I monopattini come giocattoli: la visione distorta e pericolosa dei giovani

Una nuova ricerca ha esplicitato come i ragazzi italiani dai 14 ai 19 anni percepiscano in malo modo i monopattini elettrici, ovvero come giocattoli.

I monopattini come giocattoli: la visione distorta e pericolosa dei giovani
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Un nuovo studio prodotto dalla Polizia di Stato, l'Università La Sapienza di Roma, la Fondazione Ania e la ASL RM1, che insieme collaborano al Centro di Eccellenza sulla Sicurezza Stradale, ha finalmente fatto emergere una realtà che tutti sospettavamo ma di cui non avevamo prove tangibili, scientifiche: i giovani italiani conoscono malissimo i monopattini elettrici e pensano nella maggior parte dei casi che siano dei giocattoli.
Nulla di più sbagliato ovviamente, si tratta di veicoli che vanno guidati con responsabilità e cognizione di causa, consapevoli dei rischi a cui è possibile andare incontro con un utilizzo sbagliato. La ricerca ha coinvolto 6.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, in età compresa fra i 14 e i 19 anni, e il quadro che ne è uscito fuori è tutt'altro che rassicurante.

I giovani e i monopattini elettrici

Cinque semplici domande. Tanto è bastato per far emergere un panorama desolante in materia di monopattini elettrici fra i giovani, nonostante questi siano diventati in brevissimo tempo il mezzo più usato dai ragazzi dopo la bicicletta, sommando veicoli privati e kickscooter in sharing.

Alla domanda: Qual è la velocità massima consentita per legge ai monopattini elettrici sulle strade urbane?, solo il 41,49% degli intervistati ha risposto 25 km/h, la velocità corretta all'epoca del sondaggio. Ricordiamo invece che dal 10 novembre 2021 la velocità massima consentita è stata abbassata a 20 km/h (le nuove regole sui monopattini elettrici dal 10 novembre 2021). 402 ragazzi (7,38%) hanno risposto 5 km/h, 805 (14,77%) 10 km/h, 1403 (25,74%) hanno risposto 15 km/h, mentre 579 ragazzi (10,62%) hanno detto 30 km/h. Ironico col senno di poi che i 20 km/h non venissero neppure nominati nell'indagine. Al di là di questo, a che velocità è possibile andare nelle aree pedonali? Soltanto il 26,35% dei ragazzi ha risposto correttamente, ovvero 6 km/h, il 30,79% invece ha risposto che non si poteva andare e il 21,14% ha detto 5 km/h. La confusione dunque è massima sulle velocità consentite, va ancora peggio però sui limiti d'età: solo il 18,33% degli intervistati sa che bisogna avere almeno 14 anni per poter guidare un monopattino elettrico sulle strade; il 27,93% ha risposto 18 anni, mentre il 42,5% ha detto 10 anni.

Quasi tutti invece sanno che non bisogna andare in due, anche se poi magari ci vanno lo stesso: l'84,33% ha risposto che effettivamente non è possibile andare in due, mentre il 15,33% ha risposto di si. Infine si è arrivati al casco: quanti studenti sanno che fra i 14 e i 17 anni è obbligatorio indossare un casco? Il 75,82% ha risposto correttamente di si, mentre il 24,18% ha detto no.

Educazione prima di tutto

Questo studio ci permette di sfoderare uno dei nostri classici cavalli di battaglia: su queste pagine siamo fortemente a favore di veicoli elettrici di micromobilità come i monopattini elettrici, siamo però convinti che sia fondamentale investire nell'educazione dei più piccoli.

Bisogna far percepire ai ragazzi che i monopattini elettrici non sono giocattoli ma veicoli veri e propri, che vanno guidati essendo a conoscenza delle regole basilari della strada e di ciò che si può oppure non si può fare a bordo. Esistono numerosi utenti maggiorenni che non utilizzano i monopattini elettrici in modo corretto, è altrettanto vero però che molte delle nostre città sono in balia di orde di ragazzi che prendono la questione sottogamba, andando sui marciapiedi con i monopattini elettrici, andando in due e senza badare alla velocità massima consentita nelle aree pedonali. Per questo motivo aziende in sharing come Voi. hanno implementato una nuova funzione a bordo dei monopattini Voiager 4 che abbiamo provato: quando il GPS rileva una zona pedonale, la velocità di marcia viene ridotta in automatico. Il problema è soprattutto con i veicoli privati, con l'utente che deve cambiare la modalità di marcia manualmente. Sempre secondo la ricerca, invece, i giovani vedono i monopattini elettrici come veicoli divertenti e piacevoli prima ancora che pericolosi e vantaggiosi, dunque solitamente li usano per vezzo, per hobby, non per reale necessità.

Una visione certamente distorta che andrà cambiata con il tempo: i monopattini elettrici possono ridurre in modo attivo e concreto il traffico delle nostre strade, inoltre fanno bene all'ambiente poiché non inquinano e permettono costi di gestione irrisori, visto che non funzionano a benzina o a gasolio. Possono essere usati per andare a scuola o al lavoro a costo zero, il rischio però è compromettere del tutto questa piccola grande rivoluzione per un atroce misunderstanding, con i monopattini scambiati per giochi con cui passare il tempo.

Per i suddetti motivi il Centro di Eccellenza sulla Sicurezza Stradale vorrebbe che si concretizzassero quattro proposte: l'introduzione di una targa univoca per ogni monopattino, in modo da rendere identificabile il proprietario, il possesso di una patente di guida, poiché non tutti i ragazzi che guidano i monopattini elettrici ne possiedono una, la possibilità di contestare eventuali infrazioni con dispositivi di rilevazione a distanza, come telecamere installate a bordo strada, l'obbligatorietà del casco a qualsiasi età, non solo in adolescenza.
Regole che già ci aspettavamo lo scorso novembre, poi però saltate. Vedremo come si evolverà la questione in futuro, di certo il lavoro da fare è ancora tanto e richiede la collaborazione di tutti, delle scuole in primis ma anche di noi singoli, che utilizzando i monopattini elettrici in modo corretto possiamo dare il buon esempio.