Così nasce la Lamborghini Huracàn: visita a Sant'Agata Bolognese

Siamo stati a Sant'Agata Bolognese, all'interno dello stabilimento storico Lamborghini che esiste dal 1963, là dove nasce la Huracàn.

Così nasce la Lamborghini Huracàn: visita a Sant'Agata Bolognese
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Mettersi alla guida di una Lamborghini, nel nostro caso specifico una Huracán STO (Super Trofeo Omologata), significa - fra le altre cose - diventare osservati speciali. Bambini, persone adulte, anziani, chiunque vi regalerà uno sguardo di approvazione e ammirazione, qualcuno più spavaldo chiederà di poter scattare una foto assieme alla vettura, qualcun altro vi metterà al corrente della propria passione per i motori e di quanto sia eccezionale qualsivoglia Lamborghini, orgoglio italiano. Esiste probabilmente un solo luogo al mondo in cui le Lamborghini non hanno un effetto così travolgente sul pubblico, poiché ormai di casa: Sant'Agata Bolognese.

In questa tranquilla cittadina a due passi da Bologna (e da Maranello, sede storica della rivale Ferrari) il fondatore Ferruccio Lamborghini ha installato il quartiere generale del marchio nel 1963, le cui linee produttive hanno sfornato vetture leggendarie e ancora oggi inarrivabili (per saperne di più: quando Lamborghini sfidò Ferrari). Noi siamo entrati all'interno delle fabbriche Lamborghini, nello specifico lungo la linea produttiva della Huracàn, per vedere con i nostri occhi com'è stata creata la vettura che abbiamo guidato.

Il silenzio, la pulizia, la precisione Lamborghini

Nell'immaginario comune una fabbrica, una linea produttiva, è solitamente un ambiente caotico, dominato dal caos e dalla frenesia. In Lamborghini non si lavora assolutamente così: ci siamo ritrovati all'interno di un luogo estremamente pulito, silenzioso, con pochissimi robot automatizzati e molti uomini chiamati a lavorare artigianalmente lungo 24 stazioni differenti (dalla numero 00 alla 23).

Tutto prende forma sul suolo originale del 1963, anche se con l'arrivo del Gruppo Volkswagen alla fine degli anni '90 sono cambiate molte cose. L'impianto è stato per forza di cose aggiornato, anche l'intero pavimento è stato modificato, Lamborghini ha però lasciato un metro quadro di pavimento originale, che si può scorgere subito dopo l'entrata. Se il suolo odierno è liscio e grigio, il pavimento storico era ben più suggestivo, realizzato in iconiche piastrelle rosse. Mettendo da parte la nostalgia del tempo che fu, si entra nel vivo della produzione. Tutto inizia da un telaio spoglio e inerme, che alla fine del suo cammino sarà una super sportiva da almeno 200.000 euro (la STO parte da poco più di 300.000). Questo telaio cammina di stazione in stazione, prima posato su un trasportatore, poi - a circa metà percorso - innalzato da un braccio meccanico, per permettere agli operai di lavorare anche al di sotto del mezzo.

Nonostante il silenzio e l'ordine, i lavoratori Lamborghini hanno un timing ben preciso per sfornare le loro Huracàn: ne viene completata una ogni 35 minuti. Lungo tutta la fabbrica è infatti possibile scorgere degli schermi posti in alto che mostrano il tempo rimanente a terminare la successiva Huracàn, quante vetture sono previste in quel tale giorno e quante ne sono state già prodotte in tempo reale.

Abbiamo iniziato il nostro tour verso le 12:00, qualche minuto prima della pausa pranzo, e già erano state completate 7 Huracàn; a fine giornata se ne sarebbero avute 15, complete e finite, già tutte vendute, poiché Lamborghini lavora di fatto su commissione, sugli ordini già effettuati.

Pronti a ogni evenienza

Lamborghini, come abbiamo appena detto, lavora soltanto su ordini già finalizzati, con vetture che vengono poi spedite in ogni parte del mondo. A stupirci infatti è stata la versatilità con cui lavorano gli operai del Toro.

A differenza di un marchio "di volume", che grazie a robot automatizzati riesce a produrre centinaia di modelli in un giorno, tutti uguali, a Sant'Agata Bolognese ogni ordine ha colori, optional, extra differenti. A ogni Huracàn gli operai sono dunque abituati a cambiare modus operandi, a seconda dell'edizione e delle caratteristiche, durante la nostra visita è stata ad esempio completata una vettura con guida a destra, che gli addetti hanno assemblato sempre in 35 minuti, esattamente come le altre con guida a sinistra. Gli operai inoltre non hanno postazioni fisse, cambiano di continuo e se per caso una stazione è in ritardo o in affanno, i colleghi degli altri reparti corrono in soccorso per rispettare i tempi di consegna. È questo che colpisce della fabbrica Lamborghini, almeno lungo la linea Huracàn, poiché la Urus viene assemblata in maniera un po' più automatizzata, con un'auto pronta in circa 20 minuti. Sorprende l'assoluta artigianalità dell'assemblaggio, con le Huracàn che vengono effettivamente montate a mano, dettaglio che ne aumenta il pregio e il prezzo di cartellino.

Si arriva così alla stazione numero 23 presso cui la vettura è finalmente pronta a lasciare la linea produttiva con un "piccolo rito di passaggio". Il nastro finale viene arrotolato, si controlla che il percorso sia libero e la vettura viene messa in moto per la prima volta affinché possa uscire "sulle sue gambe" dallo stabilimento. Per ogni unità inizia ora un breve periodo di collaudo, con i tecnici Lamborghini che controllano in modo dettagliato la qualità del prodotto prima che questo venga consegnato effettivamente al cliente.

Servono 8 giorni di test affinché ogni Huracàn riceva l'ok finale degli addetti al controllo qualità, un periodo lungo il quale le vetture percorrono circa 80 km. Accertato che la qualità assoluta Lamborghini è stata rispettata, la vettura è ufficialmente pronta per iniziare la sua vita nel mondo; un mondo pronto a girarsi a ogni accelerazione, a ogni passaggio, a dispensare sorrisi e chiedere foto e informazioni accanto a una vettura che è più di una semplice auto. È un sogno a quattro ruote, fieramente Made in Italy. [Fotografie Aurelio Vindigni Ricca - @avuerre]