Nikkei BP smonta la Tesla Model 3: Musk avanti di 6 anni sulla concorrenza

Secondo Nikkei BP, che come Sandy Munro ha provato a smontare la Tesla Model 3, Elon Musk sarebbe avanti di almeno 6 anni sulla concorrenza.

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Il nome Sandy Munro vi dice qualcosa? Se seguite queste pagine, o il mondo Tesla in generale, qualche campanellino dovrebbe sicuramente suonare nella vostra mente; si tratta di uno dei massimi esperti in fatto di design, costruzione e componenti nell'industria automotive, speaker frequente in diverse trasmissioni di settore, uno dei primi a smontare le auto Tesla per fare dell'ingegneria inversa, ovvero partire da un componente fatto e finito (tipo un motore elettrico) per risalire alla sua composizione, pezzo dopo pezzo. Ebbene, nonostante sia un'operazione fruttuosa per la maggior parte delle applicazioni, con la Tesla Model 3 Munro non è riuscito a capire come Tesla sia riuscita a realizzare un motore così piccolo ma incredibilmente efficiente e potente per le sue auto.
Proprio a causa della complessa ingegneria Tesla, Munro aveva definito l'azienda "avanti di svariati anni rispetto alla concorrenza", che poteva (e forse può ancora...) soltanto sognare la meccanica californiana. Oggi torniamo a parlare del vantaggio Tesla perché Nikkei Business Publications ha provato a sua volta a smontare una Tesla Model 3 per carpirne i segreti.

Tesla ancora avanti a tutti

Nikkei BP scrive nel suo report: "La piccola azienda di Elon Musk, che consegna meno di 400.000 auto l'anno ed è sul mercato da meno di 20 anni, è avanti rispetto alla concorrenza di circa 6 anni, se non di più. Avanti ad aziende di lunga data del settore, pensiamo a Toyota o Volkswagen per esempio, che vendono 10 milioni di auto all'anno". E sappiamo quanto proprio Volkswagen sia avanti in campo elettrico, con il prossimo lancio della ID.3 e un'intera famiglia di veicoli a zero emissioni. Secondo Nikkei BP, l'elemento più importante per Tesla è il suo Full Self Driving Computer, l'Hardware 3.0 presentato appena lo scorso anno, ad aprile.

La pubblicazione ha dato il super computer Tesla in pasto a un ingegnere esperto di una grande casa automobilistica giapponese per un'analisi approfondita ma la risposta è stata: "Non riesco, non posso". Ricordiamo che il computer a bordo delle nuove Model 3, Model S e X dallo scorso aprile è animato da due chip custom di Tesla, che l'azienda ha costruito per proprio conto, è dunque l'unica che sa come vengono costruiti e come fanno a funzionare.

Capitalizzare il vantaggio

Sempre secondo Nikkei BP, la concorrenza raggiungerà la tecnologia Tesla non prima del 2025, ma è possibile che ci voglia anche del tempo aggiuntivo. "Toyota, Volkswagen e le altri grandi case hanno talento, risorse e finanze per raggiungere Tesla entro il 2025, il rischio però è che semplicemente non riescano a capire come fare". Ci sarebbe poi un altro ostacolo, più subdolo, da non sottovalutare: secondo Nikkei BP, computer come quello di Tesla potrebbero uccidere il mercato dei fornitori di componenti, che diventerebbero semplicemente superflui. Proprio quei fornitori che le grandi case automobilistiche hanno nutrito per decenni e che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone. Gli elementi a bordo delle vetture di Elon Musk portano nella stragrande maggioranza dei casi proprio il marchio Tesla, non c'è dunque un vero e proprio indotto, la società californiana si costruisce tutto da sola, cosa che molte altre case più anziane oggi non potrebbero permettersi - o almeno non senza creare enormi terremoti.

Probabilmente un modo per salvare i fornitori di terze parti potrebbe anche esserci, i fatti però parlano comunque di un'azienda che negli ultimi 16 anni (quasi 17) ha avuto la possibilità di sperimentare e investire in tecnologie che la concorrenza non ha neppure sfiorato (o comunque immaginato, focalizzandosi su altro con minore fattore di rischio), raccogliendo inoltre quantità di dati reali spropositata.

Ora che la mobilità elettrica sta diventando un business di massa, le grandi case stanno correndo ai ripari "alla buona", senza però riuscire a offrire le medesime feature Tesla oppure proponendo motori dall'efficienza inferiore - a oggi infatti nessun produttore ha capito come ottenere gli stessi km Tesla a parità di batteria. Il motivo di questo divario lo ha spiegato Sandy Munro, lo ha ribadito Nikkei PB: l'industria è clamorosamente indietro e Tesla ha diversi anni per capitalizzare un vantaggio unico. Elon Musk ha dunque la sua occasione d'oro per rafforzarsi sul settore, rendendo le sue auto ben più di semplici status symbol. Autentici capolavori di tecnica su quattro ruote.