Monopattini elettrici: la situazione nelle principali nazioni europee

Le principali nazioni europee si stanno muovendo per regolamentare l'uso dei monopattini elettrici da parte degli utenti. Ecco la situazione.

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In Italia uno degli argomenti più discussi degli ultimi tempi legati alla mobilità nelle grandi città è quello che riguarda le norme per i possessori di monopattini elettrici. L'esempio di Torino, in cui i Vigili Urbani hanno intimato il pagamento di multe da oltre 1.000 euro a due conducenti che non si erano messi in regola con la direttiva del comune, è lampante di una situazione ancora tutta da delineare e che probabilmente richiederà un intervento a livello parlamentare per evitare di creare confusione e malcontento.
Le potenzialità del mercato sono evidenti: siamo infatti di fronte a un mezzo di trasporto economico, a impatto zero e alla portata di tutti. Tuttavia, sono anche tanti gli esempi di abusi, soprattutto nelle aree pedonali e sulle vie a scorrimento veloce. All'estero la situazione non è tanto differente da quella del Bel Paese.

Francia e Germania dicono stop alla circolazione sui marciapiedi

Di recente a muoversi sono stati i nostri cugini transalpini, che a fine ottobre hanno introdotto una nuova serie di regole per gli e-scooter e monopattini elettrici. Il dibattito ha obbligato il Governo del Presidente Macron a intervenire sul fenomeno del momento, soprattutto nelle grandi città dove l'utilizzo è aumentato a dismisura per le ragioni di cui sopra.
La Francia ha ordinato un limite di velocità di 25 chilometri orari per i veicoli elettrici di questa categoria, con multe che possono arrivare anche a 1.500 euro per coloro che violano la legge. A riguardo è esplicativo l'esempio di Lione, dove l'operatore Lime aveva introdotto un sistema di limitazione della velocità tramite GPS che impediva ai monopattini di supere gli 8 chilometri orari nelle zone pedonali.
Le modifiche al Codice della Strada hanno anche imposto un'età minima di 12 anni per guidare monopattini elettrici e hoverboard, ma sono state introdotte delle variazioni anche a livello di usabilità.

Ad esempio, è vietata la possibilità di viaggiare a due o più persone su un monopattino elettrico, pena una sanzione di 35 euro. Ai monopattini è anche stata preclusa la possibilità di circolare sui marciapiedi, per evitare di ostruire i pedoni e provocare incidenti. In quest'ultimo caso la multa è addirittura più salata e arriva a 135 euro.
Infine, entro il 1 Luglio 2020 sarà necessario dotare gli e-scooter di luci di posizione anteriori e posteriori, catadiottri, un sistema di frenata e un altro di avvertimento acustico in stile clacson.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la Germania, che ha legalizzato i monopattini elettrici bandendoli totalmente dai marciapiedi. Nel testo approvato dal Bundestag, è prevista un'età minima di quattordici anni per poter guidare i monopattini elettrici e un limite di velocità di 20 chilometri orari.
Dallo scorso Giugno inoltre è necessario assicurare i veicoli a due ruote tramite una polizza annua (come avviene con le bici elettriche ad alta velocità). Inoltre, è richiesto che gli e-scooter siano dotati di attrezzature simili agli altri veicoli a due ruote, tra cui un impianto frenante, luci riflettenti per essere individuati di notte e in ambienti bui, campanello e luci.

La Spagna come Paese precursore

La Spagna è stata tra le prime nazioni europee a mettersi in regola e a regolamentare l'uso dei monopattini elettrici. Tramite un nuovo piano di mobilità il Governo ha mirato a ridurre gli incidenti (che nel 2018 erano quantificati intorno ai 300, di cui cinque fatali) equiparando gli e-scooter ai veicoli tradizionali.
Al fine di evitare danni, è stato impedito l'utilizzo sui marciapiedi, pena una multa di 500 euro; la velocità massima su tutte le strade è stata impostata a 25 chilometri orari, per i proprietari è poi previsto l'obbligo di munirsi di un certificato di circolazione fornito dal produttore, mentre è stata scartata l'idea di dotarsi di numero di registrazione governativo.


Nel Regno Unito si attende la Brexit?

Nel Regno Unito, nonostante le pressioni dei sindaci di varie città (come quello di Londra) la questione non è stata ancora affrontata per ovvie ragioni: la Brexit sta tenendo bloccati i lavori del parlamento.
L'attuale normativa vieta l'uso dei monopattini elettrici sulle strade per varie motivi: il Codice della Strada richiede che i veicoli elettrici siano registrati e tassati per poter circolare sulle strade insieme ad auto e motorini. Tuttavia, gli e-scooter rientrano nella categoria dei PLEV (Personal Light Electric Vehicle) a causa della scarsa potenza e la bassa velocità massima, che impedisce di poterli usare sulle strade pubbliche.

Come fatto altrove, anche nel Regno Unito è vietato l'utilizzo dei monopattini elettrici sui marciapiedi, per tutelare la sicurezza dei pedoni. Per poterli guidare però non è necessaria una patente di guida, tantomeno un'assicurazione proprio per le motivazioni di cui sopra. È però probabile che a seguito delle elezioni generali il Codice venga cambiato alla luce della crescente popolarità che stanno registrando anche Oltremanica.
Gli esempi a cui può ispirarsi il legislatore italiano sono davvero tanti: l'elemento comune in tutte le nazioni è il limite di velocità e il divieto di circolazione sui marciapiedi, per garantire la sicurezza dei pedoni.