Nei garage Ducati prima del GP di San Marino: MotoGP ed elettronica

Qualche ora prima del GP di San Marino abbiamo visitato i garage Top Secret di Ducati Corse per parlare di elettronica e MotoGP.

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È il 14 settembre 2019 e al Misano World Circuit Marco Simoncelli si sono da poco concluse le qualifiche ufficiali della MotoGP, valide per il Gran Premio di San Marino 2019 che si corre il giorno dopo. Il paddock brulica di giornalisti, tecnici e appassionati delle due ruote, sotto un sole a dir poco cocente; nonostante le attività ufficiali della giornata siano concluse, nel pieno del pomeriggio abbiamo ancora una missione da compiere: entrare nei garage Ducati Corse per scoprire come l'elettronica riesca a sposarsi alla perfezione con la meccanica, aiutando i piloti a correre ogni volta la migliore gara possibile.
Ospiti di Lenovo e Ducati dunque, affiatati partner tecnologici nel mondo delle competizioni, abbiamo spento i nostri telefoni e sigillato la nostra attrezzatura fotografica nello zaino per un motivo ben preciso: all'interno del garage, nel quale entriamo con passo felpato e non poca emozione, le moto sono completamente smontate, i motori nudi come mamma Ducati li ha fatti, da quelle stanze dunque non deve uscire la minima immagine per non svelare segreti industriali. Possiamo solo ammirare stupiti con i nostri occhi e pendere dalle labbra di un sorridente Gabriele Conti, Direttore Sistemi Elettronici di Ducati Corse in MotoGP e SuperBike.

Meraviglie dell'elettronica

Mentre Gabriele inizia a raccontare il suo ruolo all'interno del garage Ducati, un team di meccanici continua a preparare senza sosta i motori destinati alla gara, che ruotano costantemente di Gran Premio in Gran Premio. Nei momenti di emergenza, i super tecnici Ducati possono smontare e rimontare un'intera moto nel giro di un'ora, 90 minuti al massimo, una velocità strettamente necessaria poiché nel corso di ogni stagione ogni scuderia può utilizzare al massimo 7 propulsori.
Motori identici in tutto e per tutto dal punto di vista delle caratteristiche tecniche ma comunque unici, si cerca dunque di riservare alle varie gare quelli "più in salute", con il minor chilometraggio - scendendo a qualche compromesso in fase di qualifica, per le quali non è necessario puntare alla Pole Position a tutti i costi. Ciò che importa davvero a Ducati è settare la moto per correre una gara più lineare possibile e questo si deve anche l'elettronica.
Spesso si parla dell'elettronica applicata ai motori da competizione in senso negativo, screditando magari i piloti odierni poiché supportati in tutto e per tutto dalla tecnologia, iniziamo così a chiedere: con le potenze di oggi, sarebbe possibile guidare in MotoGP senza l'ausilio dell'elettronica? (In foto: Gabriele Conti al centro con la Ducati 46)

"Impossibile" dice sorridendo sornione il Direttore Sistemi Elettronici, "si tratta di moto troppo potenti per essere guidate senza il controllo della trazione e tutte le altre calibrazioni relative alla sicurezza, ai consumi ecc. Fra il pilota e il motore deve necessariamente passare una centralina elettronica, neppure l'uomo più capace del mondo potrebbe gestire una moto simile senza supporto. Probabilmente un singolo turno di prove manderebbe in ospedale la metà dei piloti, la restante metà li raggiungerebbe in un secondo turno."

"Spegni tutto, Gabriele"

Un tecnico come Gabriele Conti ha dunque fra le mani anche la sicurezza dei suoi piloti, non solo la responsabilità di preparare la moto perché giri al meglio delle sue possibilità. A tal proposito, come si comporta ogni pilota rispetto all'elettronica? Stiamo del resto parlando con l'uomo che in passato ha curato l'elettronica di Casey Stoner e Valentino Rossi, prima di lavorare con Andrea Dovizioso proprio in Ducati. "Ogni pilota ha un suo pensiero in merito, Stoner non faceva altro che ripetermi di spegnere tutto, voleva sentire la moto e gestirla in toto, io però gli dicevo sempre che non era possibile e impostavo tutto al minimo indispensabile. Valentino e Andrea sono di fatto degli ingegneri pur non avendo una laurea, sono meticolosi all'estremo, con Andrea devo calibrare la moto curva per curva, è un grande lavoro che poi ripaga durante la gara. Anche Valentino è molto attento, come i più grandi è stato capace di adattarsi negli anni alle nuove regole e tecnologie, quando ha iniziato non c'era certo l'elettronica di oggi."
Ma come avviene l'analisi dei dati, che Ducati oggi esegue con strumentazione Lenovo, dai computer ai tablet, passando per i server installati nel quartier generale? "I nostri colleghi di Formula 1 possono ricevere i dati in maniera telematica in tempo reale, in MotoGP invece siamo frenati dal regolamento. Non possiamo trasmettere nessun dato over-the-air, fra un turno e l'altro dobbiamo dunque scaricare materialmente i dati dalla moto e analizzarli al volo. Abbiamo in pratica 5-6 minuti per scaricare 2-3 GB di informazioni, processarle, parlare con il pilota e scegliere eventualmente una nuova strategia, prima di trasmettere la nuova calibrazione."

"Tutto questo deve inoltre avvenire senza l'ausilio delle simulazioni, perché fra un turno e l'altro non abbiamo il tempo di provare. Non è facile, anche perché una scelta sbagliata può compromettere l'intera qualifica o la gara, possiamo però contare su un team di eccellenza, all'interno del quale ognuno ha un compito da svolgere. È fondamentale anche avere una strumentazione affidabile all'estremo, che non si pianti nel momento di estrema necessità."

Intelligenza artificiale e intervento umano

Il mondo tecnologico odierno si affida sempre di più all'Intelligenza Artificiale per la raccolta e l'elaborazione dei dati, questo avviene anche in MotoGP? "Sicuramente c'è una piccola componente di IA nell'elaborazione dei dati, la quasi totalità del lavoro però spetta ancora all'uomo. È un sogno quello di avere un'intelligenza artificiale in grado di processare i dati nella loro interezza, non tanto per sostituire completamente i tecnici ma per aiutarli a prendere decisioni fondamentali. Come ho già detto spesso abbiamo meno di 10 minuti per fare delle scelte, magari un'IA potrebbe rendere il processo più affidabile grazie al Machine Learning, ancora però è presto per parlare di applicazioni reali. I concorrenti dicono che in questo campo siamo fra i migliori, magari è anche vero visto che spesso nostri tecnici finiscono a lavorare per loro, ma fa parte del gioco. Al di là dell'IA e dell'elettronica, la MotoGP resta comunque un mondo meraviglioso in cui ogni team mira a cercare la formula perfetta per dare il massimo ogni Gran Premio. Le variabili sono tantissime, dal pilota alla scelta delle gomme, passando per la calibrazione elettronica e il bilanciamento generale della moto. Non abbiamo ancora trovato una formula universale, altrimenti non staremmo qui a lavorare, ma forse è proprio questo il bello di questo mestiere."

Un motore in fase di ricostruzione a questo punto sembra pronto per essere acceso e testato, e il rumore celestiale e assordante che riempie il garage Ducati ci indica in maniera abbastanza diretta che il tempo a nostra disposizione con Gabriele Conti è finito. Torniamo così al mondo esterno, portandoci ancora addosso il privilegio di aver visto una Ducati MotoGP venire ricostruita pezzo per pezzo, aspettando con ansia una nuova partenza.