - automobilistico in questo caso - con le necessità dei tempi che corrono.
In questa ormai lunga lista il nome del Cavallino Rampante è in ottima compagnia, solamente l'ultimo in ordine di tempo ad aver ceduto alle esigenze del mercato. Chissà se in futuro, a dispetto della loro storia, sarà proprio uno di questi marchi a ridefinire - perché no - il concetto di SUV Crossover.

Porsche Cayenne

Dopo le critiche ricevute dalle tedesche Mercedes, Audi e BMW - marchi fino a quel momento specializzati in classiche berline, rei di essersi spinti sul terreno delle auto rialzate - per i "puristi" giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Porsche - nota fino ad allora per modelli supersportivi come la 911 o la Carrera - sta per presentare il primo SUV della sua storia: il Cayenne (2003).

Il marchio replicherà alle critiche dei tradizionalisti con vendite eccezionali, che contribuirono non poco a risollevare le sorti dell'azienda che ha finito, nel giro di poco tempo, per assumere un ruolo d'avanguardia nel settore dei SUV divenendo il primo marchio sportivo a produrre uno sport utility vehicle.
In questi ultimi anni i SUV occupano ormai la gran parte delle vendite del marchio, basti pensare che nel 2021 la Casa di Zuffenhausen ha venduto 300.000 auto in tutto il mondo e di queste quasi il 60% erano SUV, ovvero Macan e Cayenne per l'appunto, quest'ultimo ormai giunto alla sua terza serie.

Bentley Bentayga

Con un salto temporale giungiamo al 2016, l'anno che segna a tutti gli effetti l'inizio dell'era d'oro dei SUV prodotti da marchi a prima vista "insospettabili". A Maserati, Alfa Romeo e Jaguar si aggiunge anche la prestigiosissima Bentley Motors.

Dopo oltre 100 anni di limousine e auto sportive, i tempi che cambiano e la sinergia con Volkswagen finiscono per produrre la Bentayga, il primo SUV del marchio britannico se si esclude l'esperienza della Dominator (1994), un fuoristrada che sfruttava la piattaforma della seconda serie di Range Rover. Bentley non aveva previsto l'entrata in produzione del Dominator, ma dovette cambiare idea quando ricevette una richiesta indeclinabile da parte di uno dei suoi più facoltosi clienti, il sultano del Brunei. Quest'ultimo data la situazione non florida in cui versava l'azienda propose di acquistare 6 esemplari del fuoristrada, a patto che fosse stato l'unico cliente al mondo a ricevere la vettura, offrendo 4,6 milioni di dollari per ciascuna auto. Tornando al Bentayga, il suo 12 cilindri da 608 CV, l'accelerazione 0-100 in 3,9 secondi e una velocità massima di 301 km/h lo elessero come il SUV più veloce (oltre che più costoso) in produzione al momento della sua uscita.

Jaguar F-Pace

Rimaniamo in Inghilterra perché anche la casa del giaguaro decide quello stesso anno di cambiare "Pace" inaugurando il suo primo SUV compatto di lusso, stiamo parlando dell'F-Pace. La fortunata serie di Sport Utility si arricchirà nel corso degli anni anche dei modelli E e I-Pace.

Disponibile a trazione posteriore o integrale, viene lanciata con quattro motori sovralimentati: due 3.0 V6 a benzina da 340 e 380 CV e due diesel (2.0 da 180 CV e 3.0 V6 da 300 CV). Nel 2017 la gamma si arricchisce con altri quattro 2.0 sovralimentati - due a benzina da 250 e 300 CV e due a gasolio da 163 e 241 CV - mentre l'anno seguente i V6 a benzina abbandonano le scene, rimpiazzati da un feroce 5.0 V8 da 551 CV.

Alfa Romeo Stelvio

Approdiamo in Italia con la Casa del Biscione che, ispirata dall'omonimo passo alpino, produce il primo SUV della sua storia. La Stelvio riesce in quello che la casa non era riuscita a portare a termine con il suo concept del 2003 Kamal - un'auto che anticipava il concetto di SUV sportivo compatto che di lì a poco avrebbe riscosso grande successo, una vettura che doveva unire i concetti di utilità e sportività come sottolinea il suo nome arabeggiante, letteralmente "sintesi degli opposti".

L'Alfa Romeo Stelvio è però un SUV che mantiene l'anima sportiva e trasmette quelle sensazioni di "piacere della guida" caratteristiche del marchio milanese. 280 CV di potenza che diventano addirittura 510 nella prepotente versione Quadrifoglio.

Maserati Levante

Neppure 200 km ci trasportano da Milano a Modena dove quello stesso anno (2016) la Maserati presenta la sua Levante. Dopo tanti anni di sportive e ammiraglie la casa del Tridente si getta nel settore degli Sport Utility Vehicle con una vettura lussuosa spinta da un motore a benzina in grado di sprigionare 350 CV.

Nel corso degli anni arriveranno anche la versione diesel e hybrid come anche le supersportive versioni GTS e Trofeo, rispettivamente da 530 e 580 CV. Che la strada imboccata è stata florida lo ha dimostrato - solo pochi mesi fa - l'uscita della Grecale (Maserati presenta la nuova Grecale), il secondo SUV di lusso della Casa, leggermente più compatto del suo predecessore.

