Non chiamatela ecotassa: Luigi Di Maio incontra associazioni e produttori

Il Ministro Luigi Di Maio ha incontrato associazioni di categoria e produttori per discutere della nuova ecotassa e non solo: il punto della situazione.

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Dopo i malumori della scorsa settimana, il tanto temuto scontro fra il Governo (nello specifico il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio) e una trentina di produttori di automobili e associazioni di categoria sembra essersi tramutato in un incontro più che amichevole, con diverse promesse sul tavolo.
Sotto i riflettori ovviamente c'è la famigerata "ecotassa" proposta all'interno della Legge di Bilancio 2019, già approvata alla Camera ma prossima al cambiamento in Senato, per stessa ammissione di Di Maio. Il provvedimento, che rappresenta al momento un "malus" per tutti i veicoli con emissioni di CO2 superiori a 110 g/km, circa il 49% delle auto attualmente sul mercato, "non andrà a colpire le vetture delle famiglie italiane" ha detto qualche giorno fa il Ministro del Lavoro, che lo ha ripetuto anche ieri sera dopo il vertice con i produttori.
"Ho spiegato loro che non ci sarà alcuna nuova tassa da pagare sulle macchine delle famiglie italiane e che il termine 'ecotassa' è totalmente inventato. Si tratta casomai di un ecobonus, di cui si sono detti entusiasti" ha scritto su Facebook il Ministro.

In nome dell'ambiente

I giochi sembrano dunque essersi ribaltati, con l'attenzione spostata dalla tassa sulle emissioni (ricordiamolo, passata alla Camera con cifre dai 150 ai 3.000 euro) ai tanto attesi incentivi auto 2019, che offriranno fino a 6.000 euro a quegli utenti che vorranno acquistare un'auto elettrica, ibrida o a metano, insomma a carburante alternativo.
Al centro di tutto vi è la difesa dell'ambiente, come ribadito dal Ministro: "Non possiamo più nasconderci dietro a un dito, che ci sia un problema climatico è sotto gli occhi di tutti e dobbiamo velocemente muoverci verso sistemi di trasporto sempre più ecosostenibili. Per questo vogliamo aiutare chi decide di investire sul futuro del nostro pianeta. Sappiamo che le auto elettriche hanno un prezzo elevato e proprio per questo abbiamo deciso di fornire un finanziamento fino a 6 mila euro per chi decide di acquistarne una. Si tratta solo di un piccolo passo, ma pur sempre il primo verso una maggiore tutela dell'ambiente" ha concluso Di Maio nel suo post Facebook.

Dall'ecotassa al bollo auto

Di emissioni si è invece parlato in un video, con l'entrata in scena dell'Europa: è infatti l'Unione Europea a chiedere ai produttori di automobili un lavoro ben preciso sulle emissioni di CO2 delle loro nuove vetture, che nel prossimo triennio dovranno arrivare a dimezzare le quote di inquinamento.

Nel mirino però anche le auto più anziane del parco auto italiano, al di sotto dell'Euro 4, secondo Di Maio un terzo del totale, che andranno per forza di cose sostituite con veicoli di nuova generazione. Le modifiche all'attuale ecotassa invece verranno attuate in collaborazione con le associazioni dei consumatori e le aziende, e l'obiettivo del governo è "non colpire né il settore auto, né le famiglie italiane", dunque gli scaglioni più bassi - che avrebbero coinvolto anche le auto più vendute come la Fiat Panda 1.2 - potrebbero saltare.
Forse per questo motivo il Ministero dell'Ambiente sta invece pensando di rendere il bollo auto una tassa sulle emissioni di CO2, anziché di possesso; un'idea di cui si sta parlando poco ma che coinvolge molti più italiani dell'ecotassa.
Mentre quest'ultima verrebbe applicata soltanto alle nuove immatricolazioni, fra il 2019 e il 2021, il bollo auto 2019 coinvolgerebbe tutte le vetture attualmente in circolazione, in modo indiscriminato. In alternativa, si sta pensando di calcolare il bollo in base a quanti chilometri percorre una singola auto nel corso di un anno, ma anche questa seconda strada non convince del tutto. La situazione dunque è ancora nebulosa, sia sul fronte ecotassa che per quanto riguarda il nuovo bollo auto, ci aspettano settimane intense ed estremamente delicate.