Rolls Royce Cullinan

Al massimo qualche coupé e cabriolet, questa era stata la deviazione dalla norma fino al 2018 della più famosa casa produttrice di limousine al mondo. Battezzata Cullinan come il diamante grezzo più grande del mondo questa auto ha delle dimensioni enormi: 5,34 m di lungezza, 2,16 m di larghezza e 1,83 di altezza ed è spinta da un V12 da 517 CV in grado di andare da 0-100 in 5,2 secondi con velocità autolimitata a 250 km/h.

Pur costituendo uno strappo dalla regola, il Cullinan mantiene l'iconico stile luxury della casa britannica come dimostra anche la Cullinan View Suite, con le sue due sedute in pelle e un tavolino da cocktail. Un gioiello da quasi 400.000 euro.

Lamborghini Urus

La casa fondata dal leggendario Ferruccio (per saperne di più: Quando Lamborghini sfidò Ferrari) propose già nel lontano 1986 un primo esempio di unione tra un brand del lusso e un veicolo a ruote alte con l'estremo Lamborghini LM 002.

Una vettura però difficile da definire SUV nell'accezione moderna: si trattava infatti di un vero e proprio fuoristrada, derivato da un veicolo militare e prodotto in soli 300 esemplari. Il suo motore derivava dalla Countach (dalla Lamborghini Countach al LM 002) ed era in grado di viaggiare sulla sabbia come sull'asfalto a più di 200 chilometri orari. Oggi l'erede diretta della LM002 è la Urus, modello con cui l'azienda di Sant'Agata Bolognese è tornata alle ruote alte nel 2018. A dispetto della sua complicata gestazione, la Urus è diventata in meno di due anni il modello più venduto di Lamborghini, staccando nettamente Huracàn e Aventador. L'abitacolo della Urus offre un effetto da "navicella spaziale" per l'impostazione avveniristica e la qualità dei materiali, mentre le prestazioni offerte dal V8 4 litri da 650 CV e 850 Nm di coppia sono da vera supercar: 3,5 secondi per archiviare lo sprint da 0 a 100 km/h e 305 km/h di velocità massima. Il prezzo di partenza è fissato a oltre 225.000 euro.

Aston Martin DBX

James Bond a bordo di un Utility Vehicle, fantascienza? Forse sì, perlomeno fino al 2019 quando il supersportivo marchio britannico Aston Martin - da sempre legato a doppio filo alle imprese del più famoso agente segreto - ha deciso di produrre un SUV dalle straordinarie prestazioni che addirittura nella sua versione DBX707 da 707 CV è stato, fino alla presentazione della Purosangue, lo sport utility vehicle più potente.

La poderosa vettura della casa di Gaydon, che aveva prodotto solo vetture sportive (e nel 2009 l'ammiraglia Rapide), nasce con lo stesso intento progettuale della Urus: trasferire su una vettura ad assetto rialzato la tradizione sportiva del marchio. Il tutto, naturalmente, senza mettere da parte i contenuti premium che da sempre caratterizzano i modelli Aston Martin. Così come per la Urus, anche sotto il cofano della DBX pulsa un cuore tedesco: il V8 biturbo da 551 CV abbinato al cambio automatico a 9 marce è di origine Mercedes-AMG, per un prezzo di listino fissato a quota 200.000 euro.

Ford Mustang Mach-E

Se può non sembrare affatto strano trovare un SUV nel listino della casa americana, ricco dagli anni Ottanta a questa parte di SUV e fuoristrada, appare senza dubbio peculiare ritrovare lo sportivissimo nome Mustang sulla prima Ford elettrica destinata al mercato mondiale: più crossover che SUV ma che in ogni caso ha poco a che spartire con una delle serie di auto sportive più famose al mondo.

A seconda delle versioni le sue batterie promettono un'autonomia compresa fra 450 a 600 km, fino a 119 km di range con soli 10 minuti di ricarica, motori da 255 a 487 CV per la variante GT (4.500 km di viaggio con la Ford Mustang Mach-E GT) e un prezzo di listino compreso fra i 60 e gli 80.000 euro - prezzi che rendono questo splendido veicolo il meno costoso della lista.

Lotus Eletre

Concludiamo la rassegna con un marchio che più di ogni altro - in oltre 70 anni di storia - ha sempre predicato e applicato la leggerezza alle sue auto: la Lotus. Come avvenuto per la Ferrari Purosangue inoltre, mai era esistita prima di oggi una Lotus a 4 porte.

Tutto ciò cambierà radicalmente il prossimo anno con l'arrivo della Eletre che abbiamo visto dal vivo a Milano: 5 metri di lunghezza e 2 tonnellate abbondanti di peso per 600 CV e un propulsore full electric, per un prezzo di listino di circa 140.000 euro (da confermare). Un modello impossibile anche solo da concepire per Colin Chapman - fondatore della Lotus Cars - solito affermare quanto il segreto per creare una grande auto fosse "semplificare e aggiungere leggerezza". I tempi, però, cambiano per tutti...